Occorre una mappatura dei pascoli dell’area nolana, diversamente non si potrà permettere a nessun gregge di brucare l’erba sicuramente avvelenata, alla diossina. Ma la cosa, pur promessa, non è ancora cominciata. La bonifica dei terreni non è cominciata, gli scarichi notturni di rifiuti tossici si sono rallentati ma la situazione non cambia. E c’è che a fronte dell’abbattimento delle greggi infette si continua a coltivare verdura che finisce sui mercati vicini. A questo punto inevitabile una lettera denuncia alla Procura di Nola da parte degli allevatori e degli stessi proprietari di terreni infetti. Finirà mai questa storia?


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