LE NEWS SUL POMODORO DA CIA, ASSESSORATO AGRICOLTURA BASILICATA, COLDIRETTI, PRODUTTORI E AZIENDE.

31 agosto 2010 . LA RIUNIONE A ROMA.
COLDIRETTI: TENER FEDE AGLI IMPEGNI ASSUNTI AL TAVOLO NAZIONALE DEL POMODORO.
Invito al rispetto dei contratti sottoscritti dalle industrie con i produttori monitorando la problematica legata all’erogazione del premio accoppiato, aumento dei controlli nel settore per combattere il furto di valore e d’identità a danno del pomodoro Made in Italy, impegno a supportare politicamente a Bruxelles la proposta italiana di un regolamento comunitario che definisca l’obbligo di etichettatura dell’origine del pomodoro utilizzato nei trasformati: queste alcune conclusioni emerse dalla riunione ministeriale del tavolo del pomodoro. Coldiretti si batterà perché gli impegni presi vengano rispettati.
Come era stato preannunciato nei giorni scorsi, si è svolta il 30 Agosto 2010 la riunione del tavolo del pomodoro, convocata dal Ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, per discutere con i rappresentanti delle Organizzazioni dei Produttori, Cooperative, Unioni Industriali e Regioni sulle difficoltà riscontrate nella campagna in corso, sul mancato rispetto dei contratti e sulle problematiche inerenti l’erogazione del premio accoppiato. Promotrice dell’incontro è stata Vilma Mazzocco, Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata.
Alla riunione ha partecipato attivamente anche Coldiretti Basilicata che tramite il rappresentante nazionale ha ribadito che tale vertenza potrà ritenersi conclusa solo quando gli impegni assunti dalle parti saranno rispettati.
“Le parole non bastano- ha affermato Piergiorgio Quarto, Presidente Coldiretti Basilicata- urgono i fatti. Non possiamo tollerare un calo di produzione nella filiera di trasformazione del pomodoro, stimato per quest’anno intorno al 10%, quando nel 2010 si è registrato un aumento del 247% delle importazioni di pomodoro di indubbia qualità dalla Cina. Coldiretti combatterà perché i furbi paghino e perché vengano ridati valore e dignità al lavoro degli agricoltori onesti, sempre attenti al rispetto delle norme fitosanitarie, alla qualità del prodotto e alla salute dei consumatori.”
Dopo un acceso dibattito, dal tavolo è emerso che:
– la Task-force istituita per aumentare i controlli nel settore, continuerà il suo lavoro coinvolgendo anche il Ministero della Sanità. Un atto fortemente voluto da Coldiretti per combattere il furto di valore e d’identità a danno del pomodoro Made in Italy, visto l’esponenziale aumento di prodotto importato dalla Cina confezionato e venduto ai consumatori come italiano;
– verrà portata in Consiglio dei Ministri e supportata politicamente a Bruxelles la proposta italiana di un regolamento comunitario che definisca l’obbligo di etichettatura dell’origine del pomodoro utilizzato nei trasformati. Solo così la qualità e la sicurezza alimentare del pomodoro italiano potrà essere premiata, restituendo ai produttori potere contrattuale con le industrie agroalimentari nella fase di definizione del prezzo del prodotto;
– la parte industriale è stata fortemente invitata a rispettare i contratti sottoscritti, sia in termini di prezzo che di qualità. Trova il consenso di Coldiretti la decisione di convocare, a fine campagna, una riunione volta ad esaminare i casi di non rispetto e ad accertare le responsabilità;
– per la campagna 2011 verrà definito dal Ministero una forma di contratto a cui attenersi, per evitare che si stipulino contratti in cui non siano indicate le penalità da applicarsi in caso di mancato rispetto degli accordi;
– non è prevista nessuna deroga generalizzata in relazione all’obbligo di conferimento del 70% della resa media regionale per il conseguimento del premio accoppiato. Potranno, però, essere presi in considerazione singoli, circostanziati, motivati casi di mancato conferimento.
Per informazioni: Coldiretti Basilicata, Giuseppe Brillante – 335.7241902
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IL 30 INCONTRO PER LA FILIERA DEL POMODORO AL MINISTERO CON REGIONE, PRODUTTORI, AZIENDE CONSERVIERE E ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA
28 agosto 2010. I problemi che stanno affrontando i produttori di pomodoro in seguito al parziale o mancato ritiro del prodotto da parte delle industrie campane e pugliesi sono sempre gravi e occorre la massima tempestivita’ d’intervento da parte del Ministero alle Politiche Agricole e una stretta sinergia tra le Regioni Basilicata, Campania, Molise e Puglia.
