VINITALY 2010. CHIUDE LA QUARANTAQUATTRESIMA EDIZIONE DEL ‘VINITALY’: DA VERONA UNA INEZIONE DI FIDUCIA PER LA VITICOLTURA SANNITA.
MASIELLO: “TRASFORMARE LE ANALISI MATURATE AL ‘VINITALY’ IN AZIONI SUL TERRITORIO NEL MOMENTO CRUCIALE DELLA PROGETTAZIONE ESECUTIVA DEL PROGRAMMA INTEGRATO DI FILIERA ‘VITIS’”.
A pochi giorni dalla conclusione del ‘Vinitaly’, il salone internazionale del vino e dei distillati che si è svolto dal 7 al 12 aprile scorsi a Verona, l’ambiente enologico sannita continua a vivere un momento importante di confronto anche alla luce del recente si arrivato dalla Regione Campania al Programma Integrato di Filiera ‘Vitis’, strumento che vede protagonisti molti privati e le istituzioni sannite legate al mondo del vino. In particolare tutti sono convinti della necessità di non far cadere nel vuoto gli importarti momenti vissuti a Verona nell’ambito di ‘Vigna Benevento’, uno spazio di confronto voluto dalla Camera di Commercio di Benevento e gestito dal ‘Consorzio tutela vini – Samnium’ e dall’associazione ‘Strada dei vini e dei prodotti tipici – Terre dei Sanniti’.
“La viticoltura sannita – dichiara il presidente dell’ente camerale – sta vivendo in questi giorni un momento veramente interessante. Mentre ancora si parla di un’edizione del ‘Vinitaly’ che ha fatto segnare in un certo senso un momento nuovo per quanto concerne le capacità di dialogo tra i rappresentanti del mondo produttivo, si registra l’importante risultato dell’approvazione da parte della Regione della progettualità del Programma Filiera Integrata ‘Vitis’. Sarà questo uno strumento importante, visto le notevoli risorse che esso metterà in campo sia per le strutture pubbliche che per quelle private. E questa importanza – continua Masiello – è moltiplicata proprio in virtù del momento cruciale che il mondo del vino sannita si trova a vivere. Il Pif ‘Vitis’ rappresenta un’occasione unica per rinnovare la struttura della filiera vino e renderla competitiva in un’arena che diventa sempre più complessa e che richiede strategie di identificazione dei prodotti”.
In virtù di questo momento cruciale diventa importante saper mettere a frutto anche le tante analisi emerse nello spazio di ‘Vigna Benevento’, dove nel corso delle giornate del ‘Vinitaly’ sono giunti importanti protagonisti del mondo del vino per parlare di esperienze vissute in distretti enologici che si sono affermati nel corso di questi ultimi decenni. I vari interventi hanno saputo innescare lunghe ed approfondite analisi sulle sfide che è chiamato ad affrontare il sistema-vino sannita.
“Bisogna far tesoro – aggiunge il presidente Masiello – delle analisi emerse nel corso degli incontri di ‘Vigna Benevento’. Dalle esperienze raccontate dai protagonisti che si sono alternati nel confronto con i nostri produttori dobbiamo saper cogliere spunti da mettere a frutto nell’immediato futuro. Nelle prossime settimane, infatti, siamo chiamati alla stesura della progettazione esecutiva del Pif. Un compito di grande sforzo, da affrontare con la consapevolezza che la nostra è una provincia con una straordinaria vocazione per la produzione di vini di qualità elevata”.
A ‘Vigna Benevento’ di spunti ne sono emersi tanti. A cominciare da quello giunto da Doriano Pozzetta, responsabile di qualità dell’azienda tedesca ‘Schloss Reinhartshausen’ conosciuta ed apprezzata per i suoi grandi riesling. La lezione di Pozzetta è servita a centrare l’attenzione sull’importanza di saper comunicare la forte identità territoriale di un vino, illustrando l’esempio della regione tedesca della Renania, dove una agguerrita pattuglia di produttori ha saputo portare alla ribalta del mondo del vino i nettari ottenuti da uve riesling, vitigno bianco oggi non a caso definito “oro del Reno”.
