Un progetto sulla biodiversità che unisce Basilicata e Lazio.

Si chiama Ricopri (Ripristino e conservazione delle praterie aride dell’Italia Centro-meridionale) il progetto per la protezione e la valorizzazione di due habitat naturali di interesse comunitario.

L’iniziativa è stata presentata presso il dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. Diversi i partners che hanno aderito all’idea progettuale promossa dal Parco Gallipoli Cognato-Dolomiti Lucane e dalla Cia con la collaborazione della Provincia di Potenza e di quella di Roma, oltre all’Università degli Studi Tor Vergata.

Cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Life+ Nature and Biodiversity per un totale di 1 milione e 500 mila euro, di cui 1.132.343 euro sono fondi comunitari. Il restante 25% è assicurato dai partners e dal dipartimento Ambiente con il fondo di rotazione.
Del totale, saranno 800 mila euro i fondi destinati alla Basilicata. La durata complessiva è di 3 anni.
Subito dopo l’estate al via le azioni di monitoraggio con il coinvolgimento della facoltà di Agraria dell’ateneo lucano.

Le zone interessate sono l’area Sic Pietrapertosa-Dolomiti lucane e la provincia di Roma con i monti Ruffi e il monte Guadagnolo che presentano praterie aride caratterizzate da due specie erboree da recuperare: la Festuco-Brometalia e la Thero-Brachypodietea.

“Si tratta di un progetto unico nel suo genere in Italia – ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi. E’ necessario ripristinare le aree e farle fruire, creando delle microeconomie per evitare lo spopolamento dei piccoli borghi e allo stesso tempo salvaguardare l’ambiente. Infatti, l’ambiente non è solo un bene da tutelare, ma può rappresentare un’occasione per il rilancio occupazionale, per lo sviluppo sostenibile del territorio e una forza trainante per creare un sistema produttivo nuovo. Non si tratta di una sfida titanica, ma intelligente, mettendo a sistema agricoltura, ambiente e turismo”.

“L’area interessata – ha aggiunto il sindaco di Pietrapertosa, Pasquale Stasi – è uno scrigno di elementi di biodiversità, come specie vegetali rare e alcun endemismi nella flora. Per questa ricchezza, la zona è meta di turismo ambientale, unico target in crescita”.

Anche il vice presidente del parco, Mario Atlante, ha sottolineato l’importanza di tutelare il patrimonio naturalistico presente nell’area.
Il presidente della Cia Basilicata, Donato Distefano, ha apprezzato il modello di azione collegiale, oltre a sottolineare la valenza sociale e territoriale.
L’assessore con delega al turismo della Provincia di Potenza, Massimo Macchia, ha invece, sottolineato l’importanza delle azioni di educazione ambientale rivolte alle scolaresche.
Il progetto, come ha spiegato Angela Ciliberti che si occupa della parte amministrativa del progetto, si articolerà in diverse azioni: dal monitoraggio del territorio al miglioramento del pascolo.
Previsti dei piani di pascolamento. La zona destinata attualmente al pascolo (6 mila ettari), sarà recintata con opere di ingegneria naturalistica. Agli allevatori e agli agricoltori saranno invece destinati 37 mila ettari e prevista la costruzione di 6 abbeveratoi con rampe di accesso anche per gli anfibi per favorire l’incremento della biodiversità.

“Nelle aree precluse – ha detto Ciliberti – saranno seminati specie appartenenti agli habitat. Previste anche azioni di comunicazione e una campagna di sensibilizzazione con pannelli e siti internet. Oltre a essere uno dei borghi più belli d’Italia, Pietrapertosa si candida a diventare un esempio di come tutelare e valorizzare la biodiversità”.

da: Iranna De Meo


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