10 maggio 2006
NEWSLETTER ASOIM N. 9

L’APPUNTAMENTO
Cari amici ornitologi,
con l’infaticabile Costantino Tedeschi stiamo organizzando una due giorni di bw sul Partenio, come abbiamo fatto l’anno scorso sul Matese, per il 17 e 18
giugno.
All’iniziativa partecipa anche l’Ente Parco, con un contributo spese. Contiamo sulla vostra partecipazione, per organizzare una decina di squadre.
Tra qualche giorno vi faremo sapere maggiori dettagli.
Ciao Camillo Campolongo
via Abbazia, 3 – 82100 Benevento
tel. abitazione 0824 43657 ufficio 0825 771289 personale 339 3095799
fax 06 233 203 133
e-mail camillo.campolongo@credit.tin.it

LA BELLA NOTIZIA: ASOIM VINCE LA GARA DI BIRD-WATCHING
Cari soci e amici, la squadra “le recchie del policano” composta da Francesco Vita, Rosario Balestrieri e Giovanni Abete ha vinto la gara nazionale di bird-watching indetta da EBN. Ancora orgoglio per l’Asoim che vede per la seconda volta alcuni suoi soci vincitori della gara.
Perdonatemi per alcuni silenzi e ritardi di questi ultimi giorni ma, come molti di voi sanno, sono candidata nella lista dei Verdi per il consiglio comunale di Napoli ed è un’esperienza bella, formativa, ma assorbe tantissimo tempo. Ovviamente conto su di voi!!!
Datemi voce e saprò usarla per le battaglie in cui crediamo con la convinzione e la passione che credo di aver saputo dimostrare in questi anni.
Danila Mastronardi

LA SODDISFAZIONE E L’ORGOGLIO.
– Una notizia bomba per il notiziario. La squadra “le recchie del policano”, composta da Francesco Vita, Giovanni Abete e Rosario Balestrieri ha vinto quest’anno la gara nazionale di bird-watching, indetta da EBN Italia, con 134 specie. E’ la seconda vittoria consecutiva di questa manifestazione da parte di ornitologici dell’ASOIM. Vi allego anche un mio commento. Ciao
Maurizio:
“A propostio della vittoria della gara di bird-watching, mi sembra di ricordare che gli amici Francesco Vita, Giovanni Abete e Rosario Balestrieri, quest’ultimo prelevato dalla panchina in sostituzione di Ottavio Janni ma rilevatosi subito pronto e in forma (a che serve avere la panchina lunga!), abbiano vinto anche lo scorso anno.Se non ricordo male è la seconda vittoria consecutiva di ornitologi dell’ASOIM e ritengo giusto quindi sottolinearlo.Ringrazio Luciano per le parole che ha riservato loro (non sono il loro procuratore!) ma vorrei precisare che in Campania il bird-watching, anche se lentamente e faticosamente, sta diventando sempre meno un’attività per pochi eletti.Un cordiale saluto
Maurizio Fraissinet, San Giorgio a Cremano (NA)

In questa lettera:
1 – Le osservazioni di M.Fraissinet e S.Piciocchi.
2 – Danila Mastronardi: il progetto sull’area dei laghi
3 – Cari soci
4 – Curiosità: le api
5 – WWF presenta il libro rosso sulle specie a rischio
6) Un successo le Oasi Wwf aperte a tutti il 30 aprile.
7) Le segnalazioni di M.Fraissinet
8 – Notizie utili.
Appendice. Anna Giordano: i rapaci dello stretto di Messina
LA BELLA NOTIZIA: ASOIM VINCE LA GARA DI BIRD-WATCHING
Cari soci e amici, la squadra “le recchie del policano” composta da Francesco Vita, Rosario Balestrieri e Giovanni Abete ha vinto la gara nazionale di bird-watching indetta da EBN. Ancora orgoglio per l’Asoim che vede per la seconda volta alcuni suoi soci vincitori della gara.

PERDONATEMI per alcuni silenzi e ritardi di questi ultimi giorni ma, come molti di voi sanno, sono candidata nella lista dei Verdi per il consiglio comunale di Napoli ed è un’esperienza bella, formativa, ma assorbe tantissimo tempo. Ovviamente conto su di voi!!!
Datemi voce e saprò usarla per le battaglie in cui crediamo con la convinzione e la passione che credo di aver saputo dimostrare in questi anni.
Danila Mastronardi.

