1) Nando Cirella:Iniziato l’iter ministeriale per il riconoscimento ricotta di bufala campana Dop.
Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, d’intesa con il Comitato promotore, ha indetto per il prossimo 2 marzo 2006 a Priverno Latina la riunione di pubblico accertamento sulla proposta della Dop “Ricotta di Bufala Campana”.
La pubblica audizione è prevista, dall’iter procedurale per il riconoscimento delle denominazioni proposte ai sensi del regolamento CE 2081/92. Nei giorni successivi a tale adempimento sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il disciplinare di produzione e al termine dei 30 giorni dalla pubblicazione per eventuali osservazioni su base nazionale, il Ministero, potrà autorizzare la protezione transitoria nazionale che consentirà alle imprese produttrici di certificare il prodotto con la denominazione proposta. Contestualmente il Ministero provvederà a trasmettere la documentazione anche alla Commissione UE per la definitiva registrazione del marchio.La Dop della Ricotta di Bufala Campana è stata richiesta da caseifici e allevatori già produttori della Mozzarella di bufala Campana Dop, seguendo così la linea di puntare sempre più alla qualità di un prodotto inimitabile. La ricotta di bufala è ottenuta riscaldando il siero, derivante dalla lavorazione del latte crudo per la produzione di mozzarella di bufala, fino alla temperatura di circa 90 C°, al quale viene aggiunta la quantità di sale necessario alla giusta sapidità del prodotto. Le siero proteine affiorate vengono raccolte e messe in forma in contenitori di plastica di forma tronco conica più o meno allungata. L’area di produzione è la stessa, di quella della mozzarella , salgono così a tre i prodotti derivati dalla filiera bufalina, con la carne di bufalo Campana, che è in fase di istruttoria Ministeriale
Dalle tabelle presentate dall’Anasb (Associazione nazionale allevatori specie bufalina), sull’evoluzione dell’allevamento, nel 1970 il patrimonio nazionale era di circa 50.850 capi nel 2002 di 220 mila. Oggi si sta avvicinando alla soglia dei 300 mila capi. Un’impennata spiegano Luigi Zicarelli e Giuseppe Campanile docenti di zootecnica presso il Dipartimento di Scienze Zootecniche e Ispezione degli Alimenti della Facoltà di Medicina Veterinaria della Federico II di Napoli – “dovuta all’impegno e alla professionalità degli allevatori e alla forza che ha rivelato sul mercato la qualità della mozzarella di bufala e la sua promozione” ci tiene a precisare Zicarelli – “alla qualità e per qualità si intende che tutto il ciclo produttivo della mozzarella rispetti il disciplinare alla perfezione, perché impegnarsi alla produzione di un prodotto scadente, serve solo a perdere credibilità, perché se anni di studio hanno portato a standard di qualità e alla creazione di un prodotto inimitabile, risulta facile capire che sino a quando riusciremo a produrre una mozzarella di qualità difficilmente questa avrà concorrenti, e nel caso in cui i nostri produttori di mozzarella Dop non seguissero il disciplinare, utilizzando latte artificiale, latte non fresco, sieri innesto non naturali, latte non completamente bufalino ecc., ci troveremo a produrre una mozzarella scadente e facilmente riproducibile in qualsiasi parte del mondo, con sicuramente costi minori”. Ma fortunatamente la maggioranza degli allevatori della specie bufalina ha capito e punta alla qualità, di fatti questo è un settore in continua evoluzione con un incremento del 35% negli ultimi tre anni e di ben sei volte negli ultimi 25 anni. Incremento dovuto anche all’Indice genetico bufale e tori dell’Anasb, altro importante traguardo, ci spiega Campanile-“dove sono riportati i dati dei soggetti migliori, sia per quantità che per qualità del latte, soggetti migliori che opportunamente selezionati, saranno utilizzati come genitori della futura progenie, che erediterà quindi, valori genetici superiori alla media”.