Altro “consiglio” importante è quello portato da Roberto Burdese, presidente di ‘Slow Food Italia’, che nello spazio di ‘Vigna Benevento’ ancora una volta ha illustrato l’importanza di un processo produttivo segnato dallo slogan ‘Buono, pulito e giusto’. “Buono, relativamente – ha spiegato Burdese – al senso di piacere derivante dalle qualità organolettiche di un alimento, ma anche alla complessa sfera di sentimenti, ricordi e implicazioni identitarie del valore affettivo del vino; pulito, ovvero prodotto senza stressare la terra, nel rispetto degli ecosistemi e dell’ambiente; giusto, che vuol dire conforme ai concetti di giustizia sociale negli ambienti di produzione e commercializzazione”.
A sottolineare l’importanza della coesione è stato il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, responsabile vino di Slow Food per Campania, Basilicata e Calabria. “Un territorio – ha evidenziato – è fatto da tanti individualismi ma che devono avere come obiettivo comune quello di rappresentare proprio il territorio. Le diversità, di cui è ricca la vostra provincia, – ha aggiunto – devono fare sistema, consapevoli del valore del territorio che bisogna saper trasmettere al consumatore, in tutte le bottiglie. In questo modo gli individualismi si trasformano in valore aggiunto di un vino e di un territorio contro l’omologazione dei mercati”.
Questi gli spunti e le riflessioni su cui innescare un confronto in terra sannita attraverso cui maturare scelte importanti e condivise in un momento cruciale della viticoltura beneventana.
BENEVENTO, 17 aprile 2010
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Verona, 12 aprile 2010
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MASIELLO, CIABRELLI E PIGNA SODDISFATTI PER LE ANALISI E LE RIFLESSIONI MATURATE NEGLI INCONTRI NELLO SPAZIO ‘VIGNA BENEVENTO’.
La tante sfide aperte nel comparto vitivinicolo vanno affrontate con nuovi
stimoli, forti anche della consapevolezza che il “vigneto Sannio” possiede tutte le carte in regola per affrontarle.
Questa la convinzione maturata nel
corso della quarantaquattresima edizione del ‘Vinitaly’, il salone
internazionale del vino e dei distillati svoltosi a Verona dall’8 al 12 aprile.
La grande novità dell’edizione 2010 della rassegna enologica è rappresentata dall’ampio ventaglio di esperienze che i produttori sanniti hanno vissuto in modo diretto grazie agli incontri proposti dallo spazio ‘Vigna Benevento’.
Nell’accogliente luogo voluto dalla Camera di Commercio di Benevento,
gestito dall’associazione ‘Strade dei vini e dei sapori – Terre dei Sanniti’ e dal ‘Consorzio di tutela – Samnium’, interpreti di primo piano hanno descritto i vari volti del mondo del vino, riflettuto con i protagonisti sanniti sulle questioni più importanti e analizzato, alla luce delle proprie diverse esperienze, anche i possibili percorsi di intervento.
Le riflessioni registrate sono sempre partite da un’analisi del momento
attuale del comparto enologico sannita, chiamato a scelte decisive in un
momento da più parti definito topico, visto le tante sfide del complesso
mondo del vino.
Il primo risultato centrato da ‘Vigna Benevento’ è stato proprio quello di aver trasformato gli eventi proposti in un “luogo di incontro”, uno spazio di dialogo fra i produttori stessi dove riflettere sulle difficoltà e sulla necessità di “fare sistema”.
“Il lavoro più importante – afferma il presidente della Camera di Commercio
sannita, Gennaro Masiello – inizia adesso, al rientro da questo interessante ‘Vinitaly’. Siamo chiamati ad affrontare un percorso decisivo con la consapevolezza di avere dalla nostra parte strumenti importanti, come ad
esempio il Progetto Integrato di Filiera ‘Vitis’ appena approvato.
Si tratta di uno strumento che darà maggiore competitività al comparto. Determinante iniziare questo new deal del vino sannita – aggiunge Masiello – proprio dopo la più importante rassegna enologica: un buon segnale per il tanto lavoro che bisogna affrontare.