Tanto piu’ che si sta registrando una stagnazione dei mercati, compresi quelli dei derivati, ed a un progressivo crollo dei prezzi alla produzione, scesi ormai, in media, a 45/50 euro/tonnellata per la polpa e a 60 euro/tonnellata per il pelato.
E’ quanto sostiene, in un comunicato stampa, la Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolineando che ai risultati positivi del tavolo tecnico di ieri in Regione devono far seguito azioni che coinvolgono il Governo e le industrie conserviere campane e pugliesi per portare a termine nel migliore dei modi l’attuale campagna del pomodoro da industria.
Di qui le attese per il vertice romano di lunedì prossimo che deve prevedere azioni concrete come è accaduto al tavolo regionale.
“Le industrie meridionali – dichiara Paolo Carbone dell’Ufficio di Presidenza della Cia lucana – stanno lavorando a ritmi ridotti e si permettono di eccepire sulla qualita’ del prodotto per abbassare ulteriormente i prezzi o non ritirare integralmente il pomodoro che resta nei campi diventando stra-maturo.
Al contrario – aggiunge – in questa campagna il prodotto e’ ottimo e deve essere assolutamente trasformato.
La Cia chiede al Ministro Galan e ai dirigenti di Anicav il massimo impegno affinche’ le industrie rispettino i contratti sottoscritti, come si è impegnata a fare Eugea Mediterranea (Gruppo Doria) e, inoltre, continuino a tenere aperti i ritiri di prodotto almeno fino al 20/22 di settembre allungando i tempi dell’attivita’ di trasformazione. E’ fondamentale – continua Carbone – inoltre, che in questa situazione di emergenza, vengano adottate misure straordinarie a sostegno dei redditi dei produttori e, in primis, non vengano applicate le penalizzazioni previste dal decreto ministeriale, qualora il produttore non riesca a raggiungere la resa minima regionale, dato che la mancata consegna del prodotto non dipende dalla volonta’ di quest’ultimo.
La Cia ritiene “urgente” attuare una azione di filiera che contrasti l’utilizzo fraudolento del sistema chiamato ‘traffico di perfezionamento attivo’, ovvero l’importazione di pomodoro da lavorare per conto terzi ai fini di una successiva commercializzazione e al tempo stesso un’azione di valorizzazione del prodotto meridionale di qualità. Altra “faccia della medaglia” è quella della lavorazione e trasformazione in loco dei prodotti agricoli lucani (non solo pomodoro) accrescendo il sistema industriale locale che deve intensificare la lavorazione del prodotto della nostra regione e realizzando nel Metapontino il Progetto di Piattaforma Logistica.
Iranna De Meo
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27 agosto 2010.
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L’Eugea Mediterranea che gestisce il conservificio di Gaudiano di Lavello garantirà il rispetto dei contratti stipulati con le organizzazioni dei produttori.
AGR L’Eugea Mediterranea che gestisce il conservificio di Gaudiano di Lavello garantirà il rispetto dei contratti stipulati con le O.P. (Organizzazioni dei Produttori) lucane di pomodori; dopo il lavoro di mediazione svolto dall’assessore regionale all’Agricoltura Vilma Mazzocco tra azienda di trasformazione e produttori non c’è alcun bisogno di insediare una commissione di valutazione congiunta sulla qualità del prodotto; l’Eugea Mediterranea del gruppo Doria è inoltre disponibile alla trasformazione del prodotto sino al conferimento del 100% delle quote contrattate di pomodoro: sono le conclusioni operative del “tavolo” che si è tenuto oggi al Dipartimento Agricoltura, presieduto dall’assessore Mazzocco, alla presenza del direttore generale Carmen Santoro, dell’amministratore delegato dell’Eugea Mediterranea Ferraioli, di dirigenti e rappresentanti delle O.P. lucane e di Coldiretti, Cia e Copagri.
I rappresentanti dei produttori prima e quelli delle confederazioni agricole hanno espresso piena condivisione alla strategia perseguita nelle ultime settimane dall’assessore Mazzocco sottolineandone il “taglio innovativo ed operativo” nell’affrontare una situazione di emergenza che ha diverse cause dalla crisi di mercato, al mancato mantenimento degli accordi sottoscritti da industrie di trasformazione collocate in altre regioni, ai prezzi più bassi imposti ai nostri produttori, all’applicazione del regime di aiuti comunitari.
