Boom per i funghi con la pioggia record di settembre

Dalle colline emiliane alle vallate cuneesi fino ai monti della Sila in Calabria è boom per la raccolta di funghi grazie alla pioggia del mese di settembre che si è classificato al secondo tra i piu’ piovosi degli ultimi due secoli nel Mezzogiorno.
E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti nelle zone del Paese piu’ vocate per la raccolta dei funghi sulla base dei dati Isac Cnr che evidenziano il record nel sud con una piovosità superiore del 237 per cento alla media dei mesi di settembre compresi tra il 1961 e il 1990.
La caduta della pioggia è stata abbondante anche in altre aree del Paese e ha acceso – sottolinea la Coldiretti – gli entusiasmi degli appassionati raccoglitori di funghi dopo che la ridotta piovosità e il caldo record di agosto avevano fatto temere il peggio.

Nelle colline di Borgo Val di Taro, dove si raccoglie l’unico fungo a denominazione di origine italiano riconosciuto dall’Unione Europea, “il fungo di Borgotaro Igp”, si sta registrando – rileva la Coldiretti – una vera e propria produzione record di porcini che stanno attirando folle di cercatori.
Anche in Piemonte la raccolta dei funghi, iniziata in ritardo rispetto al solito, è a ora a pieno regime come pure nei monti della Sila in Calabria dove a Settembre è caduta dal 200 per cento al 300 per cento di pioggia in piu’ rispetto alla media di riferimento in Calabria.
La situazione è invece a macchia di leopardo nelle altre zone del Paese anche se nel Lazio, un indicatore positivo è rappresentato dall’alto numero di automobili parcheggiate ai lati delle aree maggiormente indicate per la raccolta dei funghi. Particolarmente “fertili” – continua la Coldiretti – risultano essere la zona dei monti Cimini nel Viterbese, dei monti Lepini e del Parco nazionale del Circeo nell’area pontina e dei monti Reatini.

L’arrivo della pioggia dopo l’estate del 2009 che si è posizionata al quarto posto tra le piu’ calde degli ultimi duecento anni ha giocato quindi a favore dei molti cercatori e buongustai che dedicano il proprio tempo libero nelle montagne e nei boschi italiani alla ” caccia “, nel sottobosco o sulle tavole, dei gustosi miceli.
La nascita dei funghi per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali – precisa la Coldiretti – terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. L’attività di ricerca – afferma la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge in autunno moltissimi vacanzieri, ma svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.
Si stima che – riferisce la Coldiretti – i quasi 10 milioni di ettari di bosco che coprono un terzo dell’Italia possano offrire una produzione di circa 30mila tonnellate tra porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità note agli appassionati.

E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica. I funghi – continua la Coldiretti – sono prodotti di valore medio sotto il profilo nutrizionale e contengono in prevalenza acqua, ma anche proteine, carboidrati, sostanze minerali e vitamine, in percentuali variabili a seconda del livello di maturazione, ma essendo poveri di calorie e ricchi di cellulosa non ingrassano chi li mangia. Le vitamine prevalenti sono quelle del gruppo B e i sali minerali sono rappresentati principalmente da potassio e fosforo.
I funghi – conclude la Coldiretti – possono essere consumati freschi, congelati, essiccati o conservati sottovetro, ma l’attitudine alle diverse preparazioni differisce a seconda delle diverse varietà: ad esempio porcini e trombette non devono essere sbollentati prima di essere congelati mentre il lattario è perfetto se viene cotto.

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Categorie: Il Contadino

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