Il vino e l’olio campano che partecipano al Vinitaly di Verona dal 1° al 5 aprile, sono rappresentativi di tutte le province e di tutte le qualità tutelate dalle diverse denominazioni. Si spera in un successo di affari e scambi ma si va a Verona anche per dire come la Campania in questi ultimi anni, nel campo vinicolo e oleario abbia fatto passi da gigante. Ed ecco la lista. Avellino: le doc sono quelle di Fiano, Greco di Tufo e Taurasi. Benevento presenta tra le doc l’Aglianico del Taburno, Guardiolo, Sannio, Sant’Agata dei Goti, Solopaca; tra le igt presenti sia Benevento che Dugenta. Caserta si presenta con le doc Asprinio d’Aversa, Falerno del Massico, Galluccio; tra le igt Terre di Voltuno e Roccamonfina. Napoli si presenta con le doc dei Campi Flegrei, Capri, Ischia, Penisola Sorrentina, Vesuvio; le igt presentano Epomeo e Pompeiano; tra gli oli dop la Penisola Sorrentina.. Salerno porta le doc di Castel San Lorenzo, Cilento, Costa d’Amalfi; le igt sono presenti con i Colli di Salerno e Paestum mentre l’olio dop Colline Salernitane e Cilento. Per quanto riguarda i consumatori, i più consigliati per la cucina moderna della nostra regione: tra i rossi il Fiano, l’Aglianico, Coda di Volpe; per i bianchi l’Asprinio, la Falanghina, Mastroberardino, Montevetrano. E poi c’è una novità: la pizza napoletana abbinata col vino e non con la birra. Naturalemnete la scelta del vino deve considerare le marche di ragnano, Lettere e Taurasi. E i napoletani hanno subito gradito: ne vanno matti.Per gli stranieri ci sono dei distinguo: i rossi regionali campani sono richiestissimi da inglesi e americani mentre i giapponesi gradiscono di più i bianchi. Tutto scontato? No, perché prima si parlava solo spagnolo e francese, oggi il made in Italy corre più di loro.


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