Il vino, al è stato il protagonista indiscusso della Vinitaly 2004 di Verona, dal 31 marzo al 5 aprile, e non poteva che essere così. Il dato emerso dalle relazioni finali dei vari addetti ai lavori delle diverse regioni parla chiaro. Commenti tutti favorevoli per la mostra, dalla quale però sono venuti anche segnali di una certa stagnazione del mercato vinicolo. Ma il Sud è diventato anche il possibile terreno da sfruttare per risalire la china di una crisi che si può evitare puntando sulla qualità, come stanno facendo da tempo la Sicilia, e ora anche Molise, Basilicata, Puglia e Campania che a Verona sono giunte bene organizzate a differenza di tre anni fa quando a stento riuscirono a trovare poche centinaia di metri per i loro stand facendo vedere cose che proiettano il Sud nella dimensione di “salvatore della patria” visto che altrove nella penisola le cose vanno maluccio. Qualche suggerimento di miglioramento delle cose, però, si potrà avere solo l’anno prossimo, a maggio, quando a Napoli si svolgerà la prima rassegna nazionale del vino alla Mostra d’Oltremare. Sarà là che si decideranno le sorti dei vini, finalmente studiati e messi a nudo dagli studi che la stessa facoltà di agraria di Portici sta facendo, per fornire indicazioni al mercato rispetto ai vitigni autoctoni campani innanzitutto, seguiti da quelli calabresi e così via. Una guida del vino come quella fatta e già presentata alla stampa da un appassionato giornalista, Luciano Pignataro, che con la sua originale pubblicazione sugli autoctoni campani., ha portato a conoscenza di tutti gli addetti ma anche dei profani, i luoghi del vino in Campania. Visto che ora tutti i produttori nazionali stanno scoprendo le tipicità dei vini campani, è il caso di darci sotto, per conquistare a pieno titolo e definitivamente il mercato. La Campania ha concluso la sua partecipazione al Vinitaly, partecipando anche al Salone dell’olio d’oliva, Sol. La rituale degustazione degli oli vincitori del premio Sorrento d’oro, fatta negli stand campani, è stata organizzata dall’Enoteca Italiana. Sono intervenuti Raffaele Beato, direttore generale dell’Ersac, Michele Manzo, funzionario del SeSirca e dei produttori. I premiati hanno messo in mostra i loro oli che erano: il dop Penisola Sorrentina dell’Azienda agricola Le Tore, di Vittoria Brancaccio di sant’Agata sui due Golfi nel Comune di Massa Lubrense, vincitore del primo premio nella categoria fruttato leggero. Il dop Colline Salernitane, dell’Azienda La Torretta di Battipaglia , Sirena d’oro come fruttato medio e il dop Monti Iblei, dell’Azienda Villa Ponte di Chiaromonte Gulfi (Rg). Sono stati presentati anche gli oli vincitori del premio speciale dop Cilento e dop Penisola Sorrentina. La Campania aspetta ora tre nuovi oli dop con le certificazioni che dovrebbero arrivare a giorni, due nella zona di Benevento e una nell’avellinese. L’obiettivo della Regione, ormai, è quello di puntare sulla qualità e sulle potenzialità del territorio. Un premio meritato, visto che la ricerca nel comparto dell’olio sia in uliveto che in frantoio, è iniziata da ben 10 anni. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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