Incentivi anche per le imprese che insistono nella zona rossa del Vesuvio e vogliono traslocare. Sono 4483 con 19031 addetti, le imprese presenti nei 18 comuni del Parco Nazionale del Vesuvio. A Torre del Greco ve ne sono ben 1000, con 4877 addetti, secondo la ricerca della Camera di Commercio di Napoli, da cui si ricavano questi dati elaborati dall’Api di Napoli. Ecco la tabella della presenza nei comuni vesuviani delle aziende presenti nella zona rossa, elencata per numero di aziende e di addetti: Boscoreale, 291 imprese e 959 addetti; Boscotrecase, 97 e 335; Cercola, 177 e 1190; Ercolano, 420 e 1153; Massa di Somma, 54 e 132; Ottaviano, 266 e 1099; Pollena Trocchia, 143 e 573; Pompei, 68 e 721; Portici, 127 e 523; San Giorgio a Cremano, 350 e 924; San Giuseppe Vesuviano, 331 e 1172; San Sebastiano al Vesuvio, 146 e 664; Sant’Anastasia, 277 e 1094; Somma Vesuviana, 304 e 1375; Terzigno, 279 e 946; Torre Annunziata 104 e 1165; Torre del Greco, 1000 e 4877; Trecase, 49 e 129. Si tratta, per lo più, di aziende che si occupano di meccanica, impegnate nella costruzione di macchine per la cantieristica navale, carpenteria metallica e meccanica di precisione. Inoltre, ve ne sono altre che si occupano del comparto tessile, in particolare le aziende del Consorzio di San Giuseppe Vesuviano e quelle agro alimentari, vista la grande e numerosa presenza di pastifici, marchi noti ovunque, e di distillerie, che producono liquori tipici della Campania. Tutte queste aziende possono fruire del piano Div, che sta per Delocalizzazione delle imprese vesuviane, presentato alla Regione dall’Api di Napoli. Il piano ha diversi momenti di attuazione. Prima si costituisce un consorzio misto tra Regione, Provincia, Asi e Associazioni di categoria, incaricato di gestire il programma attraverso un bando pubblico di cui sono destinatarie le imprese. Poi la ricerca delle aree alternative che dovranno avere un’ampiezza di almeno un milione di mq. e si sa che l’Api ha già individuato le aree tra Acerra e Nola. Per le risorse, l’Api indica il Por, misura 4,2, e il Pit, piano integrativo territoriale, dedicato allo sviluppo del Parco del Vesuvio. Il piano di evacuazione previsto dall’Api prevede spostamenti di imprese per complessive 200 unità alla volta, potendo contare su uno stanziamento del 40-50% per le spese di trasferimento. Per ogni gruppo di aziende occorrono 160 milioni di euro, in grado di agevolare investimenti per 400 milioni di euro. Ma si punta anche al Por 2013, che comprende misure pari all’80% di Agenda 2000 e assorbe anche il Feoga che non ci sarà più. Per tutto questo, verrà aperto uno sportello per l’assistenza alle imprese che vorranno andare via. Per trasferire un’azienda occorrono in media 24 mesi e se la Regione dà il via al progetto subito, i trasferimenti vanno a regime in 5 anni. D’altra parte, quello presentato dall’Api è l’unico piano di sgombero sul tavolo regionale ed ha il consenso degli interessati, cioè dalle imprese che se ne vogliono andare. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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