LE CONGRATULAZIONI E L’ORGOGLIO.
– Una notizia bomba per il notiziario. La squadra “le recchie del policano”, composta da Francesco Vita, Giovanni Abete e Rosario Balestrieri ha vinto quest’anno la gara nazionale di bird-watching, indetta da EBN Italia, con 134 specie. E’ la seconda vittoria consecutiva di questa manifestazione da parte di ornitologici dell’ASOIM. Vi allego anche un mio commento. Ciao
Maurizio:
“A propostio della vittoria della gara di bird-watching, mi sembra di ricordare che gli amici Francesco Vita, Giovanni Abete e Rosario Balestrieri, quest’ultimo prelevato dalla panchina in sostituzione di Ottavio Janni ma rilevatosi subito pronto e in forma (a che serve avere la panchina lunga!), abbiano vinto anche lo scorso anno.Se non ricordo male è la seconda vittoria consecutiva di ornitologi dell’ASOIM e ritengo giusto quindi sottolinearlo.Ringrazio Luciano per le parole che ha riservato loro (non sono il loro procuratore!) ma vorrei precisare che in Campania il bird-watching, anche se lentamente e faticosamente, sta diventando sempre meno un’attività per pochi eletti.Un cordiale saluto
Maurizio Fraissinet, San Giorgio a Cremano (NA)

1) LE OSSEVAZIONI DI FRAISSINET E PICIOCCHI
Nel pomeriggio dell’1 maggio alle Vasche di Ischitella (in provincia di Caserta) in compagnia di Stefano Piciocchi abbiamo osservato 40 specie.
Di interessante un Fenicottero con anello giallo alla zampa destra, ma troppo lontano per poter leggere la sigla.
E poi:
156 Cavalieri d’Italia
4 Avocette
7 Pernici di mare
81 Piovanelli comuni
72 Mignattini piombati
4 Sterne comuni
Ci siamo spostati poi alla Foce dei Regi Lagni, dove oltre a 25 Beccacce di mare, abbiamo osservato un roost di 180 – 200 Garzette in una pineta, ma la cifra molto probabilmente è alquanto sottostimata.