Rispondendo ai numerosi quesiti dei rappresentanti del mondo agricolo, l’amministratore dell’Eugea Ferraioli ha riferito che ad oggi l’azienda ha ritirato il 46% del prodotto (che si aggira sui 700mila quintali) previsto dai contratti e che attraverso una più efficace sinergizzazione degli interventi con le O.P. gran parte dei problemi sono stati superati.
Quanto al prezzo, il rappresentante industriale ha sottolineato che viene applicato oltre che in riferimento alla qualità del prodotto anche in riferimento all’evoluzione di mercato che negli ultimi cinque anni ha subito profonde trasformazioni, ribadendo che la parte agricola è una risorsa fondamentale per l’azienda.
Di qui la volontà a superare del tutto i rapporti conflittuali e a ricercare intese di più efficace programmazione tenuto conto che in Italia siamo di fronte a produzioni eccedenti e che – ha detto Ferraioli – solo la qualità ci può salvare soprattutto dall’invasione di produzioni straniere.
L’assessore Mazzocco, nel concludere i lavori, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti grazie all’impegno e sforzi comuni di produttori ed Eugea Mediterranea, a differenza di quanto sta accadendo in altre realtà meridionali dove la conflittualità tra le parti sta creando non poche difficoltà alla prosecuzione della campagna pomodoro. La Regione – ha detto l’assessore – intende sostenere programmi per la distrettualizzazione e il rafforzamento di piattaforme organizzate delle produzioni agricole di qualità, nel caso specifico del pomodoro da industria è necessario definire una nuova strategia di filiera a carattere interregionale, che riesca a far emergere le eccellenze del sistema agricolo e conserviero delle regioni meridionali.
Con Eugea Mediterranea – ha comunicato – intendiamo aggiornare il contratto di comodato d’uso del Conservificio di Gaudiano di Lavello e promuovere per il polo lavellese altri investimenti agro-industriali. Mazzocco – che sempre stamani ha avuto un primo contatto informale con il vicepresidente regionale di Confindustria – ha annunciato che si sta lavorando alla definizione di programmi più complessivi tra sistema agricolo ed industrie di trasformazione.
L’assessore ha quindi reso noto che il Ministro all’Agricoltura Galan in risposta al “pressing politico-istituzionale” attuato da giorni di intesa con i colleghi assessori all’agricoltura di Puglia, Campania e Molise ha istituito una “task force” ed ha convocato per lunedì 30 agosto al Ministero un vertice con produttori ortofrutticoli, regioni e ANICAV, struttura nazionale di rappresentanza dell’industria conserviera.
E’ a questo tavolo nazionale che faremo emergere altri nodi del problema: troppi “intermediari” tra produttori e industrie di trasformazione collocate in Campania e Puglia, totale carenza nei contratti delle penali per il non ritiro del prodotto e soprattutto mancanza di visione politica per una strategia strutturale per lo sviluppo dell’agricoltura del mezzogiorno.
Un altro risultato positivo – ha commentato Mazzocco – è l’annuncio della cantierizzazione per settembre in Commissione Agricoltura della Camera del provvedimento di etichettatura per rendere obbligatoria l’informazione del luogo di origine del pomodoro utilizzato nei derivati. I consumatori italiani dovrebbero sapere, anche per motivi di sicurezza alimentare, quali industrie usano il concentrato cinese che ha invaso i nostri mercati.
Infine, nella riunione odierna, si sono buttate le basi per preparare adeguatamente la campagna pomodoro 2011 che sarà caratterizzata dall’entrata in vigore del regime di cosiddetto disaccoppiamento.
Iranna De Meo
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LA COLDIRETTI
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COLDIRETTI: QUALITÁ, TERRITORIALITÁ E DISACCOPPIAMENTO, LE SCELTE VINCENTI PER CREARE UNA NUOVA FILIERA DEL POMODORO LUCANO.
Coldiretti Basilicata non sarà attore di un territorio in cui tutto si muove per far rimanere ogni cosa inalterata. Per questo motivo, oltre alla soluzione dei problemi imminenti che riguardano la campagna del pomodoro in corso, la Federazione si fa promotrice della necessità di una seria e accurata progettazione per l’infrastrutturazione economica organizzata, atta creare una filiera del pomodoro Made in Lucania. Solo puntando sulla qualità, sulla distintività territoriale del prodotto, sulla certificazione e sul disaccoppiamento, la nuova filiera sarà capace di far recuperare redditività alle aziende agricole.
