Sperequazioni nei trasferimenti statali, l’appello del Comune di Vico Equense(Na)

Oggi, un cittadino di Vico Equense riceve 1/5 di quello che ottiene, invece, un abitante di Napoli e
1/3 di quello di Sant’Antonio Abate

Trasferimenti statali al di sotto della media nazionale, un serio problema con cui Vico Equense convive da troppo tempo. Città vicine come Castellammare di Stabia, Gragnano e Sant’Antonio Abate ricevono dei trasferimenti per ciascun abitante in misura nettamente superiore a quelli che arrivano a Vico Equense. Il Comune si rivolge al Presidente del Consiglio dei Ministri invocando il principio costituzionale di equità e buon andamento della pubblica amministrazione e chiedendo, pertanto, un intervento speciale ai sensi dell’articolo 119 della Costituzione.
I Comuni sono divisi in fasce demografiche e i trasferimenti sono commisurati al numero di abitanti: i dati ufficiali ministeriali indicano per Vico Equense un importo pro-capite di soli 84 euro, a fronte di una media nazionale di 99 e una media relativa alla Regione Campania di 181. Tale sistema risale, in realtà, agli anni 1993-1995 ed è rimasto invariato da allora. “Ci troviamo a distanza di tanti anni in una situazione veramente paradossale – spiega Giuseppe Guida, vicesindaco e assessore al bilancio – con sperequazioni del tutto ingiustificate e senza alcuna coerenza logica. Capita che Comuni già ricchi grazie ad entrate proprie ricevono contributi sopra media, altri, invece, che hanno scarse risorse, hanno contributi statali minimi”. Oggi un cittadino di Vico Equense riceve 1/5 di quello che ottiene, invece, un abitante di Napoli e 1/3 di quello di Sant’Antonio Abate. “Negli anni ’90 è stato istituito un fondo perequativo – spiega Gaetano De Gennaro, responsabile ufficio ragioneria – proprio per compensare le già evidenti sperequazioni. L’effetto che ha avuto è stato clamoroso: noi eravamo virtuosi e non abbiamo avuto un soldo, altri Comuni hanno ricevuto ingenti trasferimenti e ancora oggi continuano a godere di quei privilegi in barba a quegli enti che erano considerati virtuosi venti anni fa. Nessuna legislatura si è preoccupata di effettuare un riforma del sistema, oggi la sperequazione è diventata inaccettabile. Comuni del nord già ricchissimi, come ad esempio Campione d’Italia, sede di Casinò, hanno per abitante contributi dieci volte superiori a quello che riceve un cittadino di Vico Equense”.
“Confidiamo nelle istituzioni – conclude Giuseppe Guida – e ci auguriamo che intervengano con opportune modifiche. Senza cambiare un sistema così perverso e esageratamente sperequato non vi può essere giustizia sociale”.

Vico Equense
08/07/2009
Ilenia De Rosa
Addetto Stampa Comune di Vico Equense
Ufficio:081/8019220
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