2) DANILA MASTRONARDI: IL PROGETTO L’AREA DEI LAGHI TRA NAPOLI E CASERTA
Durante l’Assemblea dei soci dell’Asoim è ormai consuetudine relazionare sui progetti in corso. I responsabili hanno comunicato ai soci i risultati conseguiti e aperto un dibattito. Fra i progetti presentati figura il seguente:
STUDIO DELL’AVIFAUNA DI SITI DI INTERESSE AVIFAUNISTICO DELL’AREA COSTIERA FLEGREA E DEL LITORALE DOMITIO
Responsabile del progetto: Danila Mastronardi
Collaboratori: Elio Esse, Stefano Piciocchi, Rosario Balestrieri , Marcello Giannotti e Davide De Rosa
Premessa
L’area costiera delle province di Napoli e Caserta, che da Pozzuoli si estende fino alla foce del fiume Garigliano, presenta diverse zone di importanza naturalistica, molte delle quali riconosciute dalla Unione Europea come Siti di Interesse Comunitario e inserite nella Riserva Naturale “Falciano, Lago Patria, Foce Volturno e costa di Licola”, nel Parco Regionale dei “Campi Flegrei” e nel Parco Regionale di “Roccamonfina e foce del Garigliano”.
In provincia di Caserta sono presenti le ultime vere zone umide costiere della Campania, con le foci dei fiumi Volturno e Garigliano e le vasche delle Soglietelle. Queste paludi costituiscono un importantissimo luogo di sosta, durante le migrazioni, per limicoli, anatidi, ardeidi, passeriformi. Sono anche interessanti siti di svernamento per migliaia di uccelli e, recentemente, di nidificazione di numerose specie, come il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), l’Airone guardabuoi (Bubulcus ibis), e alcune specie soggette a particolare tutela da parte della UE, come la Pernice di mare (Glareola pratincola).
In provincia di Napoli, il comune di Giugliano in Campania individua l’estremità nord-occidentale dell’omonima provincia. Per estensione, con i suoi 92 Kmq, risulta essere la città con il territorio maggiore d’Italia, sviluppandosi con un asse prevalente in direzione Ovest-Est,dalla costa verso l’agro Aversano. Tale condizione permette d’individuare diverse tipologie ambientali che, dalla costa bassa a duna sabbiosa, seguono con la pineta retrodunale e le zone umide tra cui spiccano il lago Patria, piana alluvionale con tipici depositi piroclastici legata ad attività agro-pastorale e le vasche circostanti.
L’area dei Campi Flegrei si presenta particolarmente interessante e diversificata, con i Laghi di Lucrino e d’Averno, ricadenti nel comune di Pozzuoli, e del Fusaro ricadente nel comune di Bacoli. Sito di interesse comunitario è anche la foce di Licola, tipico ambiente dunale sabbioso con pineta costiera.
Queste aree costiere, ad alta vocazione naturalistica e faunistica, sono state purtroppo depauperate da una gestione poco oculata e spesso versano in condizioni di degrado ambientale. Una maggiore attenzione alle importanti risorse ambientali porterebbe ad un risanamento e ad un rilancio turistico e quindi economico.
Finalità del progetto
Il progetto si propone di accrescere la conoscenza dell’avifauna del territorio costiero incluso nel Parco regionale dei Campi Flegrei, nella Riserva naturale “Falciano, Lago Patria, foce Volturno e costa di Licola”, e nel Parco regionale “Roccamonfina e foce del Garigliano” in particolare della costa bassa a duna sabbiosa, e retrostante pineta, della lecceta di Cuma, dei laghi Averno, Lucrino, Fusaro, del Lago Patria e vasche circostanti, comprese le vasche di Ischitella e l’Oasi dei Variconi, il lago di Falciano e la foce del Garigliano.
I censimenti, condotti nelle quattro stagioni, costituiranno un’importante azione di monitoraggio di un’area in rapida espansione e modificazione, mettendo in risalto la funzione delle aree protette già citate.
E’ possibile, inoltre, effettuare un confronto, utilizzando la bibliografia esistente, con aree similari situate in altre regioni italiane (Castelporziano, Orbetello, Burano), da cui evincere la fauna potenziale della zona. Questa indagine risulterà particolarmente significativa per l’elevato tasso di antropizzazione e degrado in cui versa l’area oggetto di studio e potrebbe costituire uno strumento utile per una corretta gestione delle zone protette.
Metodologia
Da un’analisi cartografica e da sopralluoghi sul campo, si rileveranno i siti a maggiore vocazione faunistica, includendo comunque tutte le tipologie ambientali tipiche del territorio in esame.
In tali siti si procederà a censimenti periodici dell’avifauna; nel primo anno si procederà ad una visita mensile in ogni sito. Dai dati raccolti si valuterà l’importanza di ciascun sito quale luogo di svernamento, migrazione o riproduzione e si intensificheranno i rilevamenti, per ciascuno di essi, nella stagione di maggiore interesse.
Nelle tipologie ambientali di duna, lecceta e pineta si utilizzerà il metodo delle stazioni puntiformi d’ascolto per un tempo di 15’. Considerata la disomogeneità del territorio si preferirà la metodica del VCP per ambienti a mosaico (De Filippo et al, 1991). Unitamente si procederà ad annotazioni qualitative delle specie presenti, se non rilevate durante i censimenti quantitativi. I dati ricavati dai VCP renderanno possibile l’elaborazione di indici di comunità e densità delle specie per un confronto fra i siti.
Nelle zone umide si procederà a conteggi delle specie acquatiche presenti.
Particolare attenzione verrà data alle eventuali specie emergenti e a quelle che recentemente hanno colonizzato l’area come svernanti o nidificanti.
Si stabiliranno relazioni fra la fauna presente e le condizioni ambientali, approntando un’opportuna scheda per il rilievo di fattori di degrado e disturbo.
Si effettuerà un confronto, utilizzando la bibliografia esistente, con aree similari, come già esplicitato nell’Introduzione, effettuando griglie di presenza/assenza di specie.
Risultati attesi
Il progetto accrescerà le conoscenze dell’avifauna locale, dando sistematicità alle osservazioni.
L’elaborazione dei dati sarà tesa alla produzione di check-list locali, alla rilevazione di specie emergenti e ad un monitoraggio dell’area, particolarmente interessante in quanto si stabiliranno relazioni fra la fauna presente e le condizioni ambientali, dato particolarmente utile se condotto per periodi di tempo pluriennali.
Il confronto con altre aree similari del centro-sud Italia consentirà di ipotizzare la fauna potenziale dell’area e di prevedere interventi gestionali per aumentare la biodiversità locale.
I dati quantitativi consentiranno di tracciare “trend” delle popolazioni e di elaborare indici di comunità che contribuiranno, anch’essi, a misurare la “naturalità” dei siti studiati.
I censimenti, effettuati con sistematicità, consentiranno di tenere sotto controllo popolazioni di particolare interesse, quale quella di Airone guardabuoi, di Cavaliere d’Italia, di Pernice di mare .
Tempi
I censimenti saranno effettuati per un periodo minimo di tre anni.