La rassegna veronese ha fatto registrare un momento di ampia partecipazione ed è proprio da questa che bisogna partire per affrontare la futura programmazione”.
Il legame tra vino, territorio e turismo è al centro della riflessione del presidente della ‘Strada dei vini – Terre dei Sanniti’: “Nel corso dei vari confronti – dichiara Antonio Ciabrelli – è emerso con chiarezza che quello tra vino, territorio e turismo è un legame imprescindibile.
I diversi ospiti hanno più volte evidenziato che la fortuna sarà dei vini che hanno un “marchio forte”, proprio come quelli sanniti.
Ma al brand del vino e dell’azienda
bisogna associare anche quello di un territorio caratterizzato da
un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Il vino dovrà essere
il motore di un processo più ampio, capace di incentivare un turismo
sostenibile e uno stile di vita che tenga conto dell’impatto sull’ambiente”.
Della necessità di “fare sistema” parla, invece, il presidente del
‘Consorzio tutela – Samnium.
“Per rilanciare l’intero settore – dichiara Domizio Pigna – serve fare sistema. E’ certamente questa, alla luce di quanto emerso durante le approfondite analisi vissute a Verona, la carenza più evidente del nostro
comparto enologico.
C’è bisogno di ampia condivisione sulle scelte future perché è solo in questo modo che si costruisce una cultura del vino che sia capace di parlare un linguaggio che sia allo stesso tempo antico, dal punto di vista dei valori, e nuovo come efficacia di espressione: il gusto sannita per vincere dovrà saper parlare ai consumatori”.
Verona, 12 aprile 2010
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11 aprile 2010
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AL ‘VINITALY’ TANTI INTERPRETI DEL MONDO DEL VINO OSPITI NEGLI INCONTRI ORGANIZZATI NELL’AMBITO DI ‘VIGNA BENEVENTO’. NELLO SPAZIO DELLA CAMERA DI COMMERCIO UNA APPROFONDITA RIFLESSIONE SULL’ATTUALE SCENARIO DELLA VITICOLTURA SANNITA.
Mentre la quarantaquattresima edizione del Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati che si svolge annualmente a Verona, si appresta a vivere la sua ultima giornata, maturano le prime riflessioni sulle azioni da mettere in campo per affrontare le tante tematiche che interessano in questo momento la viticoltura sannita.
Notevoli, infatti, gli spunti emersi nel corso dei vari incontri che si sono svolti nello spazio ‘Vigna Benevento’, gestito dall’associazione ‘Strade del vino e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti’ e dal ‘Consorzio Tutela Vini Samnium’ per conto della Camera di Commercio di Benevento.
Nella mattinata odierna si è registrato l’ultimo incontro dei rappresentanti delle aziende sannite presenti alla rassegna con importanti attori del mondo del vino.
Protagonista dell’incontro è stato Doriano Pozzetta, responsabile di qualità dell’azienda ‘Schloss Reinhartshausen’ di Castello di Reinhartshausen della regione tedesca della Renania. Forte dell’esperienza in terra di riesling la discussione con Pozzetta è stata importante soprattutto per centrare aspetti relativi al mercato ed alla necessità di saper spiegare le storie ed il territorio che tipicizzano i vini.
Rivolto ai viticoltori, Pozzetta ha parlato della esigenza di saper aspettare i tempi del vino sintetizzando il consiglio con il motto “le mode passano mentre i valori di un territorio rimangono”.
Gli incontri di ‘Vigna Benevento’ si sono aperti nella prima giornata della manifestazione veronese, giovedì 8 aprile, con un “wine discourse” con il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro.
Nel corso della discussione sono emersi vari spunti e soprattutto validi elementi per quello che concerne strettamente l’aspetto della comunicazione di vini e territorio.
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10 aprile 2010
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Doppio appuntamento, invece, nella intensa giornata di sabato.
Mentre gli stand del padiglione Campania sono stati letteralmente assaliti da un continuo flusso di visitatori, nell’accogliente spazio di ‘Vigna Benevento’ si è svolto in mattinata un’approfondita riflessione su vino e turismo.
