La Chiesa scende in campo e fa sapere ai cittadini dei comuni vesuviani, da sempre allertati contro il rischio eruzione, che le proposte della Regione per lasciare le residenze della zona rossa, definite a rischio vulcanico, che prevedono l’esodo di 150mila persone in 15 anni, sono deboli oltre che fasulle. Lo stesso piano, per i religiosi riuniti a Torre del Greco per dibattere la qualità degli interventi della Regione, presenta numerose lacune perché cancella la speranza, inganna le popolazioni, favorisce la disoccupazione, creando un danno enorme all’immagine dei paesi interessati. Ma accanto alle perplessità c’è anche una riflessione positiva: è la prima volta che il rischio Vesuvio entra seriamente in un’agenda politica. I dubbi, invece, non sono pochi e riguardano le risorse da investire in un così lungo periodo (i fondi possono finire, specie con l’alternarsi dei governi…), la qualità della vita in una zona che di fatto è considerata morta ad ogni iniziativa di vita sociale peggiorerà, i giovani saranno lasciati ancor più allo sbando. Insomma un niet a tutto tondo. E sono pronte lettere per chiarimenti. Signori della Regione, a voi la parola. Il Vesuvio può attendere…


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