RIETI CAPITALE MONDIALE DEL PEPERONCINO
DAL 21 AL 24 LUGLIO NELLE PIU’ BELLE PIAZZE DEL CAPOLUOGO SABINO
400 VARIETA’ DI PEPERONCINO PROVIENIENTI DA TUTTO IL MONDO PER LA MANIFESTAZIONE “RIETI CUORE PICCANTE”
BILANCIO POSITIVO PER LA PRIMA ERDIZIONE DI “RIETI CUORE PICCANTE”
A FABIO TURCHETTI IL PREMIO INTERNAZIONALE GIORNALISTICO RIETIPIC
E TRA I 100MILA SBUCA L’ARSENIO LUPIN DEL PEPERONCINO: TRAFUGATI DALLA MOSTRA GLI ESEMPLARI PIU’ RARI E PREZIOSI
25 luglio 2011. Bilancio estremamente positivo per la prima edizione di
“Rieti Cuore Piccante”, Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino. Per quattro giorni le belle piazze di Rieti sono state prese letteralmente d’assalto da un pubblico di curiosi e appassionati che ha super le 100mila unità. Una folla che ha visitato la bellissima mostra con 400 tipologie di peperoncino provenienti da tutto il mondo e ha degustato i prodotti presenti nella Mostra Mercato.
Ma qualcuno sembra aver apprezzato in modo esagerato i peperoncini in mostra nelle bellissime sale del palazzo papale e ha deciso di portarsi a casa diversi souvenir della manifestazione.
“Ma non si tratta di un ladro qualunque – sottolineano tutto sommato divertiti gli organizzatori della fiera – quanto piuttosto di un raffinato esperto, un vero e proprio Arsenio Lupin del peperoncino che ha scelto solo gli esemplari più rari e preziosi”.
Lo spiacevole episodio non ha comunque tolto nulla allo straordinario successo dell’evento che ha registrato grandi consensi sia da parte dei visitatori che degli espositori. L’appuntamento è quindi fissato per il prossimo anno, per la seconda edizione di “Rieti Cuore Piccante”.
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21 luglio 2011
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APERTURA IN GRANDE STILE PER LA FIERA MONDIALE DEL PEPERONCINO TAGLIO DEL NASTRO CON IL MINISTRO ROMANI E IL GOVERNATORE POLVERINI
Ha preso ufficialmente il via “Rieti Cuore Piccante”, Fiera Mondiale del Peperoncino, in programma dal 21 al 24 luglio nelle più belle piazze di Rieti. Pubblico delle grandi occasioni, tutti in fila per visitare la bellissima mostra allestita nel suggestivo spazio delle volte del Palazzo Papale che ospita ben 400 tipi di peperoncino provenienti da tutto il mondo.
Taglio del nastro alla presenza delle autorità locali, dal Sindaco Emili al Presidente della Provincia Melilli, con l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e della Governatrice del Lazio Renata Polverini, dei Sottosegretari Roberto Rosso (agricoltura) e Alfredo Mantica (esteri) e dell’ambasciatore dello Zimbabwe, in rappresentanza di una delle tante nazioni produttrici di peperoncino.
I colori del condimento più diffuso al mondo hanno conquistato tutta la città sabina. Oltre al chiostro di Sant’Agostino dove è stata inaugurata la Mostra Internazionale di pittura Colori Piccanti, sono ben sei le piazze che ospitano stand con specialità nazionali e internazionali nelle quali il peperoncino è il fulcro del gusto: dalla birra al guanciale, dalla sambuca alla porchetta, dalla caciotta alle salse, “Rieti Cuore Piccante” regala ai numerosi visitatori la possibilità di assaporare vere e proprie chicche da gourmet. E non solo, c’è anche la possibilità di comprare piante di peperoncino provenienti da diverse parti del mondo.
La giornata inaugurale ha dato via anche agli incontri e convegni che vedono protagonista l’oro rosso della tavola. “Peperoncino, Dieta Mediterranea e Turismo” è stato il tema del convegno che ha dato via alla serie di incontri in programma fino alle giornata di domenica. Il noto nutrizionista Giorgio Calabrese e Marco Sabellico del Gambero Rosso hanno declinato le virtù del peperoncino come risorsa economica, turistica, alimentare e rimedio naturale non solo per curare ma anche per prevenire i piccoli disturbi di ogni giorno.
Oggi presentazione del libro interamente dedicato al peperoncino di Lorena Fiorini e spettacoli in tutte le piazze con musica, mimi, mostre d’arte.
Tutto il programma su www.rieticuorepiccante.it
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15 luglio 2011
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Per 4 giorni, dal 21 al 24 luglio, Rieti diventerà la capitale internazionale del peperoncino ospitando la Fiera Campionaria Mondiale di questa amatissima spezia, già conosciuta e apprezzata in America del Sud oltre 10.000 anni orsono e importata in Europa nel 1514 da Cristoforo Colombo.
400 varietà (dallo jalapeño al poblano, dal cascabel all’habanero, passando per il nostrano diavolillo e per molti altri) provenienti dai 5 continenti faranno bella mostra di sè in sei delle più belle piazze del centro storico della suggestiva città laziale, in quello che promette di essere un appuntamento imperdibile per appassionati e gourmet.