Al centro dell’incontro la presentazione della ‘Strada dei Vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti’. Ad esporre ai produttori sanniti i propri punti di vista in merito al binomio vino-turismo:
– il presidente della Camera di Commercio di Benevento Gennaro Masiello,
– il presidente della ‘Strada dei Vini Terre dei Sanniti’ Antonio Ciabrelli,
– il direttore ‘Touring Club Editore’ Alberto Dragone e
– i coordinatori della guida ‘Vini Buoni d’Italia’, Mario Busso e Luigi Cremona.
Nel corso della chiacchierata è stato annunciato che anche quest’anno le degustazioni finali della guida dei vini targata Touring si svolgeranno in terra sannita.
Partendo proprio dalla guida, l’unica dedicata esclusivamente ai vini prodotti da vitigni autoctoni, si è parlato della più grande ricchezza del “Vigneto Sannio” costituita – come ha rimarcato lo stesso presidente dell’ente camerale beneventano – proprio da un immenso patrimonio di tipologie autoctone.
Nel pomeriggio è stata ancora una guida dedicata ai vini a stimolare un nuovo approfondito dibattito su altre tematiche aperte del comparto vitivinicolo sannita. Ospite dello spazio è stato Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, l’associazione che in questi mesi sta lavorando alla stesura della prima uscita della guida ‘Slow Wine’ programmata per ottobre prossimo.
Il tema della comunicazione, insieme a quello della capacità di dialogo tra gli stessi attori protagonisti del comparto vino, è stato sviscerato anche negli interventi di numerosi produttori sanniti.
In particolare è stato espressa la necessità che il confronto tra gli addetti ai lavori diventi più fitto e proficuo.
Prendendo spunto proprio da quanto registrato nel corso di queste giornate veronesi negli spazi gestititi da associazione e consorzio, si è manifestata da più parti la volontà di istituire in terra sannita una fitta rete di incontri volti al dialogo e a fare sistema.
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9 aprile 2010
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Nella giornata di venerdì 9 l’appuntamento è stato con Luca Bandirali, presidente Ais Lombardia, che ha invece focalizzato l’attenzione sull’importanza di fare rete nel settore vitivinicolo, con la sinergia vista come principale chiave di lettura per superare anche momenti meno facili come quello che attualmente fa registrare il mercato del vino.
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8 aprile 2010
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Vinitaly 2010 parte ma con quali prospettive?
di Pasquale Carlo
Ecco i vini campani e lucani premiati dal concorso.
Un avvio non salutato dai botti per l’edizione 2010 del Vinitaly.
Un po’ sottotono i risultati ottenuti dalla Campania alla diciottesima edizione del concorso enologico internazionale legato all’importante salone internazionale del vino.
Sono sedici le gran menzioni ottenute dalle aziende campane.
Tra queste a fare man bassa la provincia di Avellino, con ben otto riconoscimenti ottenuti; a seguire il Sannio con tre gran menzioni; Napoli e Salerno con due a testa; fanalino di coda Caserta con una sola gran menzione.
A dire il vero, come dichiarato dagli stessi organizzatori, quest’anno il concorso si è confermato ancora più selettivo e rigoroso, visto che nonostante un aumento del numero dei campioni (sottoposte all’esame delle commissioni ben 3.646 etichette, un centinaio in più rispetto all’anno scorso) sono state assegnate solo 71 medaglie rispetto alle 113 dell’anno scorso.
Alla fine, comunque, non sono certo un grandissimo bottino le 16 gran menzioni campane raccolte su un totale di 1.019 riconoscimenti assegnati (anche se si dovrebbe far riferimento al numero di campioni giunti dalla regione).
Come detto in pole position si piazza la terra irpina, con otto gran menzioni: Fiano di Avellino Docg 2009 e Greco di Tufo Docg 2009 de ‘La Casa dell’Orco’ di Pratola Serra; Campania Igt Falanghina 2009 di Terredora di Montefusco; Greco di Tufo Docg 2009 di Colle di San Domenico di Chiusano di San Domenico; Fiano di Avellino Docg 2008 dell’azienda Filadoro di Lapio; Fiano di Avellino Docg 2008 prodotto da D’Aione di Tufo; Taurasi Docg 2006 della cantina Antico Castello di San Mango sul Calore; Taurasi Docg ‘Amarano’ 2006 della Vitivinicola Amarano di Montemarano.
