Il massiccio del Matese, ospita aquile che hanno trovato l’habitat ideal, facendo nascere un aquilotto.
Le buone notizie che elargisce la nautura non sono molte per la indifferenza dell’uomo a tutelarla efficacemente, ma ogni tanto c’è una novità. Stavolta è la nascita di un aquilotto sui monti del Matese, nel casertano, il cui presidente, Maurizio Fraissinet, commissario del parco del Matese, confidandosi col giornalista Gianfrancesco d’Andrea, de Il Mattino, ha raccontato la storia che ci piace riproporre agli appassionati e ai nostri lettori.
“Le vette del Matese, dove osano di nuovo gli aquilotti è nato un piccolo rapace nella riserva naturale. Potrebbe sembrare l’inizio di una fiaba. Ma invece non lo è. L’aquilotto che si è involato, lasciando il nido da un impervio costone di roccia, esiste davvero, sulle alture del Matese. Un battito d’ali, l’altro giorno, e in un attimo i cieli del parco regionale si sono arricchiti di una chicca e un’attrazione in più per gli appassionati di birdwatching, attività in costante crescita nelle aree del parco più ricche di fauna. La notizia è stata diffusa ieri mattina dallo staff dell’Ente Parco, guidato dal commissario Maurizio Fraissinet. Entusiasmo e soddisfazione alle stelle, considerato che lo scorso inverno ha preso il via il progetto del carnaio naturale, promosso proprio per garantire la riproduzione della coppia di aquile presente nei confini del parco. Obiettivo pienamente raggiunto: durante i mesi invernali l’equipe di ornitologi e di veterinari ha provveduto ad allestire il carnaio naturale; dalla primavera al periodo estivo, invece, è stato portato avanti il monitoraggio della nidificazione.
«Un progetto articolato in due fasi – spiega il commissario Fraissinet – e seguito con estrema attenzione dal nostro staff. Si è provveduto ad allestire il carnaio con carogne di pecore durante l’inverno, periodo tra i più critici per le aquile, che necessitano, appunto, di una buona alimentazione per poter affrontare con successo la stagione riproduttiva. In anni con inverni rigidi, infatti, quando il cibo scarseggia, le aquile possono anche saltare del tutto la fase della riproduzione». Il pulcino, invece, è arrivato con estrema puntualità, involandosi, per la precisione, l’altro ieri mattina. Particolarmente difficile la fase di monitoraggio del nido, poiché occorreva evitare qualsiasi disturbo alla coppia di aquile e al nuovo arrivato. L’ornitologo Roberto Guglielmi e il veterinario Adriano Argenio hanno reso possibile il buon esito della missione, monitorando il nido e registrando giorno dopo giorno le varie prede catturate dai genitori dell’aquilotto. Quattro le coppie di aquila reale attualmente presenti in Campania. Solo una nidifica nel parco regionale del Matese, «ma – aggiunge Fraissinet – è proprio questa la coppia più seguita e coccolata d’Italia». All’aquilotto, il cui sesso è ancora sconosciuto, è stato dato anche un nome: Domenico, o Domenika, a seconda dei casi. La vita della famigliola sarà monitorata ancora a lungo dal team degli studiosi incaricati dall’Ente Parco. La nascita dell’aquilotto, e la realizzazione di un progetto così ambizioso varato appena pochi mesi fa, rappresentano un dato veramente importante, che conferma il trend positivo raggiunto dal Parco del Matese sul fronte della ricerca naturalistica.
Ma il ripopolamento passa anche attraverso strategie per favorire la caccia. Il progetto di gestione dell’Atc di Caserta ha portato, attraverso il sistema del pre-ambientamento, alla liberazione graduale nell’ambito di tutte le aree vocate della provincia di giovani soggetti di allevamento”. (Gianfrancesco D’Andrea, Il Mattino)

Categorie: Ornitologia

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