3) LE COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE DANILA MASTRONARDI.
– Cari soci, L’Asoim partecipa al progetto Mito anche quest’anno. Chi vuole aderire aiuterà ancora una volta l’Associazione a partecipare a un progetto nazionale. Gli interessati possono contattare la Prof.Caliendo.
– Rinnovo l’invito a tutti i responsabili di progetto di preparare una breve presentazione del/i loro progetto/i (max 10 minuti a progetto), quale momento importante di condivisione e diffusione delle conoscenze acquisite.
– Novità sul sito dell’Asoim nelle pagine News e Avvistamenti: un invito a consultare la Banca Dati Ornitologica di Brichetti, strumento utilissimo che l’ASOIM mette a disposizione dei soci che debbano fare una ricerca bibliografica.
– Scrivete per il sito e per il nostro bollettino. Chiedo in particolare a chi va spesso sul Matese (Maurizio, Ottavio o altri) di scrivere una cartella sul PR Matese, a chi lavora con il P.Naz. Cilento (Daniela, Mimmo, Monica Valore o altri) a scrivere una cartella sul P.del Cilento, a Rosario, Marcello, Stefano di scrivere qualcosa sugli Astroni e così via. Io sto scrivendo una cartella sui Laghi Flegrei. Inoltre è importante che i responsabili di progetto scrivano una cartella sul proprio progetto. E’ anche utile, io sto ricevendo diverse e-mail di persone che mi chiedono informazioni sul progetto “Rapaci”, l’unico di cui c’è una descrizione dettagliata.
Grazie a tutti, Danila Mastronardi
– INTERESSANTI AGEVOLAZIONI PER I SOCI ASOIM!
Carissimi soci, l’ASOIM ha instaurato un rapporto di collaborazione con la ditta “PASCOTTO” Optical System srl che praticherà sconti particolari ai soci ASOIM su binocoli, cannocchiali e altro materiale ottico.Gli sconti variano da un minimo pari all’8% ad un massimo pari al 20%, a seconda delle case fornitrici. Per ottenere lo sconto, basta presentarsi con la ricevuta di pagamento della quota associativa. La sede della ditta ” Pascotto” è la seguente: C.Umberto I°, 19 Napoli. tel: 081 551 7449. Certi di aver reso un servizio utile a tutti, salutiamo con affetto.Danila Mastronardi Maurizio Fraissinet

