Da lunedì 9 febbraio la statale 268 diventa un cantiere a cielo aperto per rifare buona parte del manto stradale e sistemare alcuni tratti troppo a rischio per gli automobilisti. Ci voleva perché quella strada rappresenta una via di fuga per l’eventuale eruzione del Vesuvio. Ma c’è un ma. Avete provato a circolare con l’auto per uno dei comuni vesuviani in un giorno prefestivo, per esempio di sabato? Ecco, fatelo e capirete due cose. La prima che il traffico è caotico, le strade risultano perennemente intasate e gli sbocchi verso l’autostrada o per Napoli o per Salerno, la provinciale, le vie collaterali e affini sono letteralmente piene di auto. Se per caso il vecchio vulcano dovesse svegliarsi durante le ore di punta, beh, inutile scrivere cosa accadrebbe. E’ fin troppo facile immaginarlo. Allora lanciamo un’idea. Perché i sindaci dei 19 comuni vesuviani non cominciano ad attuare, tutti i giorni, una circolazione d’emergenza, incrementando autobus di linea e proibendo letteralmente la circolazione nei centri storici? Provare per credere. Diversamente, è il caso di inventarsi qualcosa… con tutto quel che segue.


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