Coldiretti Basilicata chiede anche un provvedimento urgente a sostegno del settore Bieticolo-saccarifero lucano.
Si è tenuto oggi presso il Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata un incontro presieduto dall’assessore regionale Vilma Mazzocco che ha visto protagonisti i delegati del Cda di Eugea Mediterranea S.p.A., società che gestisce il conservificio di Gaudiano di Lavello, i rappresentanti delle O.P. Apo Lucania, del Mediterraneo, Assofruit, e i dirigenti delle associazioni sindacali di categoria con lo scopo di esaminare i problemi legati alla campagna di trasformazione del pomodoro 2010 e con l’intento di definire azioni ed interventi da attuare in vista della campagna 2011. Coldiretti Basilicata ha accolto con soddisfazione l’invito, seguito all’urgenza di un incontro congiunto palesata all’assessore Mazzocco. Coldiretti Basilicata ha chiesto ed ottenuto che si ottemperi con trasparenza al rispetto dei contratti stipulati, con il ritiro totale dei quantitativi di prodotto pattuiti. Quindi, Eugea Mediterranea, si è impegnata a ritirare dalle O.P. non il 90% contrattuale, ma anche oltre, fino al 100% del prodotto, stimato in circa 700mila quintali di pomodoro.
“Coldiretti Basilicata non sarà attore di un territorio – ha affermato il Presidente Coldiretti Basilicata Piergiorgio Quarto – in cui tutto si muove per far rimanere inalterata ogni cosa. È necessario, prima di tutto, risolvere un problema contingente dell’agricoltura: far recuperare redditività alle imprese agricole.
La strada del disaccoppiamento, fortemente voluta dalla nostra Confederazione e solo ora condivisa delle altre organizzazioni sindacali agricole, è un passo fondamentale verso il miglioramento della qualità del prodotto. Rappresenta l’ asso nella manica degli imprenditori agricoli, capaci di riappropriarsi del potere contrattuale in fase di definizione dei prezzi dei prodotti con le industrie agroalimentari.
Per questo motivo, risolti i problemi imminenti della campagna del pomodoro 2010, è necessaria una seria e accurata progettazione per l’infrastutturazione economica organizzata, capace di creare una filiera del pomodoro Made in Lucania innovativa. Una filiera che punti sulla qualità, sulla distintività territoriale, sulla tracciabilità, sulla certificazione, sul disaccoppiamento e su un’etichettatura chiara che trasmetta al consumatore quel “quid” in più in termini di sicurezza alimentare che il Made in Italy garantisce. Solo il valore aggiunto in termini di qualità e salubrità delle tipicità lucane potrà portare nuova linfa al settore agricolo regionale.”
Nel corso dell’incontro, l’assessore all’Agricoltura Vilma Mazzocco, ha manifestato l’apertura a collaborare e sostenere anche con finanziamenti regionali Eugea e le società del settore che intendono privilegiare le tipicità lucane con un occhio di riguardo, in questo caso, al pomodoro tondo.
Inoltre ha annunciato una riunione interregionale presso il Ministro dell’Agricoltura Galan il 30 Agosto, in cui il pomodoro del Sud Italia sarà protagonista visto l’appoggio dato all’azione della Mazzocco dai colleghi assessori delle altre regioni contermini.
Al termine della riunione sui problemi della campagna 2010 del pomodoro, Coldiretti Basilicata, ha chiesto all’Assessore all’Agricoltura Vilma Mazzocco, un provvedimento urgente per il Settore Bieticolo-saccarifero lucano, che preveda un sostegno alle spese di trasporto.
Per informazioni: Coldiretti Basilicata, Giuseppe Brillante – 335.7241902
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PROBLEMI POMODORO IN REGIONE
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AGR Prima valutazione dei problemi e aggiornamento a venerdì 27 agosto per un una riunione allargata ad organizzazioni dei produttori e professionali.
Un primo esame dei problemi della campagna pomodoro 2010 in corso da qualche giorno e una prima riflessione per affrontare le questioni che si prospetteranno in forma innovativa per la campagna 2011 sono stati al centro di un incontro che l’assessore regionale all’Agricoltura Vilma Mazzocco ha avuto oggi a Potenza con una rappresentanza del Cda dell’Eugea Mediterranea (che gestisce il Conservificio di Gaudiano di Lavello) guidata dall’amministratore delegato Ferraioli.