Per quanto concerne le tre gran menzioni sannite da segnalare un riconoscimento ciascuno ottenuto da aglianico e falanghina, i due vitigni più importanti, a cui si unisce una nuova affermazione di un vitigno minore: la barbera del Sannio.
Questo il trio di etichette beneventane salite sul podio: Taburno Doc Falanghina 2009 dell’azienda Torre dei Chiusi di Torrecuso (non nuova a buoni piazzamenti al concorso dove l’altro anno ottenne anche la medaglia d’argento); Aglianico Doc Taburno ‘U barone’ dell’azienda Torre a Oriente sempre di Torrecuso; Barbera Sannio Doc 2007 della cooperativa Cecas – Vigne Sannite di Castelvenere.
Per quel che concerne le due gran menzioni raccolte da Salerno e Napoli va detto subito che si tratta in entrambi i casi di riconoscimenti ottenuti da una singola azienda.
Per quel che concerne Salerno le menzioni sono andate all’etichetta Costa d’Amalfi Doc Furore Bianco ‘Fior d’uva’ ed all’etichetta Costa d’Amalfi Doc Furore rosso riserva 2006 prodotte dall’azienda di Marisa Cuomo di Furore.
Le etichette napoletane premiate sono invece Pompeiano Igt falanghina
‘Versacrum’ 2009 e Pompeiano Igt aglianico ‘Don Paolo’ 2008 della Vinicola Sorrentino di Boscotrecase.
Il premio di Caserta riguarda invece l’etichetta Roccamonfina Igt falanghina 2009 prodotta da Lavoro&Salute Vini Telaro di Galluccio.
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Alcune considerazioni.
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Dieci gran menzioni per etichette bianche e sei per etichette rosse: ancora una volta confermata la maggiore vocazione per i vini bianchi della nostra regione.
A questo bisogna aggiungere che il vitigno falanghina ottiene 4 gran menzioni in altrettanto province diverse: Sannio, Caserta, Avellino e Napoli.
Praticamente la dimostrazione che è proprio questo il vitigno che più di tutti caratterizza la nostra regione. Un vitigno che ormai ha valicato i confini campani visto che si segnala anche una gran menzione ottenuta da una realtà produttiva pugliese.
Tra i rossi ancora una volta il dominio dell’aglianico: un piazzamento per la versione Taburno, uno per la versione Pompeiano, due per etichette Taurasi.
Ma nonostante questi riconoscimenti va segnalato che c’è ancora tanta strada da percorrere se i risultati vengono paragonati allo scenario produttivo del Vulture: una medaglia d’oro (con l’annata 2007 de ‘La firma’ delle Cantine del Notaio) e ben nove gran menzioni.
Tutto questo in un quadro produttivo di certo meno ampio rispetto a quello campano.
Le tre menzioni per etichette Fiano e le due per etichette Greco sono la dimostrazione di un primato avellinese nello scenario campano.
Ancora una volta, poi, la barbera del Sannio riesce a centrare risultato a Verona, un riconoscimento che premia la godibilità di questo vitigno anche se la vera curiosità in questo risultato sta nel fatto che a centrarlo è stata un’annata 2007: il lavoro portato avanti da un enologo esterno all’area di produzione castelvenerese (parliamo di Maurizio De Simone) inizierà a far ripensare sul fatto che si tratta di un vitigno capace di offrire calici da bere assolutamente giovani? Staremo a vedere.
Intanto si alza il sipario su un salone chiamato a dare risposte a tanti quesiti aperti. Un Vinitaly, speriamo, con buoni risultati per il nostro Sud.
……..
NOTE DI PASQUALE CARLO DA VINITALY 2010
Invio le note stampa da Verona per conto dello spazio ‘Vigna Benevento’ allestito dalla Camera di Commercio di Benevento e gestito dall’associazione ‘Strade del vino e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti’ e dal ‘Consorzio Tutela Vini Samnium’.
Grazie per la collaborazione.
Pasquale Carlo – 329.7333423

da: pasqualecarlo@libero.it


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