Ma il vino di Pompei antica torna sulle tavole di pochi privilegiati. L’Università di Pisa ha proposto un progetto al soprintendente di Pompei, l’archeologo Giovanni Pietro Guzzo: mostrare gli scavi ai non vedenti, mediante un mouse che permetterà di leggere gli affreschi. Un’idea magica, rivoluzionaria per rendere accessibile, a tutti, proprio tutti, il patrimonio archeologico dell’antica città vesuviana. Accanto a questa iniziativa c’è una rivelazione della Bbc inglese che, a seguito di una accurata indagine di suoi consulenti archeologi, afferma che i cittadini di Pompei avrebbero potuto salvarsi tutti, perché l’eruzione durò molto tempo. Solo che i romani non sapevano che tutti quei tuoni, durati per più giorni, erano il segnale che il vulcano stava per esplodere. Per farlo il vecchio Vesevo impiegò 3 ore, dalle 13 del 24 agosto del 79 dC., e 100 milioni di tonnellate di cenere intrappolarono in una enorme tomba tutti i pompeiani, insieme con quelli di Ercolano, Oplonti e Stabia. Intanto il ponte di legno che ha permesso al papa di passare dagli scavi di Pompei, lo scorso 7 ottobre, alla piazza del santuario verrà abbattuto, come era negli accordi. Non serve ai disabili e per questo è inutile, hanno risposto a Luigi Necco, l’amministratore dell’Azienda di soggiorno di Pompei, che aveva intravisto una soluzione per i portatori di handicap. Tant’è. Buone notizie per la vendemmia dell’antico tralcio di vite ereditato da duemila anni fa. L’anno scorso, con 1721 bottiglie del “Villa dei misteri” vendute ad una asta di beneficenza, si sono recuperati soldi sufficienti per il restauro dell’antica vineria del Foro Boario. Quest’anno si prevede un’annata migliore e più cospicua di bottiglie. Quanto costa una bottiglia? Cento euro, ma anche più se si fa l’asta. Prosit, ai fortunati! (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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