Nel corso dell’incontro, definito dall’assessore Mazzocco positivo e costruttivo, sono state discusse le numerose problematiche che si riferiscono alla filiera del pomodoro, dalla tipologia e qualità del prodotto, alla raccolta, ai costi e prezzi per produttori ed industriali, alla trasformazione sino alla commercializzazione. Impegno comune di Regione e società industriale – è stato sottolineato – è quello di tutelare il prodotto lucano in particolare, che si riconferma di buona qualità, e italiano in generale.
Per approfondire una serie di aspetti che si riferiscono all’attuazione dell’accordo interprofessionale per il pomodoro da industria firmato dalle parti interessate nello scorso mese di marzo è stato deciso di aggiornare l’incontro a venerdì 27 agosto prossimo con la partecipazione di rappresentanti e dirigenti delle O.P. e organizzazioni professionali agricole. Sarà anche questa l’occasione per definire azioni ed interventi da attuare in vista della campagna pomodoro 2011 che ha come novità sostanziale l’entrata in vigore del regime di cosiddetto disaccoppiamento. Da parte dei rappresentanti della società Eugea Mediterranea è stata ribadita la disponibilità al confronto con O.P. e organizzazioni professionali agricole.
L’assessore Mazzocco ha riferito dei passi compiuti sollecitando un intervento nei confronti delle Associazioni nazionale e regionali degli industriali conservieri perché richiamino gli associati al pieno rispetto dei contratti e proponendo ai colleghi assessori regionali all’Agricoltura di Puglia, Campania e Molise un’iniziativa congiunta per affrontare insieme la situazione di emergenza determinata nelle campagne meridionali.
Iranna De Meo
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POMODORO NEL METAPONTINO
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Il movimento agricolo del Sud Italia,
tra i provvedimenti urgenti chiede: dichiarazione dello stato di crisi dell’agricoltura e ristrutturazione situazione debitoria.
BAS Il movimento agricolo del Sud Italia si è riunito, proprio come tre anni fa, a Policoro, questa mattina, nella sala consiliare del Palazzo di città. A guidare la protesta contro la crisi del settore primario dell’economia regionale è Gianni Fabbris, leader del movimento autonomo Altragricoltura.
Insieme a lui movimenti e associazioni di Sicilia, Sardegna, Puglia, Abruzzo, Calabria, Campania, Lucania per rivendicare ancora una volta la piattaforma sottoscritta il 17 luglio scorso, sempre a Policoro, ad oggi rimasta, secondo Fabbris, lettera morta.
“Lo stato di crisi del settore – afferma Fabbris – non è stato dichiarato dal Governo nazionale dopo la richiesta fatta da alcune Regioni del Mezzogiorno, le quali hanno anche loro un po’ di colpa per non essere state incisive nell’azione politica nei confronti dell’Esecutivo”.
In pratica chiede che anche la Conferenza Stato-Regioni se ne occupi per dare più peso alle singole richieste.
“Nella manovra correttiva del Governo –continua il sindacalista- non c’è traccia della proroga della defiscalizzazione degli oneri sociali: dai 7/8 euro sono stati addirittura raddoppiati facendo sparire il fondo di solidarietà al mondo agricolo”. Alla manifestazione hanno partecipato diversi amministratori della fascia jonica.
Iranna De Meo
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CRISI AREA METAPONTINA
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Per superare la crisi che coinvolge l’agricoltura dell’area metapontina, simbolo della “regione di qualità-territorio di eccellenza”, la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata rilancia una specifica
“vertenza Metapontino” e con essa alcune concrete proposte ed opzioni per l’areale produttivo ionico-meta pontino che presenta alcune criticità diversificate rispetto ad altre aree agricole lucane e più rilevanti per il “peso produttivo” dell’agricoltura di questa zona.
La Cia di Basilicata, che ha riunito i quadri dirigenti del comprensorio per fare il punto della situazione, individua due livelli di intervento: il primo teso ad affrontare e rimuovere questioni contingenti e straordinarie, che mira a sostenere la ripresa produttiva e gli ordinari e ciclici investimenti agronomici; il secondo che contiene misure di medio periodo tese ad affrontare problematiche strutturali finalizzate a riposizionare l’area ionica/metapontina fra quei sistemi produttivi agro-alimentari, in grado di coniugare innovazione, competitività, sostenibilità.