4) CURIOSITA’: LE API
Api, meglio la città della campagna. Le api sono insetti laboriosi.
I nostri nonni non avrebbero avuto dubbi: le api vivono meglio in campagna che in mezzo a palazzi e traffico. Eppure ora dovrebbero rivedere le loro convinzioni. Le api, in qualche caso, riescono a sopravvivere meglio nei giardini di quartiere che nei poderi. Non solo, producono anche miele in maggior quantità e di ottima qualità.
Secondo gli esperti francesi che hanno monitorato il fenomeno, questo sarebbe dovuto all’assenza di trattamenti fitosanitari che, nelle verdi campagne a coltivazione intensiva, producono conseguenze micidiali sui laboriosi insetti. Uno studio realizzato dai Servizi veterinari di Nantes ha messo in evidenza che un’arnia, posizionata nel centro urbano sul tetto di un teatro, ha avuto una mortalità invernale del 5-6% e prodotto nel 2005 circa 40 chili di miele. Un’altra, piazzata a 30 chilometri di distanza in campagna, ha invece raggiunto una mortalità del 40% e prodotto solo 7 chili di miele.
Le analisi hanno inoltre dimostrato che il miele prodotto è di ottima qualità. Tanto che molte città d’oltralpe si stanno attrezzando per diffondere gli alveari cittadini con la sicurezza di poter produrre almeno tre tipi di miele differenti: ciliegio, acacia e castagno. Gli amministratori dei centri francesi sono inoltre sicuri che le api di città saranno delle ottime indicatrici dello stato di salute dell’ambiente.(da Tiscali animali, aprile 2006)
5) WWF presenta “LIBRO ROSSO, LE SPECIE A RISCHIO IN ITALIA”
Il WWF pubblica il Libro Rosso degli Habitat d’Italia
In Italia un terzo degli habitat che l’Europa ci chiede di proteggere sono minacciati da infrastrutture, urbanizzazione, degrado. Le aree umide, le dune costiere, le foreste e la macchia mediterranea sono gli ecosistemi più a rischio. Lo rivela il Libro Rosso degli Habitat d’Italia del WWF
Un Libro Rosso è un rapporto che evidenzia per ogni specie animale o vegetale il rischio di estinzione. Periodicamente l’Unione Mondiale per la Conservazione ( IUCN ) redige un rapporto a livello mondiale. Nel 1992 il WWF Italia in collaborazione con la Società Botanica Italiana e il Ministero dell’Ambiente ha redatto il Libro Rosso delle Piante d’Italia . Nel 1998 ha visto la luce il Libro Rosso degli Animali Vertebrati in Italia (di cui nel sito riportiamo tutte le schede), nel 2002 il Libro Rosso degli Animali Invertebrati in Italia e infine nel 2005 il Libro Rosso degli Habitat della Rete Natura 2000 in Italia . Tutti sono stati realizzati con il contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca. Sono stati distribuiti a Enti e esperti che ne hanno fatto richiesta e restano ora disponibili solo LR Invertebrati e LR Habitat. Il LR Piante è terminato e quello dei Vertebrati è disponibile in PDF. E’ possibile richiederli alla Segreteria Organizzativa Programma di conservazione p.belluomo@wwf.it .
In Italia un terzo degli habitat che l’Europa ci chiede di proteggere (43 su 127) sono minacciati in modo preoccupante, mentre la Rete Natura 2000 – il sistema di aree protette dell’UE per tutelare la biodiversità – stenta a decollare tra minacce sul territorio, ritardi e mancanza di fondi. A rischio in Italia sono soprattutto le aree umide, le foreste e la macchia mediterranea.
E’ quanto emerge dal ”Libro Rosso degli Habitat d’Italia”, uno studio approfondito realizzato dal WWF con il contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Lo studio, basato sulla Banca dati Natura 2000 curata dal Ministero dell’Ambiente, Direzione per la Protezione della Natura, è stato redatto da un pool di esperti (Stefano Petrella, Fabrizio Bulgarini, Fulvio Cerfolli, Mauro Polito e Corrado Teofili) e completa la serie dei Libri Rossi WWF, dopo quelli dedicati alle piante e agli animali d’Italia (vertebrati e invertebrati).
In Italia secondo lo studio, gli habitat più vulnerabili e degradati – ben 36 su 43, cioè l’86% – sono quelli legati agli ambienti umidi e le dune costiere: aree utili all’uomo per la loro alta produttività e fondamentali per la biodiversità, aree di sosta o svernamento per milioni di uccelli migratori oppure fondamentali per l’equilibrio dei litorali e la difesa della costa dall’erosione e utilizzati come aree di svago. Gli altri habitat minacciati sono la macchia mediterranea e le foreste, soprattutto quelle ripariali. Complessivamente, nove habitat minacciati sono prioritari e quattordici sono talmente rarefatti da non riuscire a superare la superficie di 1.000 ettari sull’intero territorio nazionale.
Molte minacce alle aree da proteggere sono rappresentate dalle infrastrutture: ben 358 piani o progetti presentano direttamente o indirettamente minacce sui siti Natura 2000: 53 in Sardegna, 47 in Toscana, 40 in Sicilia. Caso emblematico nel Parco nazionale dello Stelvio, dove un impianto sciistico ha distrutto una torbiera individuata in una ZPS. Inoltre per un paese mediterraneo come il nostro, il numero di siti Natura 2000 marini (circa 200) e soprattutto la superficie proposta sono insufficienti. La realtà che emerge dal Libro Rosso degli Habitat può spiegarsi, secondo il WWF, con la situazione italiana degli ultimi decenni, caratterizzata dalla tendenza alla bonifica delle aree umide per lo sviluppo dell’agricoltura, al profondo sfruttamento delle aree acquifere e all’aumento dell’espansione degli insediamenti urbani, spesso in aree golenali e lungo le linee di costa
Pochi fondi per la protezione della natura. ”E’ preoccupante che l’Europa tagli i finanziamenti per la conservazione della biodiversita – sottolinea il Presidente del WWF, Fulco Pratesi – i fondi comunitari per il 2007-13 non sono in grado di fornire un adeguato supporto finanziario per lo sviluppo della Rete Natura 2000. E i fondi per l’agricoltura possono al massimo contribuire per il 15% agli habitat individuati dalla Direttiva, gli ambienti agricoli e seminaturali. Il WWF chiede al Governo e agli europarlamentari italiani di farsi promotore della nascita di un fondo Ue dedicato alla tutela della biodiversità”.
L’Italia riveste un ruolo importante nell’ottica della protezione della natura a livello continentale: su un totale di 198 habitat (di cui 64 prioritari) presenti in Europa ed elencati dalla Direttiva Habitat, ben 127 (di cui 31 prioritari) sono presenti in Italia. La Rete Natura 2000 in Italia è rappresentata da 503 ZPS (Zone di Protezione Speciale) e 2.256 SIC (Siti di Importanza Comunitaria) di cui 311 coincidenti con ZPS: il tutto occupa una superficie pari a 16,5% del territorio nazionale, con quasi 5 milioni di ettari.
La Direttiva Habitat (92/43/CEE) e la Direttiva Uccelli (79/409/CEE) sono i due strumenti normativi che l’Unione Europea si è data per la conservazione della natura. Per saperne di più su Rete Natura 2000 >
Rete Natura 2000: quale futuro? documento WWF su punti critici e le proposte sulla rete europea per tutelare la biodiversità (pdf) >
Protetti i coralli bianchi nelle acque di S. Maria di Leuca>Scarica il Libro Rosso degli Habitat d’Italia (testi) in formato pdf (2,84 MB) >
Scarica il Libro Rosso Habitat d’Italia del WWF (schede) in formato pdf (3,93 MB)

