Con la riapertura della caccia in Campania, sono aumentati i controlli del Corpo Forestale per combattere bracconaggio e uccellagione. Una particolare attenzione viene prestata nelle zone protette, come sta avvenendo per il parco naturale Taburno Camposauro, nel Sannio. Proprio ai confini del parco, infatti, alla località Pennino di Sant’Agata dei Goti, gli uomini della Forestale hanno proceduto nei giorni scorsi al sequestro di una rete adoperata per la cattura di uccelli. Il sistema è noto: viene creato artificialmente un piccolo invaso, riempito d’acqua al fine di attirare gli uccelli; su un lato viene sistemata una rete, da azionare a distanza con una fune. Quando le prede sono a tiro, la rete si abbatte catturandole. Giovanni Cerulo, comandante della stazione di Cautano, spiega che è un sistema estremamente diffuso, anche se punito dalla legge. Purtroppo anche nel cuore del parco ci sono stati lo scorso anno dei trasgressori, la qual cosa rende necessario un servizio accurato e continuativo. Domenico Piantedosi, referente Wwf per l’area protetta, invoca a gran voce interventi contro i bracconieri e fa riferimento alla peculiarità del parco naturale Taburno Camposauro, che è rappresentata anche dall’estrema varietà faunistica presente, con particolare riferimento alle varie specie di uccelli. Un patrimonio che va assolutamente tutelato, e per il quale il Wwf chiede una particolare attenzione sia nella prevenzione che nella repressione del bracconaggio. E le zone del massiccio dove sarà possibile cacciare fino alla conclusione del calendario venatorio, prevista per il 31 gennaio 2005, non sono poche. Partendo da Foglianise, l’attività venatoria è consentita nelle contrade Mazzella ed Acquara, mentre a Paupisi e Torrecuso la caccia è consentita nella zona Fabbricata. Doppietta libera per buona parte del versante di Camposauro a ridosso di Solopaca, a Santo Stefano di Vitulano e nella zona Madonna delle Grazie di Melizzano. Si può cacciare anche al monte della Guardia di Sant’Agata dei Goti, a Varoni di Montesarchio ed a Costarama, zona di confine tra Campoli, Cautano e Tocco Caudio. Possibilità anche verso la cava marmifera Perla, fra Cautano e Vitulano. Anche in queste zone elencate vi sono delle ulteriori limitazioni legate alla presenza di riserve. Non tutte le specie, inoltre, possono essere cacciate in questi primi giorni: l’autorizzazione è infatti limitata a quaglia e tortora, e solo a giorni fissi. Ai cacciatori sono rimaste tre possibilità: 12, 15 e 18. Dal 19 settembre l’autorizzazione è stata estesa ad altre specie. Dal primo ottobre e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile cacciare anche il cinghiale, solo nei giorni di giovedì e domenica. Divieto assoluto di caccia, infine, nei giorni di martedì e venerdì (silenzio venatorio) e nelle zone interessate da incendi boschivi: prevista una sanzione amministrativa compresa fra 206 e 413 euro. Eppure un sistema per garantire ai cacciatori l’accesso alle riserve tutti i giorni, sarebbe quello di consentirgli di entrarvi senza sparare, diventando guardie ecologiche. Utopia? C’è chi è d’accordo.


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