Nando Cirella

2) 3 Marzo 2006 / Ricotta di Bufala Campana DOP
Audizione Pubblica per il disciplinare della Ricotta di Bufala Campana DOP ieri a Priverno (Latina).
PRIVERNO – Il Comitato Promotore per il riconoscimento della Ricotta di Bufala Campana Dop, costituito presso il Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana, entrambi presieduti da Francesco Serra, erano presenti ieri a Priverno all’Audizione Pubblica per il disciplinare di produzione della Ricotta di Bufala Campana, convocata dal Ministero delle Politiche agricole e Forestali presso il complesso monumentale del Castello di San Martino.
Per la Ricotta si chiede all’Unione Europea lo stesso riconoscimento comunitario della Mozzarella: la denominazione di origine protetta.
Umberto Macci Sindaco di Priverno nel dare il benvenuto ad i partecipanti ha sottolineato: ”Il mondo della bufala è necessario per la promozione socioeconomica del nostro territorio.”
Il presidente Serra, nel salutare il sindaco, al quale ha consegnato simbolicamente il volume edito dal Consorzio sulla Storia della Mozzarella Dop, ha avviato la pubblica audizione dicendo: ”Dopo la Mozzarella è la volta della Ricotta di Bufala Campana Dop, che completa la valorizzazione della filiera del latte di bufala.”
Ha condotto l’audizione Laura La Torre, direttore generale della direzione prodotti agroalimentari di qualità del Ministero delle politiche agricole e forestali.
Il Disciplinare proposto, che aveva già avuto l’approvazione delle regioni coinvolte (Puglia, Campania e Lazio) e del Ministero per le Politiche agricole e forestali, che ha condotto l’istruttoria, è stato accolto positivamente dai presenti. Durante la Pubblica Audizione erano rappresentate le associazioni di categoria, la Cia, la Coldiretti, la Confagricoltura, l’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina e le regioni coinvolte.
Ha marcato una presenza l’Assessore all’agricoltura della Provincia di Caserta Mimmo Dell’Aquila, che a margine dell’audizione ha dichiarato:”Ho risposto all’invito del Comitato Promotore e del Mipaf perchè credo che l’iniziativa di valorizzazione della ricotta sia un’azione meritoria ed importante per un territorio che abbiamo l’obiettivo di riqualificare, anche attraverso la valorizzazioni di prodotti che già oggi sono il fiore all’occhiello della nostra filiera del latte.”
Il mercato della Ricotta di bufala campana dop, secondo stime di Consorzio Tutela, ha oggi un valore di circa 30 milioni di euro l’anno, metà dei quali fatturati sul territorio del casertano, un valore che potrà solo essere incrementato dal riconoscimento comunitario.
Il disciplinare è pronto a questo punto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del disciplinare decorrono i 30 giorni, oltre i quali, se non saranno sollevate opposizioni, scatterà la protezione transitoria. “A partire da quel momento la Ricotta di Bufala Campana potrà già fregiarsi della Dop – ha ricordato Laura La Torre. Quindi la pratica passerà a Bruxelles alla Commissione Agricoltura, che dovrà esaminarla e quindi avviarne la pubblicazione in Gazzetta ufficiale delle Comunità Europee.
Il Disciplinare di produzione della Ricotta di Bufala Campana dop riprende la stessa area di produzione di origine della Mozzarella dop: intero territorio delle province di Caserta e Salerno, la fascia di 9 comuni area nord di Napoli, una significativa pattuglia di comuni del Basso Lazio, il comune di Venafro in Molise, 12 comuni in provincia di Foggia, 3 comuni in provincia di Benevento.
Oltre al legame con il territorio, per ottenere la Ricotta di Bufala Campana dop è necessario l’esclusivo utilizzo del siero dolce proveniente dalla lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana dop.
Il siero dolce dovrà essere trasformato in ricotta entro le 24 ore dalla sua estrazione. E’ ammessa l’aggiunta di latte di bufala durante la trasformazione del siero in ricotta, sempre proveniente dall’area dop. Il confezionamento in area di produzione è obbligatorio.
Mimmo Pelagalli


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