Non se n’è parlato molto, ma la giornata dei prodotti del mare, che si celebra oggi, per il mare che bagna ben tre province campane, ha un’importanza a dir poco vitale. E’ l’occasione per fare il punto sulle prospettive del settore, ma anche per aprire le varie pescherie del golfo ai compratori, con offerte allettanti. Tutto per avvicinare di più i campani a consumare pesce, non al posto della carne, perché i dietologi non lo hanno mai detto, ma alternandolo con essa durante la settimana. Pesce che viene pescato da oltre 1600 battelli campani, proprio nelle acque dei golfi di Policastro, Salerno, Napoli, Pozzuoli e che porta pesci di ogni varietà e tipo che si chiamano aguglie, alici, calamari, cefali, gamberi, mormore, orate, pesci spada, polpi, saraghi, sarde, scorfani, seppie, sgombri, spigole, tonni, triglie. Per non parlare delle varietà di vongole e tonnine, aragoste e gamberoni che si riproducono anche in allevamenti marini spontanei e nascosti, di cui solo i pescatori sono a conoscenza. Questa giornata, inoltre, porta una importante novità: si sta studiando la possibilità di un arco campano per tutto il pescato dalle acque della regione: un modo legittimo di difendere la qualità, indicando anche la provenienza del pesce. Ma qui serve la collaborazione della Regione, magari con una legge ad hoc, oppure di concerto con i ministeri della salute e dei settori produttivi.

Categorie: Mare e Pesca

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