L’Aia Vecchia 2000, l’ultimo nato dei vini dell’Azienda campana Torre Gaia, Dugenta (Bn), è stato presentato con altri due, il Cortinolfi e il Pagus, a operatori e imprenditori, in un incontro conviviale, al quale sono intervenuti numerosi ospiti e addetti ai lavori, tra cui una delegazione dell’Arga della Campania, l’associazione di giornalisti agricoli, guidata dal presidente Francesco Landolfo, Marcello Curzio e Gianpaolo Necco. Una tavola rotonda moderata del giornalista Luciano Pignataro, ha offerto l’occasione al Presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone e all’assessore all’agricoltura Alfonso Cervo, di illustrare le iniziative che l’amministrazione, utilizzando i fondi europei, sta ponendo in essere per contribuire al rilancio della produzione vinicola di qualità del Sannio, che sta vivendo una svolta nell’approccio coi mercati locali, nazionali ed esteri. Infatti, gli imprenditori di Torre Gaia stanno puntando molto sulla qualità del prodotto, più che sulla quantità sulla quale, invece, negli ultimi decenni avevano contato gli imprenditori sanniti (ma anche quelli irpini) per la vendita dei vini marcati Solopaca doc. A sostegno di queste iniziative, è sempre stata presente la Banca della Campania, il cui capo area, Gennaro D’Ambrosio, ha spiegato i vari momenti di intervento. Al notissimo contadino-giornalista Luigi Veronelli, è toccato il compito di riferire delle leggi italiane a sostegno della produzione autoctona. Il prodotto agricolo comunale, infatti, con la modifica alla Costituzione, la legge 3/2001, dà la possibilità ai Comuni di rilasciare un denominazione di origine comunale che tutela il produttore locale. L’analisi agli ultimi nati dell’azienda vinicola che vanno ad aggiungersi agli altri venti, tra cui spumanti e grappe, tutti già da tempo sul mercato, lo ha fatto Nicola Matarazzo, presidente provinciale dell’Associazione Italiana Sommelier, che dopo aver dato il via alla fase di assaggio dei tre vini, ne ha spiegato la nascita. L’Aia Vecchia 2000, ottenuto dopo due anni di invecchiamento nelle botti e un anno in bottiglia, (si beve a temperatura 18-20°C in balloon grande dopo averlo stappato e scaraffato qualche ora prima e accompagna pietanze di carni rosse e selvaggina), ha tutti i requisiti del Sannio rosso doc, (prodotto da Aglianico e Montepulciano solo nelle annate migliori ); è realizzato con una selezione delle migliori uve coltivate, manco a dirlo, sulla collina di Torre Gaia che si estende su 12mila ettari, nel comune di Dugenta, al centro della quale è stato riattato un antico casolare, dotandolo di camere accessoriate al meglio, piscina e ristorante, con ogni confort per un soggiorno distensivo e salutare. L’incontro, infine, è valso anche per gustare l’annata del Cortinolfi, un Solopaca rosso superiore doc, e del Pagus un bianco classico doc Solopaca, entrambi conosciuti come i più “anziani” doc del Sannio. Anche per questi due vini Torre Gaia ha scelto ha scelto la strada della qualità, nel solco della tradizione che viene da lontano, addirittura dal tempo dei Romani. Tommaso Riccardi, amministratore di Torrenova, ha fatto gli onori di casa con Angela Di Trotta(che ha rinunciato all’insegnamento universitario per Torre Gaia) entrambi soddisfatti della riuscita della missione, di consolidare la presenza dell’azienda nel mercato dei vini di qualità, da quando è stata rilevata la proprietà e la gestione di Torre Gaia, tanto da poter realizzare anche le attività di ristorazione e ricettività alberghiera, (quest’ultima prenderà il via dal 1°giugno prossimo). La suggestività del luogo e l’accoglienza di personale professionalmente impeccabile, faranno il resto. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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