6) VISITA ALLE OASI WWF
Il 30 aprile in 120.000 stregati dalla natura.
Oltre 70.000 persone nelle 100 oasi aperte per la Giornata delle oasi 2006 hanno festeggiato i 40 anni compiuti dal WWF Italia. Altre 50.000 hanno visitato le 40 riserve naturali che il Corpo Forestale dello Stato ha aperto sempre in questa occasione: una partecipazione di massa nonostante il tempo inclemente in molte regioni.
L’Oasi di Serre Persano si trova in provincia di Salerno, lungo il medio corso del fiume Sele. E’ una delle ultime roccaforti della lontra, il mammifero terrestre più raro d’Italia.
“E’ vero, c’è la lontra e il 90% dei visitatori viene per vederla – ci dice Remigio Lenza, la Guardia dell’Oasi – . Ma quasi nessuno ci riesce, dato il carattere elusivo di questo mustelide. Io l’ho vista l’ultima volta l’anno scorso: in pieno giorno (una rarità) mentre usciva fuori dall’acqua a lisciarsi e grattarsi su una piccola spiaggetta di fronte al capanno. Poi con un tuffo è tornata in acqua: quando nuota si vede emergere solo la testa. Una delle emozioni più belle della mia vita”.
A parte la lontra, altri motivi per visitare l’Oasi di Persano. “Il bosco allagato (igrofilo) è un habitat che da solo presenta l’Oasi. Franco Pedrotti, uno dei maggiori botanici italiani, quando venne disse che questo è il terzo bosco igrofilo più importante d’Italia, tra i meglio conservati. Poi l’avifauna: con Giampiero Indelli, uno dei padri dell’Oasi, abbiamo censito 200 specie di uccelli tra nidificanti e di sosta. Non male per un’area di 110 ettari”Minacce?“Una discarica nelle vicinanze e la terza corsia della SA-RC, che costeggia il medio corso del fiume Sele”.Cosa preparate per la Giornata Oasi? “Oltre alle consuete visite guidate, vogliamo abbinare la giornata ai temi dell’agricoltura biologica, con assaggi e produzioni biologiche di qualità”.