Un grande evento, organizzato dall’Associazione Peperoncino a Rieti con la collaborazione della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato, l’Associazione Commercianti, l’Unione Provinciale Artigianato, la Coldiretti e la locale sezione dell’Accademia del Peperoncino, che ha come scopo principale quello di esaltare un prodotto che vanta nel mondo milioni di fan (non a caso è il secondo condimento più utilizzato al mondo dopo il sale).
Al peperoncino saranno dedicati convegni, mostre e incontri. Ma anche concorsi come il premio per il il miglior piatto al peperoncino e il Premio Internazionale giornalismo gastronomico, RietiPic.
Una vera e propria full immersion nei segreti dell’oro rosso della tavola che offrirà la possibilità di acquistare e degustare peperoncini ma anche prodotti arricchiti dal sapiente uso dello stesso, presenti nella Mostra Mercato, che viaggerà parallelamente alla Fiera Campionaria mondiale.
Inoltre “Rieti Cuore Piccante” consentirà anche importanti spunti di riflessione sull’importanza storica, economica e salutistica del capsicum (nome scientifico del peperoncino).
Non tutti sanno, ad esempio, che a dispetto di un crescente utilizzo di questa spezia nella nostra cucina, ben il 80% del peperoncino consumato in Italia proviene da mercati esteri.
Che in taluni casi esportano un prodotto di bassa qualità, reso addirittura nocivo dall’uso del Sudan, un colorante tossico.
Mentre l’Italia, per caratteristiche climatiche, potrebbe diventare un importante produttore mondiale con conseguenti benefici economici. E anche salutistici, perché sono diverse le virtù della spezia rossa, non ultima quella di contenere, se consumata fresco, la preziosa vitamina C. E allora appuntamento a Rieti, dal 21 al 24 luglio, per una piccante kermesse tutta da gustare.
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Convegni
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Giovedì 21 luglio Ore 22.00
-Auditorium Varrone Titolo: “Dieta mediterranea e turismo”
Introduzione: Giuseppe Emili, Sindaco di Rieti
Coordina: Fabrizio Gatta, conduttore Linea Verde –RAI1
Relatori:
– Prof. Giorgio Calabrese, Dietologo
– Marco Sabellico, Direttore Gambero Rosso
Conclusioni: Stefano Zappalà, Assessore Turismo e Marketing del Made in Lazio Regione Lazio
Venerdì 22 luglioOre 22.00
– Chiesa di San Francesco Titolo: “Ricerca, Innovazione, produzione e commercializzazione” Introduzione: Vincenzo Regnini, Presidente della Camera di Commercio di Rieti
Relatori:
– Dott. Alfredo Esposito, Azienda Imepa Srl, Nocera Inferiore
– Dott.ssa Giovanna Nicoletti, ricercatrice
Conclusioni: Pietro Di Paolo, Assessore Regionale alle Attività Produttive
Sabato 23 luglio Ore 10.00
-Auditorium Varrone Titolo: “Coltivare peperoncino, nuova opportunità per agricoltura”
Introduzione: Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti
Relatori:
– Dott. Massimo Biagi, già ricercatore tecnico Università di Pisa sul peperoncino
– Dott. Marco Carmazzi, Azienda Agricola Carmazzi, Torre del Lago, leader nella coltivazione del peperoncino
– Dott. Alessandro Di Pietro, coordinatore dei lavori, conduttore RAI per il programma “Occhio alla spesa”
– Dott. Aldo Mattia, Direttore Coldiretti Lazio
– Dott. Vincenzo Gesmundo, Segretario Nazionale Organizzativo Coldiretti
Conclusioni: Angela Birindelli, Assessore Regionale alle Politiche Agricole e valorizzazione prodotti locali
Sabato 23 luglio Ore 19.00
– Biblioteca Paroniana Titolo: “Peperoncino: salute e dintorni”
Introduzione: Alessandro Rinaldi, Presidente della Cassa di Risparmio di Rieti
Relatori:
– Prof. Bruno Amantea, Direttore della Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro
– Prof. Walter Marmo, Resp. Servizio di dermatologia c/o Sandro Pertini di Roma
Conclusioni: Prof. Enzo Monaco, Presidente Accademia Italiana del Peperoncino
Domenica 24 luglio Ore 10.00
– Auditorium Varrone Titolo: “Il peperoncino, un sovrano venuto dalle Americhe”
Introduzione: Innocenzo de Sanctis, Presidente della Fondazione Varrone
Relatori:
– Prof. Amedeo Alpi, già Preside Facoltà di Agraria Università di Pisa
– Prof. Enzo Monaco, Presidente Accademia Italiana del Peperoncino Conclusioni: Fabiana Santini, Assessore Regionale Cultura
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PILLOLE PICCANTI …
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Il peperoncino (“capsicum annuum”, come lo definì Linneo nel ‘700) veniva coltivato in Messico nel 5.500 a.C., ma se ne trova già traccia, sempre in quelle terre oltre 10.000 anni orsono.
