Lo Snarp, il sindacato che si interessa di rilevare dati economici, ha fatto un censimento per vedere quanti e quali sono i commercianti colpiti da usura sia di privati strozzini che di banche. E si è scoperto che nelle maglie di racket, usura (o strozzo) e banche sono finiti molto di più gli agricoltori che i commercianti. In Campania, infatti, si è registrato il fallimento di centinaia di aziende agricole a carattere familiare. I conduttori di serre del casertano, in particolare quelli di Carinola, Falciano del Massico, Mondragone, sono i più colpiti e sono oltre 50 anni che sono vessati da assurdi tassi di rimborso per prestiti spesso minimi. Molti di loro, negli ultimi dieci anni, hanno subito danni da almeno una dozzina di calamità naturali che hanno fronteggiato con soldi a strozzo, puntando su indennizzi mai versati in tempo o per niente ricevuti, pur se decisi. Molte aziende sono state acquistate, così, per poco o niente proprio da coloro che avevano prestato i soldi: banche e privati si sono tuffati a pesce su un piatto così appetibile e così poco difendibile. Oltre 115 agricoltori hanno fatto ricorso al sindacato presieduto da Francesco Petrino, estensore del rapporto i cui dati vanno dal 1999 al 2003, per avere assistenza contro il pericolo di fallimenti, aste e successiva perdita dell’azienda, che in moltissimi casi è l’unica fonte di reddito per le famiglie che gestiscono in proprio terreni e serre. L’unica via resta il prestito usuraio. Ma se non potranno rimborsarli? In questo modo 5 grandi aziende dei comuni predetti sono finite all’asta, spesso nelle mani della camorra che usa prestanomi e poi cambia la destinazione d’uso delle aziende, trasformandole in comodi e attrezzati agriturismo. Inoltre, nel rapporto, si denunciano furti di macchine agricole che poi vengono restituite come “cavallo di ritorno”, cioè a pagamento. E se qualcuno alza la testa, paga a caro prezzo: incendi e altri furti sono dietro l’angolo. (Comunicato stampa dello Snarp inviato da Arga della Campania alle altre Arga).


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