Sono scesi in campo un po’ da tutte le parti sulla proposta di Luigi Necco, amministratore dell’Azienda di Soggiorno, che vorrebbe il numero chiuso di visitatori a Pompei, per salvaguardare i lastricati millenari che perdono 3 millimetri l’anno e così anche i pavimenti delle antiche case. Ci sono i pro e i contro e val la pena di leggerne le dichiarazioni. Ferdinando Pelli, presidente Ascom: “Non basta un semplice no, bisogna adoperarsi per fare arrivare a Pompei ancor più turisti, quasi come se i due milioni e mezzo di visitatori che ogni anno già visitano l’area archeologica fossero spiccioli. No, non sono pochi ma si può fare di più. Per lo spessore delle case che diminuisce bisognerebbe evitare che ogni giorno per un motivo o l’altro, chiudendo una o più case, bisogna evitare che i turisti si concentrino in una sola zona. Rendiamo fruibile tutta l’area e vediamo se davvero si crea la calca”. Sulla proposta di Necco intervengono anche i negozianti: “Napoli e Sorrento vivono sulla nostra pelle”. “Il numero chiuso è un’assurdità, pensassero a costruire alberghi ed altre strutture”.”Ogni giorno a Pompei vi sono settemila visitatori negli scavi”. Rosita Matrone, presidente associazione albergatori:” E’ da mesi che ho chiesto un incontro a Necco, neppure mi ha risposto. A Pompei servirebbe un tavolo fisso di concertazione e invece è tutto fermo. Il Comune è commissariato per questioni poco chiare tra politici e malavitosi.”. Giovanni Lombardi, city manager degli Scavi:” Come si fa a stabilire il numero ideale?. Il contingentamento degli afflussi sarebbe possibile solo atraverso le prenotazioni. Ma non è facile, i nostri turisti vengono da tutto il mondo. E noi non siamo un’azienda ferroviaria. Il problema del numero chiuso, comunque, lo abbiamo già affrontato con alcune case, quella dei Vettii, dove si entra a scaglioni. Ma nell’intera area è impossibile, se penso ai Fori, onestamente, una limitazione proprio non ce la vedo”. Anche l’assessore regionale ai beni culturali, Marco Di Lello, interviene sulla proposta di Necco:”Il numero chiuso non è una soluzione. Occorre più impegno per rendere sicura l’area archeologica e metterla al sicuro dal degrado. I visitatori sono una ricchezza, i nostri tesori vanno aperti a tutti, tutelandoli meglio. Le passerelle di cui parla Necco non limitano la presenza, vanno bene. Per il futuro sono in programma interventi che riguardano Pompei, in 4 anno spenderemo 50 milioni di euro per opere di restauro e per aprire altri spazi al pubblico. Altri 10 milioni di euro saranno spesi per Pompei e Ercolano, per la riqualificazione urbanistica delle ree circostanti gli scavi. Per la celebrazione dell’anniversario dell’eruzione, beh, prendiamola come un monito”. Per non dimenticare . La proposta dell’amministratore dell’Azienda di Soggiorno di Pompei, Luigi Necco, è stata recepita dalla Commissione prefettizia del Comune di vesuviano, in gestione commissariale, che provvederà in tempi brevissimi ad attivare un sistema di sicurezza con 16 telecamere a circuito chiuso collegate con le sale comando di polizia e carabinieri, al fine di porre termine agli scippi e rapine di cui si lamentano turisti e commercianti, sotto sorveglianza, dunque, l’area archeologica, il santuario di Pompei e gli svincoli autostradali. Verrà anche intensificata l’operazione “Alto impatto” guidata dal questore di Napoli, Franco Malvano. Nei prossimi giorni sopralluoghi e installazione delle telecamere. A stagione quasi finita ma mai troppo tardi. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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