Il rosso fuoco dei pomodori San Marzano viene coltivato, anche in area acerrana costituita da decine di ettari che si estendono fino ai confini del nolano, attraverso la tecnica dell’impalatura che consente alle piante di essere meglio esposte al sole considerando la loro caratteristica principale, ovvero, essere piante indeterminate, tipico del disciplinare della DOP.

Propio in questa zona dell’acerrano, Solania, azienda leader nella produzione del San Marzano, ha tenuto l’ormai tradizionale appuntamento de “Aspettando… il Mio San Marzano” per dare inizio alla campagna di raccolta del San Marzano.

«Abbiamo voluto – afferma Giuseppe Napoletano Amministratore unico dell’azienda di Nocera Inferiore – far toccare con mano e far vedere con i propri occhi ai nostri clienti del mondo della ristorazione, pizzaioli e chef, che il San Marzano esiste. Nell’ultimo periodo ciò è stato messo in dubbio, ma non è cosi perché oltre all’Agro Sarnese – Nocerino, caratterizzato da appezzamenti di terreno coltivabili più piccoli, c’è un’area, quella dell’acerrano – nolano, in cui se ne producono decine e decine di ettari. Ciò è reso possibile grazie anche agli studi effettuati sui suoli da parte dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno garantendone la loro salubrità e di conseguenza quella dei prodotti, smentendo le dicerie».

Gli chef e i pizzaioli sono stati protagonisti dell’evento con le loro pizze e i loro piatti proposti ad ospiti appartenenti al settore enogastronomico invitati da Perrella Distribuzione, presente anch’essa per la scelta del proprio campo di coltivazione. L’evento “Aspettando il Mio San Marzano” è solo l’inizio di un percorso che si definirà nel mese di ottobre con “Il Mio San Marzano”  in cui avverrà la scelta del lotto di produzione e l’apposizione dell’etichetta personalizzata con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia circa il controllo dell’intera filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione, quest’anno reso ancora più semplice grazie alla certificazione in Blockchain realizzata da Authentico che completa il percorso di trasparenza e sicurezza.

«Un’ulteriore – chiosa con orgoglio Napoletano – garanzia di trasparenza per il consumatore finale che gli permette attraverso un qr-code di conoscere tutto il processo produttivo».

I ristoratosi sono stati guidati nella scelta del proprio appezzamento dagli agricoltori della Cooperativa San Gabriele gestita da Raffaele Nuzzo, grande sostenitore del progetto San Marzano entusiasta di ospitare tale progetto.

L’evento gastronomico, coordinato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, è ruotato attorno a tre forni: il primo guidato da Francesco Martucci e Diego Vitagliano entrambi in qualità di brand ambassadors di Solania e dagli ambasciatori della qualità Solania quali Orazio Chiapparino per la Puglia, Giovanni Senese per la Liguria e Luca Piscopo. Il secondo dell’Associazione AVPN – Associazione Verace Pizza Napoletana con il Presidente Antonio Pace e il maestro-istruttore Salvatore De Rinaldi ed il terzo gestito dall’Accademia Pizza DOC presieduta dal Presidente Antonio Giaccoli guidati dal coordinatore degli istruttori Vincenzo Fotia, da Carlo Fiamma e Luca Mendozza.

Non potevano mancare gli appertizer dello Chef Vincenzo Toppi T del ristorante “Amor mio” a Brusciano, i due primi di pasta appannaggio degli executive Chef Vincenzo Ferro e Marco Iavazzo e per i palati forti il classico cuzzetiello di pane con ragù e salsiccia di maiale razza casertana proposto dallo Chef Antonio Giannattasio Patron del ristorante-pizzeria “Essenza del Gusto” a Marigliano. Per concludere al meglio la serata la scuola “Dolce e Salato” con lo Chef Peppe D’addio ha deliziato gli ospiti una torta di augurio.

L’appuntamento è adesso a ottobre con “Il Mio San Marzano” al termine di una campagna di produzione che si presenta favorevole per la parte agricola, ma che comunque sconterà un rialzo sensibile dei prezzi di vendita a causa dell’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, in primis della banda stagnata, ma anche di vetro, plastica e cartone.


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