Il ministro per le politiche agricole, Gianni Alemanno, ha detto che: “Al vertice in Messico, l’Ue potrà presentarsi in modo compatto, grazie alla stesura di una lista accolta con molta soddisfazione anche a Bruxelles.Si tratta di un risultato fondamentale perché conseguito all’unanimità; adesso il fronte europeo è unito per proseguire questa battaglia in sede multilaterale”. Il Commissario europeo Pascal Lamy, ha ricordato che le indicazioni geografiche fanno valere l’origine dei prodotti compensando, così, l’investimento nella qualità che fanno i produttori europei. Oggi gli abusi dei paesi terzi non danneggiano solo la reputazione dei prodotti Ue ma creano anche confuzione fra i consumatori”. Da parte dei rappresentanti della Coldiretti la massima soddisfazione, infatti in un comunicato hanno scritto, tra l’altro: “Un semaforo rosso per la pirateria agroalimentare che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette”.Franz Fischler, Commissario europeo all’agricoltura, ha detto: “Qui non parliamo di protezionismo, bensì di equità. Alla Wto Bruxelles potrà contare sul sostegno di numerosi alleati, visti i casi del tè darjieeling dell’India, del caffè Antigua del Guatemala, dell’olio Argan del Marocco”.Queste dichiarazioni, però, non hanno convinto tutti i paesi partecipanti al Wto. Sembra che Stati Uniti e Australia si accingono a chiedere al Wto un panel di esperti proprio sulla legislazione riguardante le denominazioni geografiche, reclamo al quale Bruxelles ha già chiarito che si opporrà senza tentennamenti. (Inviato alle Arga)


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