Il programma della Campania a Vinitaly è molto vario e ogni giorno è una festa. Al di là dei singoli appuntamenti, ai visitatori, venditori e acuirenti, fino al 4 aprile saranno realizzate degustazioni guidate a cura dell’AIS Campania; inoltre ogni giorno dalle ore 13,30 rassegna cinematografica “Tra Vino e Cibo” a cura dell’Ass. Regionale al Turismo . Oggi il programma prevede:
ore 11.00 Nuovi appuntamenti per la vitivinicoltura campana – L’Assessore Regionale
all’Agricoltura Vincenzo Aita incontra i giornalisti al Vinitaly
ore 12.00 “Le delizie agroalimentari campane”
Degustazione dell’enogastronomia tipica della regione
ore 15.00 “I luoghi del vino” – a cura di : Regione Campania – Ersac – SeSirca
presenta Ermanno Corsi (Giornalista RAI)
I produttori italiani, dopo 10 anni di euforia, ma non di ubriachezza (e poi vedremo perché), fanno i conti con la crisi di vendite del prodotto vino, che rischia di aggravarsi ancor più perché l’Ue, di cui l’Italia fa parte, ovviamente, ha dato via libera alla produzione di nostri vitigni autoctoni nel resto del mondo. Non solo dell’Europa, quindi, ma in tutto il mondo. Il che significa, che paesi che si affacciano “novelli” alla produzione vinicola, come l’Australia, che ha immense possibilità di espansione per la vastità del territorio agricolo a disposizione, può mettere in ginocchio i nostri produttori, producendo per esempio un Chianti, di questo si tratta, senza che questo vino nasca necessariamente in Italia.. In soldini: tutto il mercato delle Americhe sarà facile preda di una distribuzione capillare nei supermarket, e quel vino sarà svenduto, perché a quel punto i costi saranno più che ammortizzati dal richiamo del nome Chianti, Biancolella, Lacrima Christi, ecc. A questo punto i Doc regionali sono a rischio, (potrebbero dimostrarsi, stando così le cose, un inutile palliativo) e c’è pure chi, fra gli stati membri europei, fa notare che non è poi una tragedia se l’italiano si parla solo in Italia. Come dire: quello che producete potete consumarlo nell’intera penisola, al resto del mondo ci pensiamo noi. Polemiche in tal senso sono già scoppiate nell’ambito della fiera di Verona, ma il domani fa paura lo stesso. Aita, l’assessore campano all’agricoltura, ha colto il problema nella sua essenza, e per ribattere a questa bella novità, ha lanciato l’idea: facciamo tutti enoteche regionali, in tal modo difendiamo e vendiamo il nostro vino consigliandolo ai consumatori sia nei ristoranti che nei bar e nelle enoteche stesse. Detto, fatto: la delibera che istituisce le enoteche regionali in Campania, ha avuto il placet della Giunta regionale e presto diventa operativa. La battaglia, a questo punto, rischia di trasformarsi in guerra: venti regioni che dovranno difendersi coi denti dall’assalto dei vini stranieri che, col marchio italiano, cercheranno di inserire nei nostri supermercati che com’è noto, sono finanziati da multinazionali, il loro vino non clonato se non nel nome. (Inviato alle Arga)


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