Per la Cia l’obiettivo centrale è costruire un distretto agro-alimentare di qualità che ha i suoi punti di forza sulle peculiarità dei prodotti di pregio e di alta qualità, che capitalizza la distintività e l’origine del prodotto e ne fa il vero punto di forza, una sorta di marchio di garanzia e di sicurezza verso mercati e consumatori.
“Sicuramente i due momenti – evidenziano i dirigenti della Cia del Metapontino Stasi e Labanca – devono poter contare su interventi sinergici delle istituzioni sia locali che nazionali e della Regione. inoltre è indispensabile aprire rapidamente un confronto concreto con le altre organizzazioni professionali agricole. Per questo è positiva l’iniziativa assunta dai sindaci che a Montalbano Jonico hanno tenuto un incontro, però gli amministratori locali non devono ridurre il confronto ad alcune sigle del mondo agricolo senza tener conto delle altre che rappresentano la grande maggioranza degli agricoltori della zona.
Iranna De Meo
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CIA SULLE PROBLEMATICHE DEL POMODORO
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L’ORO ROSSO DEL SUD, RICHIEDONO INIZIATIVE COMUNI NELLE REGIONI PRODRUTTICI.
I problemi denunciati dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) in questa prima fase della campagna di raccolta del pomodoro sono gli stessi che interessano tutte le aree agricole meridionali con produzioni di “oro rosso”.
Di qui l’esigenza di individuare una strategia comune in grado di tutelare in maniera più efficace i produttori del Sud innanzitutto sul piano della remunerazione che si è sempre di più ristretta sino ad annullare del tutto il margine di guadagno rispetto ai nuovi e forti aumenti dei costi.
A sottolinearlo è il presidente lucano della Cia Donato Distefano riferendo che sono in corso contatti ed incontri con gli organismi dirigenti regionali della Cia di Puglia, Campania, Calabria e Molise le regioni dove il “cartello” delle imprese di trasformazione, di industriali e grossisti impone le stesse condizioni capestro che stanno creando gravissimi disagi ai produttori del Lavellese e dell’Alto Bradano.
Intanto ci risulta un ribasso pressoché generalizzato di circa il 30 per cento rispetto all’intesa firmata a livello nazionale nel mese di marzo scorso, accompagnato dal rallentamento delle operazioni di ritiro, dal declassamento del prezzo rispetto a quello stabilito con l’accordo interprofessionale siglato in precedenza e dalla “pretesa” della raccolta solo manuale del prodotto senza l’impiego delle macchine.
Comuni sono anche i problemi di reperimento della manodopera la cui richiesta nelle aree agricole meridionali vocate a pomodoro è di gran lunga maggiore rispetto alla campagna 2009. Il flusso di lavoratori extracomunitari che si spostano da regione e regione per la raccolta non è comunque sufficiente mentre la manodopera bracciantile locale e quindi italiana è da anni pressoché inesistente.
E’ pertanto obiettivo della Cia avviare un’iniziativa comune che coinvolga come interlocutore istituzionale il Coordinamento degli Assessori Regionali all’Agricoltura perché le stesse Regioni del Sud trovino una strategia unitaria di intervento.
E’ questa la risposta che ci attendiamo a sostegno di decine di migliaia di aziende ortofrutticole piccole e medie del Mezzogiorno che costituiscono i tre-quarti della produzione totale italiana specie se realmente si vuole contrastare l’arrivo sui mercati italiani di produzioni estere e di concentrato di pomodoro cinese commercializzato con illegali etichette italiane. La Cia ritiene “urgente” attuare una azione di filiera che contrasti l’utilizzo fraudolento del sistema chiamato
‘traffico di perfezionamento attivo’, ovvero l’importazione di pomodoro da lavorare per conto terzi ai fini di una successiva commercializzazione e al tempo un’azione di valorizzazione del prodotto meridionale di qualità. Il “mangiare italiano” – sottolinea Distefano – comincia con il pomodoro del Sud.
Iranna De Meo
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VERTENZA METAPONTINO
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Per superare la crisi che coinvolge l’agricoltura dell’area metapontina, simbolo della “regione di qualità-territorio di eccellenza”, la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata rilancia una specifica
“vertenza Metapontino” e con essa alcune concrete proposte ed opzioni per l’areale produttivo ionico-meta pontino che presenta alcune criticità diversificate rispetto ad altre aree agricole lucane e più rilevanti per il “peso produttivo” dell’agricoltura di questa zona.
