Non c’è un vero e proprio decalogo ma alcune regole d’ospitalità per rendere più agevoli i percorsi enogastronomici sono state illustrate proprio durante il Vinitaly di Verona.Se n’è occupato il Movimento del Turismo del Vino inserendo negli itinerari ben 1000 cantine sparse nelle 20 regioni italiane.Intanto c’è una classificazione autocertificata che viene indicata sulle guide con il simbolo della foglia di uva. Tre foglie d’argento indicano che la cantina è buona; 4 che è ottima; 5 che è eccellente; 5 foglie d’oro indicano una cantina super. Alcune caratteristiche dell’eccellenza sono rintracciabili anche nelle altre categorie, ovviamente, ma non tutte insieme. Si parte dalla segnaletica a norma del codice stradale, passando per il cartello d’ingresso all’azienda che deve essere ben visibile. Sono necessari locali per la prima accoglienza e per il ricevimento del cliente, con un ambiente attrezzato per le degustazioni. Non possono mancare i servizi igienici ad uso dei visitatori né il parcheggio a loro riservato. E’ opportuna una segnaletica interna specialmente se gli ambienti riservati al pubblico sono staccati tra loro, con uno spazio riservato alla vendita dei prodotti. E’ altresì opportuno far stampare dei depliant informativi sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno due lingue, ma anche sull’ambiente e la cultura del territorio. Per i visitatori più curiosi è opportuno stabilire una vista guidata alle vigne (vigneto sperimentale, zona didattica destinata ad esemplari di vitigni, sentieri vitivinicoli). Insomma l’azienda vinicola non è solo la cantina dove assaggiare e comprare il vino,l’olio ed altri prodotti, ma un luogo dove trascorrere qualche ora (a volte ci sono anche ristoranti e stanze per riposare) e rilassarsi un po’. In Campania, le aziende che offrono questi servizi non mancano. E che le cose stiano veramente così lo ha fatto sapere l’Osservatorio Internazionale Permanente sul Turismo Enogastronomico, che ha riportato il gradimento dei teutonici per i percorsi turistici e enogastronomici italiani, affermando che ci sarà una crescita della domanda nel 2004 del 7% rispetto al 2003. L’organismo di studio e ricerca che la Biteg ha promosso con la Bocconi di Milano, i Ministeri delle Attività produttive e delle Politiche Agricole e l’Enit, per saggiare le tendenze sul turismo enogastronomco italiano sui mercati europei, non sbaglia mai le sue previsioni, quindi le nostre aziende si preparino all’assalto.


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