Il peperoncino veniva ampiamente utilizzato nell’alimentazione delle varie civiltà precolombiane. Presso gli Inca era addirittura considerato una sorta di dono degli dei.
Sempre presso le civiltà azteche, maya e tolteche, veniva usato come moneta di scambio.
La leggenda vuole che Montezuma, ultimo tra i re aztechi, si nutrisse di peperoncino mentre si trovava in Messico, prigioniero degli Spagnoli comandati da Cortez.
Fu Colombo a “importarlo” in Europa nel 1514; ma, a differenza delle altre spezie, il peperoncino non si rivelò un business, in quanto risultò sin troppo semplice da coltivare. Con grande sollievo dei Portoghesi che, leader all’epoca nella commercializzazione del pepe nero, vedevano nell’”oro rosso” un temibile competitor. Ma in ogni caso il peperoncino riuscì a imporsi sui vari mercati.
Proprio per la facilità di coltivazione e di diffusione, il peperoncino venne definito in quei tempi “la droga dei poveri”.
Nonostante il massiccio utilizzo che la cucina orientale fa di questa spezia, il peperoncino fu importato in queste terre in periodi relativamente recenti, probabilmente grazie a Magellano.
Nel 1912 Wilbur Scoville inventò una scala per misurare l’intensità del peperoncino: il peperone dolce misura 0, il Diavolillo nostrano varia tra i 100 e i 500, il Cayenna arriva a 50.000, il Thai 100.000, l’Habanero 300.000 mentre la capsaicina pura arriva a misurare 16milioni.
Nel 1937 lo scienziato ungherese Albert Szent Gyorgyi riscontra la presenza della vitamina C nel peperoncino: la scoperta lo porta al premio Nobel.
Spesso, quando ci si brucia il palato con il peperoncino, l’istinto ci suggerisce di cercare refrigerio sorseggiando dell’acqua: assolutamente inutile, in quanto la capsaicina non è idrosolubile. In verità è liposolubile, quindi sarebbe consigliabile utilizzare olio, yogurt oppure latte.
Alcune popolazioni zingare della Spagna, usano strofinare il peperoncino sulla pentola e poi buttarlo: questo per avere un effetto più delicato.
Il peperoncino contiene oppioidi che procurano, in chi lo consuma, una sensazione di benessere.
Il peperoncino è considerato una sorta di panacea: dalla cefalea a grappolo all’alcolismo, dalla sinusite alla sciatica, dalla laringite alla depressione, il capsicum annuum sembra avere effetti benefici e curativi per molte malattie e stati di alterazione.
Ma anche la bellezza si avvale delle virtù del peperoncino: ottimo nella cura dell’acne e in quella dei capelli, valido come maschera di bellezza ed efficace per contrastare la cellulite, il nostro viene utilizzato anche in alcune diete.
Molto si è detto e scritto sulle virtù afrodisiache del peperoncino. Eppure nel ‘500 si temeva addirittura che il capsicum potesse avere degli effetti deleteri sulla fertilità maschile. E’ solo nell’ ‘800 che il peperoncino fa il suo ingresso nella lista degli alimenti considerati appunto afrodisiaci. Oggi ancora si dibatte sul suo reale effetto dal punto di vista sessuale. Di certo va sottolineato il fatto che contiene vitamina E, notoriamente positiva per quanto concerne la fertilità, sia femminile che maschile. Come d’altra parte è innegabile l’effetto vasodilatore della capsaicina. E allora, tanto vale provare…
Il Guinness dei Primati riconosce al Bhut Jolokia, di origine indiana, il titolo di capsicum più piccante al mondo. Mentre è il Big Jim, proveniente dal New Mexico, a risultare, con i suoi 30 cm di lunghezza, il peperoncino più grande del pianeta.
Il Cascabel, peperoncino che trova il suo habitat naturale nell’America del Sud, ha un sapore che ricorda molto da vicino quello della noce. Il Chipotle, invece, ha un gusto simile a quello del caffè.
Tra i peperoncini più apprezzati dagli intenditori c’è sicuramente l’Habanero. Piccantissimo e profumato, regala al palato sensazioni di frutta esotica.
Tra i peperoncini più famosi al mondo c’è il messicano Jalapeño, molto conosciuto e amato anche negli States.
Dall’Africa arriva invece il Pilli Pilli, particolarmente apprezzato dai Portoghesi che lo usano per insaporire varie salse.
Il peperoncino è ingrediente principe di alcuni dei preparati più famosi al mondo: basti pensare al curry, al tabasco, al ketchup e alla salsa Worcester.
Negli ultimi anni il peperoncino ha conosciuto anche un altro tipo di utilizzo, piuttosto particolare. In molti Paesi sono in vendita infatti degli spray al peperoncino usati per autodifesa.
Secondo recenti studi, il peperoncino occupa il secondo gradino del podio nella classifica dei condimenti più utilizzati al mondo. Davanti a lui soltanto il sale.
Gli uccelli non percepiscono gli effetti piccanti del peperoncino in quanto sprovvisti del necessario recettore nervoso.
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