7) LA SEGNALAZIONE DI MAURIZIO FRAISSINET
Ecco il programma di un convegno internazionale che si terrà in Italia il prossimo anno;inoltro un appello di un’associazione “sorella” per un’attività di volontariato in difesa di una sterna molto rara. Ciao a tutti, Maurizio Fraissinet
“Ciao a tutti. Oggi consueta escursione nella Sacca di Goro (Fe) col gruppo AsOER (Associazione Ornitologi Emila-Romagna) composto dal sottoscritto, Roberto Tinarelli, Mario Bonora, Ciro Zini, Luisella Fontolan ed Elvira.Si tratta di regolari operazioni di monitoraggio dell’avifauna acquatica condotte sotto l’egida del Parco Regionale del Delta del Po. Di interessanti, 1 STERNA MAGGIORE, 4 VOLTAPIETRE, alcune centinaia di limicoli (Pivieresse, Piovanelli pancianera, Piovanelli, Gambecchi, Corrieri grossi, Chiurli, Avocette).Ancora più interessanti, alcune centinaia di FRATICELLI intenti ad insediarsi con nidi al suolo sull’estremità dello Scanno di Gorino (lingua di sabbia che separa parzialmente la laguna dal mare). La colonia di nidificazione è localizzata in situazione precaria perchè il sito è meta di visitatori in barca che vanno lì per raccogliere vongole o prendere il sole. Per questo l’AsOER:http://www.asoer.org/ si è già attivata per organizzare sin da subito ed almeno fino a luglio un campo di sorveglianza con presenza di volontari attendati sull’isola per impedire la distruzione della colonia come avvenuto del resto nel 2005. Vista la presenza di alcune centinaia di coppie, l’importanza della popolazione è tale che l’operazione merita un piccolo sforzo. C’è qualcuno interessato a partecipare a queste attività di volontariato in un posto molto suggestivo ?Il sito ospita inoltre due discrete popolazioni nidificanti di ALBANELLA MINORE (qualche nido), BECCACCIA DI MARE (alcune decine di nidi) e Gabbiano reale (alcune centinaia di nidi).Infine in piazza a Gorino (Fe), PASSERE SARDE nidificanti sui pini. Inoltre ieri 2 Gruccioni in volo sopra Goro (Fe).
Buon BIW Menotti Passerella Gorino FE”

8) NOTIZIE UTILI
– L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – A.S.O.I.M. onlus è stata fondata nel 1986, riunendo docenti universitari, ricercatori, studenti universitari, appassionati di ornitologia. Promuove la ricerca e la conoscenza ornitologica e faunistica, sostenendo lavori scientifici di interesse internazionale, nazionale e locale, collabora alla conservazione della fauna, studia e difende l’ambiente nell’Italia meridionale, riunisce gli appassionati di ornitologia di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, organizzando attività di formazione e di educazione.
– La nuova sede dell’Asoim è in Via Andrea da Salerno, 13, Napoli (al Vomero, adiacenze stadio Collana). Chiunque voglia utilizzare la sede per riunioni o quant’altro deve telefonare al Direttore della Riserva Naturale “Cratere degli Astroni”, dott. Peppe Pugliese al numero 348 5456982, per assicurarsi che la sede sia aperta. Presso la sede abbiamo uno spazio in una libreria (le chiavi n.19 sono custodite nella sede stessa) in cui sono contenute alcune nostre monografie e i primi CD della nostra Banca dati (accessibile ai responsabili di progetto). Attualmente troverete un CD con i dati di MITO 2000 e un floppy disk con altri dati di Mito, archiviati successivamente, e i transetti di Capodimonte. Nei dati di MITO le località sono espresse in UTM. Nella sede è presente anche il computer dell’ASOIM su cui ho installato la BDO (Banca Dati Ornitologica) di Brichetti. Chiunque voglia consultarla, deve telefonarmi per conoscere la password. Vi allego, inoltre, l’inventario del materiale ASOIM aggiornato alla luce dei nuovi acquisti effettuati.
INVITO. Scrivete articoli per “Lettera Asoim” che esce ogni 10-15 giorni ed è pubblicata on-line sul sito Asoim (www.asoim.org ) e su quello dell’Arga (www.argacampania.it) con pagine di hot spots, sui progetti che coordinate, news ecc., per arricchire il sito dell’ASOIM. Chi scrive articoli per il sito dell’Arga non dimentichi di inviare contestualmente una copia degli stessi a Danila Mastronardi, in modo che possano comparire su entrambi gli spazi web.
PER SAPERNE DI PIU’: consultare il sito www.asoim.org che ospita news, progetti, avvistamenti, hot spots, fotogallery, libri e varie.

