Per iniziativa del commissario straordinario di Pompei, Luigi Armogida, che ha chiamato dalla sua parte anche l’amministratore dell’azienda di cura e soggiorno, Luigi Necco, i giochi olimpici (solo parte di essi, però) potranno tornare a svolgersi nella palestra grande di Pompei scavi, con la partecipazione di giovani delle scuole pompeiane tra gli 11 e i 18 anni, vestiti (o svestiti come si faceva un tempo per la corsa) come allora, a seconda della disciplina prescelta. La manifestazione durerebbe da uno a tre mesi, e comprenderebbe la lotta, il salto, la corsa, il lancio del disco, il pugilato, la lotta libera, le arti marziali, la palla contro il muro, la palla avvelenata, la pallavolo. Da lunedì si fa sul serio per i Giochi della gioventù pompeiana, con le audizioni dei rappresentanti del Coni, Provveditorato agli studi, e sponsor privati: i soldi servono e come. Una sola perplessità: va bene per l’area della palestra, ma l’anfiteatro offre una opportunità in più: far partecipare dalle tribune antiche anche gli spettatori moderni. E il colpo d’occhio sarebbe tutta un’altra cosa. A parte l’incasso.


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