I bonsai pronti
Il costo medio di un bonsai è piuttosto elevato. Del resto la diffusione ancora limitata lo rende oggetto di prestigio e purtroppo viene regalato come semplice soprammobile a chi non ha né l’interesse né le conoscenze necessarie a prendersene cura correttamente. Forse non sarà sensato costruirsi una collezione di bonsai semplicemente comperandoli in un negozio specializzato. Certo poter seguire fin dalla nascita quello che sarà il soggetto della creazione artistica può essere cosa di assai maggior soddisfazione, ma iniziare a lavorare su di una pianta già parzialmente allevata ha i suoi vantaggi. Ed è il caso di ricordare che anche la scelta di un alberello in un negozio richiede un certo occhio, oltre che idee chiare su quello che si vuole ottenere. Prima di acquistare un bonsai è bene aver assimilato delle nozioni minime sui tipi di albero utilizzabili, sulle loro caratteristiche e sulle forme a cui meglio possono adattarsi. Così è opportuno rivolgersi a un esperto e chiedere aiuto, quando possibile, a uno dei centri o delle associazioni di cultori dei bonsai chiedendo ai rivenditori stessi.
Sarà così possibile scegliere un albero che potenzialmente sia un buon bonsai , pensando fin dall’inizio all’utilizzazione che se ne vuole fare e accertandosi che sia forte e sano. Se si vuole comperare una collezione completa sarà anche bene pensare a coordinare la scelta di alberi di specie diversa, in modo che l’insieme risulti armonioso e interessante per la sperimentazione. Quando, invece, si acquisti un solo esemplare per completare poi la collezione utilizzando i metodi che saranno esposti in seguito, sarà opportuno orientarsi e proprio per i motivi psicologici accennati, verso l’aquisto di un albero che dia una certa staticità estetica, ma un albero che cambi nel ciclo delle stagioni, come il cotoneaster o la zelkova, dando subito la sensazione di lavorare su una pianta che vive grazie alle mani di chi la possiede.
20 giugno Bonsai: l’albero da vivaio
Se non si hanno molti soldi da spendere ma si vuole un albero già parzialmente allevato, quello che in gergo si definisce un “prebonsai” conviene rivolgersi ad un vivaio. Nella scelta del soggetto bisogna tenere a mente i diversi stili bonsai di cui si troverà ampia descrizione più avanti, e cercare un albero che abbia un sistema di ramificazione basso e compatto. Va ricordato che l’albero giovane tende a rivolgere la sua chioma verso l’alto, mentre i rami bassi denotano un’età avanzata e uno dei fini dell’arte bonsai è quello di ottenere che l’albero sembri più vecchio di quanto in realtà non sia. In tutti icasi non va scelto un albero che abbia i rami grandi verso l’alto, perché questo creerebbe un serio problema nell’impostazione generale dell’equilibrio dell’albero.
Bisogna scegliere un albero che abbia nella chioma e nella corteggia del tronco colorazione viva e uniforme, segno di buona salute e di ben sviluppato apparato radicale. Bisogna ricordare che le foglie devono essere piccole e che la forma naturale dell’albero deve essere quanto più vicina possibile a una delle caratteristiche forme o stili codificati dall’arte bonsai. Scelto il bonsai, va trasportato a casa con grande attenzione e prima di qualsiasi intervento, osservato attentamente, perché il bonsai ha un davanti e un dietro e va osservato e considerato da una determinata posizione.
Dovrà esistere una proporzione tra la chioma e il tronco dell’albero e il contenitore stesso in cui verrà sistemato e che a seconda dello stile scelto ci dovrà essere una particolare disposizione dei rami. Bisogna provare a scegliere un risultato che rispetti per quanto possibile la natura dell’albero. E’ vero che con la tecnica dell’applicazione del filo metallico si può determinare la posizione e la direzione di crescita dei rami ma non si deve né si può mai farlo contro natura, sforzando, cioè, l’albero in strutture che ne impoveriscano le caratteristiche o che gli nuocciano.
23 giugno – Bonsai: le cure all’albero
Una volta deciso che cosa fare dell’albero va estratto delicatamente dal contenitore in cui è stato comperato. Se il contenitore è di plastica va tagliato; se è in terracotta bisogna aspettare che la terra asciughi, quindi va rovesciato, sostenendo delicatamente la pianta e battuto sul fondo; non bisogna cercare di estrarre la zolla e la pianta dall’alto, afferrando quest’ultima per il tronco, perché si rovinerebbe e si danneggerebbero anche le radici.
In questa fase o ancora prima ricompiere quest’operazione converrà sottoporre l’albero a una potatura preliminare di tutti i rami che sicuramente non saranno utili e che invece ostacolano il progetto prescelto. Se, estratta la pianta dal contenitore, c’è un buon apparato radicale, diffuso e compatto, con irradiamento regolare a partire dal tronco, vanno corrette delicatamente con forbici adatte le diramazioni eccessive e si sistema la pianta nel contenitore prescelto.Lo stesso non sarà probabilmente quello definitivo ma solo quello più adatto ad assecondare la specifica fase di crescita che la pianta deve immediatamente affrontare.
Notizie più specifiche in questo senso saranno date nel capitolo sui contenitori in cui si troveranno anche informazioni sulla collocazione della pianta nel vaso e sulle diverse composizioni della terra da scegliere. Bisogna tenere presente che il contenitore deve avere uno o due fori di drenaggio, che si avrà cura di coprire con un pezzettino di rete di nylon, prima di versare il terreno nel vaso. Dopo alcuni mesi la pianta darà i primi segni di crescita e si potrà allora sottoporre alle prime cure di potature e cimatura e alle prime applicazioni di filo metallico.

Categorie: Il Contadino

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