L’amministratore dell’Azienda di soggiorno, cura e turismo di Pompei, Luigi Necco, lancia l’ennesimo appello per salvare il patrimonio archeologico della città vesuviana:”Ogni anno, dice, le pietre perdono tre millimetri di spessore, servono passerelle anti usura e limitazioni per le comitive”. Ogni anno le pietre sono calpestate da 4 milioni di piedi (qualcuno, però, parla di diecimila, visti i tagliandi staccati alle biglietterie) e gli studiosi che hanno esaminato il caso hanno confermato: c’è il rischio che in poco tempo tutte le strade e con esse i pavimenti delle case più visitate, si sbriciolino”. Qualcuno deve intervenire, dunque, per salvaguardare gli scavi più famosi e più visitati del mondo, dopo le tombe dei faraoni d’Egitto. Magari percorsi obbligati, con passerelle (di gomma) a proteggere i luoghi antichi, potrebbero risolvere la questione dell’enorme afflusso di…piedi. Il numero chiuso sarebbe l’ideale, ma dovrebbe essere comunque supportato da questi accorgimenti, per cui Necco insiste affinché si decida per le passerelle.
“Cominciando a rispettare la città morta – dice ancora Necco – preservandola da spettacoli inadatti alla sua storia, eliminando aspetti folcloristici (come la commemorazione notturna dell’eruzione del 79 dc. in abiti del tempo, con tanto di lampade ad olio), sarebbe già un segnale di inversione di rotta. Poi, dare pure spazio agli spettacoli classici. Plauto, Aristofane, Sofocle qui, in altre stagioni, erano gli spettacoli di casa. Nei due teatri antichi si cimentavano gli attori più bravi d’Italia”. In Grecia si fa così, guai a cambiare questa impostazione. Anche questa l’accusa che il dirigente lancia. E’ chiaro che la proposta del numero chiuso è una provocazione, ma Necco aspetta le risposte giuste. Ma per l’amministratore, ex giornalista Rai, vi sono ancora molte cose che non girano per il verso giusto a Pompei. “Quello che ho trovato venendo qui, dice, è una città devastata da anni di amministrazione sbagliata. Una città che tra scavi e santuario conta 4 milioni di visitatori all’anno e che, tra l’altro, non ha neppure le fogne. I collegamenti ferroviari sono disagevoli sia per il santuario sia per gli scavi, perche Circum e Ferrovie hanno le stazioni in posti collegati malissimo con i due siti della città. Che dire dello svincolo dell’autostrada che ho chiesto già tempo fa di arretrare, per evitare l’intasamento di auto e autobus proprio a ridosso degli scavi. Come si può non preoccuparsi dell’imminente arrivo del Papa? Sappiamo tutti che dove va il pontefice ci sono migliaia di persone che vanno ad incontrarlo. Con queste premesse ci si può pure arrivare alla visita di ottobre, ma con quali risultati?”. Ma ce n’è anche per i mille posti letto che dovrebbero garantire il boom turistico e che invece restano vuoti, perché Pompei è città di passaggio, non di sosta. E nessuno pensa a promuoverla nel modo giusto. A tutto questo, dice Necco, si può ovviare, ma con gente che lo vuole davvero. Non solo sulla carta, aggiungiamo noi.


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