8 SETTEMBRE 2005 – COZZOLINO COMMENTA DATI EXPORT
È una crescita significativa che si è ulteriormente consolidata con il dato relativo al primo trimestre 2005 che vede la Campania registrare un + 6,8 per cento nell’export.
Dati che seguono quelli già positivi fatti registrare negli ultimi due trimestri dello scorso anno e che avevano determinato la buona performance complessiva del 2004, +3,8 per cento, indicata oggi anche dal rapporto elaborato dall’ICE.
Dopo due anni, il 2002 e il 2003, di dati in negativo l’export della nostra regione mostra, dunque, confortanti segnali di ripresa. I dati ci dicono che l’incremento delle esportazioni si registra, soprattutto, in settori decisivi per l’economia campana, come mezzi di trasporto, metalli e prodotti in metallo.Resta, tuttavia, uno stato di sofferenza per altri settori che non va trascurato, in particolare per il cuoio, l’abbigliamento e l’agroalimentare. Siamo impegnati per elaborare politiche di sostegno che rendano più competitivo il sistema delle imprese campane sui mercati internazionali.In particolare per il distretto di Solofra, al quale destiniamo 1 milione di euro per l’internazionalizzazione, stiamo definendo una strategia con azioni mirate verso i Paesi del Mediterraneo: puntiamo a creare un distretto della concia del Mediterraneo. Sempre per il distretto di Solofra, siamo inoltre impegnati da circa un anno su un percorso di cooperazione con alcune realtà produttive della Cina per creare partership industriali e commerciali destinate al mercato orientale. In tale ottica si colloca l’incontro di domani con il Governatore della Provincia dello Zhejiang, la più importante area del paese per produzioni tessili, con il quale sarà sottoscritto un protocollo d’intesa.Non solo scambi commerciali, dunque, non solo partecipazioni a fiere ma una reale e concreta politica per l’internazionalizzazione che per noi parte integrante di un nuovo progetto di politica industriale.È opportuno, per la nostra economia, conoscere le esigenze dei nuovi mercati, costruire alleanze strategiche e, allo stesso tempo, mettere in condizioni le nostre aziende per essere più competitive sui mercati internazionali.


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.