Sedano da coste, Apium graveolens.
Varietà e riproduzione: tra le cultivar più importanti: il Verde di Perpignano a coste lunghe, rusticc, ottimo per gli orti, il Dorato Barbier a coste lunghe e larghe, l’Elne a coste rotonde spesse. La riproduzione avviene per seme.
Clima e terreno: il sedano esige un’umidità costante, quindi predilige i climi temperati, caldi e umidi. Teme la siccità come le gelate. Il terreno deve essere di medio impasto, ricco di sostanza organica, fresco e profondo con Ph neutro.
Semina, raccolta e conservazione: la semina avviene in semenzaio con substrato ricco di sostanza organica e contenente una discreta percentuale di sabbia. La semina si fa a spaglio da gennaio a giugno a seconda della precocità delle varietà che si intendono coltivare. Il seme và ricoperto da uno strato sottilissimo di terreno che deve essere mantenuto costantemente umido. La semina diretta nell’orto avviene tra aprile e maggio. Quando le piante hanno sviluppato le prime 4-5 foglie si procede al trapianto interrando le piante fino al colletto. Le distanze di impianto saranno di 40cm. tra le file e di 25 cm. sulla fila. Si raccoglie allorché le piante sono completamente sviluppate e le coste hanno raggiunto un sufficiente imbianchimento. Effettuata la raccolta, si asporta la radice e le guaine esterne perché troppo fibrose. La conservazione avviene in frigorifero a bassa temperatura.
Concimazioni e cure colturali: il sedano ha bisogno di un terreno organico, molto più ricco di humus, per cui la concimazione letamica è essenziale e va interrata ad una profondità di 40cm. ed arricchita con un complesso fosfo-potassico. Per questa coltura l’irrigazione è fondamentale per tutto il ciclo vitale, soprattutto appena dopo il trapianto. Oltre alle normali scerbature e zappature che servono ad arieggiare il terreno e tenerlo mondo dalle infestanti, ricordare l’imbianchimento, una tecnica per rendere più tenere le coste, che si effettua rincalzando con terra il colletto della pianta in modo da bloccare la formazione di clorofilla.
Avversità: oltre che da lumache, topi, e limacce, il sedano è attaccato dalla depressaria, maggiolino, grillotalpa e mosca del sedano che attacca le foglie scavando delle gallerie da cui il nome di minatrice. La mosca si combatte con irrorazione di liquame eprodotti chimici a base di dimetoato. Lo stesso vale per il maggiolino e la depresaria. Tra le crittogame sono pericolose le septoriosi o seccume delle foglie e il marciume del sedano. La septoriosi si rivela sulle foglie con macchie bruno rossastre che possono compromettere l’intera coltura. La lotta si effettua con prodotti a base di rame come gli ossicloruri e la poltiglia bordolese, il marciume si manifesta su piante troppo annaffiate o piantate dove ci sono ristagni d’acqua. La lotta prevede l’eliminazione degli eccessi di umidità e interventi chimici preventivi.

Categorie: Il Contadino

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