La Cia di Basilicata, che ha riunito i quadri dirigenti del comprensorio per fare il punto della situazione, individua due livelli di intervento: il primo teso ad affrontare e rimuovere questioni contingenti e straordinarie, che mira a sostenere la ripresa produttiva e gli ordinari e ciclici investimenti agronomici; il secondo che contiene misure di medio periodo tese ad affrontare problematiche strutturali finalizzate a riposizionare l’area ionica/metapontina fra quei sistemi produttivi agro-alimentari, in grado di coniugare innovazione, competitività, sostenibilità.
Per la Cia l’obiettivo centrale è costruire un distretto agro-alimentare di qualità che ha i suoi punti di forza sulle peculiarità dei prodotti di pregio e di alta qualità, che capitalizza la distintività e l’origine del prodotto e ne fa il vero punto di forza, una sorta di marchio di garanzia e di sicurezza verso mercati e consumatori.
“Sicuramente i due momenti – evidenziano i dirigenti della Cia del Metapontino Stasi e Labanca – devono poter contare su interventi sinergici delle istituzioni sia locali che nazionali e della Regione. inoltre è indispensabile aprire rapidamente un confronto concreto con le altre organizzazioni professionali agricole. Per questo è positiva l’iniziativa assunta dai sindaci che a Montalbano Jonico hanno tenuto un incontro, però gli amministratori locali non devono ridurre il confronto ad alcune sigle del mondo agricolo senza tener conto delle altre che rappresentano la grande maggioranza degli agricoltori della zona.
Iranna De Meo
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ACCORDO ASSOCIAZIONI BIETICOLE
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Con la sottoscrizione a Termoli tra Associazioni Bieticole (Anb, Cnb, Nuova Abi/Cast) e Zuccherificio del Molise dell’Accordo Interprofessionale, i produttori bieticoli del Vulture possono guardare con maggiore serenità al prossimo triennio.
E’ quanto evidenzia la Cia -Confederazione Italiana Agricoltori del Vulture, dove sono localizzate le aziende lucane produttrici di bietole da zucchero e che considera l’intesa un risultato positivo della mobilitazione della categoria e dell’impegno della confederazione e uno strumento che, pur tenendo conto delle difficoltà e della crisi del settore bieticolo-saccarifero, può incentivare l’attività produttiva. Spetta al Dipartimento Agricoltura della Regione – sottolinea la Cia – contribuire a rafforzare attraverso i Pif (Piani integrati di filiera) e uno specifico piano di settore le potenzialità del comparto che in Basilicata si è notevolmente ridotto per aziende e produzioni, specie a seguito della chiusura dei due zuccherifici in attività in precedenza.
L’Accordo ha fissato prezzi minimi garantiti pari a 45 euro a tonnellata di bietola per il 2011, 45,30 euro per il 2012 e 45,50 euro per il 2013, importi derivanti dalla sommatoria tra prezzo industriale,compenso rinuncia polpe, applicazione dell’art. 68, integrazioni del Fondo Bieticolo Nazionale ed integrazioni a carico dello zuccherificio, queste ultime particolarmente corpose a conferma dell’impegno della società saccarifera molisana di dare concretamente seguito al Piano Industriale presentato nelle scorse settimane.
Per le prossime tre campagne sono previste anche premialità per gli incrementi produttivi unitari in saccarosio, voluti dalla filiera per accompagnare le strategie di rilancio e consolidamento con opportune azioni finalizzate a migliorare la competitività del bacino bieticolo.
Associazioni Bieticole e Zuccherificio – prosegue il comunicato dela Cia – hanno inoltre condiviso l’obiettivo di una superficie effettiva annua di circa 13.300 ettari, procedendo alla raccolta dei contratti di coltivazione nelle aziende agricole ubicate ad una distanza massima di 120 chilometri dallo stabilimento e ciò al fine di conseguire la ottimizzazione dei costi di trasporto bietole ed assicurare così la disponibilità di parte delle risorse riversate sul prezzo bietole, tenuto contoche dalla prossima campagna non vi saranno più gli aiuti nazionali e comunitari accoppiati alla produzione.

INFO
Iranna De Meo
giornalista free lance
Mobile + 39 347-9553076
referente Basilicata per l’Arga Campania-Calabria-Basilicata
email: iranna77@gmail.com


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