Settembre nero per il suino “made in Italy”.
Settembre nero per il suino “made in Italy”. La situazione commerciale e le proiezioni per il settore suinicolo tornano ad essere preoccupanti. La crisi del comparto – sottolinea Confagricoltura che sta monitorando le quotazioni mercantili – ha avuto solo una “pausa estiva” e ritornano le criticità.
Per il mercato suino è stata una estate calda, con prezzi all’origine in rialzo. Con l’arrivo di settembre i listini hanno ricominciato a scendere.
Quotazioni in tilt su alcune piazze e la stessa Cun (la Commissione Unica Nazionale creata su iniziativa ministeriale nell’ambito dell’accordo di filiera) incontra difficoltà.
Gli allevatori, che hanno subito i contraccolpi della crisi, non accettano strategie che rischiano di scaricare su di loro i costi della stagnazione e della crisi. Trasformatori e macellatori, d’altro canto, intendono rallentare le attività con conseguenti contrazioni quantitative delle disponibilità di carne, sia per quanto riguarda il fresco, sia per i salumi.
“Ci attendevamo che, in momenti di crisi, prevalessero responsabilità e collaborazione – commenta Confagricoltura -. Registriamo divaricazione e divisione”.
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Agosto 2009.
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Suini: per ripresa consumi più chiarezza su materia prima
Continua l’andamento negativo del mercato dei suini, più volte evidenziato nelle ultime settimane da Confagricoltura, che riguarda sia gli animali vivi, sia il prodotto macellato, nonostante la stagione tradizionalmente favorevole alla ripresa dei consumi e delle quotazioni. La pesantezza della situazione è chiaramente evidenziata dai capi da macello, che fanno registrare su tutte le principali piazze un calo delle quotazioni per la terza settimana consecutiva e un ulteriore “non quotato” sul mercato di Mantova.
Prodotto Sett 28- set Sett 27 – set Var. % su set 27
Suinetti (Belgio) 45 45 0,00%
Suinetti (Danimarca) 43,24 42,17 2,50%
Suinetti (Germania) 59,1 59,1 0,00%
Suinetti (Francia) 31,2 31,8 -1,90%
Suinetti (Italia) 56,83 57,73 -1,60%
Suinetti (Paesi Bassi) 32,5 34,5 -5,80%
Media UE 44,71 44,42 0,70%
Elaborazioni Ismea su prezzi della Commissione Europea
Le cose non vanno meglio per il prodotto impiegato nell’industria di trasformazione, né per quello destinato al consumo fresco, anche a causa dell’insufficiente caratterizzazione dell’origine della materia prima.
A tale proposito Confagricoltura ribadisce la necessità di avviare le opportune iniziative, a livello europeo, per rendere obbligatoria la tracciabilità della carne e consentire al consumatore di fare in maniera responsabile le proprie scelte. Allo stesso tempo di procedere con tempestività ad una revisione delle indicazioni produttive previste dal “Decreto salumi”, per evitare che una preparazione da qualunque materia prima possa essere commercializzata come “italiana di qualità.”

Da: Asterisco Informazioni di Fabrizio Stelluto -Direttore
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Redazione: Marco De Lazzari
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