APPENDICE

ANNA GIORDANO: LA MAGIA DEI RAPACI SULLO STRETTO DI MESSINA: AIUTACI A PROTEGGERLI
Per decenni sui due versanti dello Stretto di Messina i bracconieri hanno imperversato facendo strage di rapaci in migrazione. Ma da qualche anno la situazione è radicalmente cambiata, grazie all’impegno dei volontari. Il pentimento di un bracconiere raccontato da Anna Giordano sul sito wwf.it
Nel 1981 iniziava la dura battaglia per la salvezza dei rapaci e delle cicogne che migrano sullo Stretto di Messina. Sono passati 25 anni da allora, centinaia di volontari delle diverse associazioni ambientaliste di tutta Europa e nord Africa, a volte anche America e Giappone, hanno colto l’appello lanciato allora e ci hanno aiutato a reprimere e prevenire il massacro di questi splendidi uccelli che venivano uccisi durante il loro difficile volo verso l’Europa, sui monti dei due versanti dello Stretto di Messina che hanno visto per decenni, fucili e sangue.
Bunker utilizzato in passato dai bracconieri.
Grazie a tutte queste persone di ogni età e Paese, anno dopo anno, i bunker in cemento armato appositamente costruiti per uccidere i migratori, si sono riempiti di bracconieri armati però di binocolo. Non è stato facile, a volte le minacce e gli attentati sembravano essere vincenti. Ma abbiamo avuto la forza di resistere e di credere che il loro volo dovesse, a tutti i costi, tornare libero come natura aveva voluto. Non abbiamo accettato che questi bellissimi uccelli, nonostante fossero protetti dalle leggi, diventassero inutili trofei impolverati sui mobili delle case: vite perdute senza un perché.
Anno dopo anno, ci sono stati sempre meno spari e sempre più rapaci che passavano. Un pò perché avevamo imparato a conoscere anche noi le rotte seguite con i diversi venti, la nebbia, le nuvole ed eravamo quindi anche più capaci di osservarli nei posti giusti. Un pò perché erano salvi, grazie alla nostra presenza e alla collaborazione delle forze dell’ordine che iniziarono ad intervenire.
I bracconieri hanno abbandonato i fucili, non tutti ovviamente e neanche tutti insieme. Mentre alcuni rinunciavano a questa pratica illegale di caccia, ne arrivavano di nuovi e scoprivano nuovi posti per ucciderli. Un rapace che passa vivo è un falco in più che può andare a riprodursi. Nel 1984, primo anno di campo, abbiamo contato 3.198 tra rapaci e cicogne e 1.185 spari in un solo mese. Nel 2003 ben 35.877 tra rapaci e cicogne e 15 spari, in due mesi. Per la prima volta in 22 anni di campo, nel 2005 non è stato sentito alcuno sparo contro 22. 528 rapaci e cicogne passati in due mesi di sorveglianza. Voglio raccontarvi uno dei momenti più belli di questi 25 anni.
Era il 13 maggio del 2005, soffiava scirocco (vento che spira dall’Africa, spesso molto intensamente, obbligando gli uccelli a volare a bassa quota, non permettendogli di sfruttare le correnti ascensionali), ci trovavamo in uno dei luoghi simbolo della lotta al bracconaggio: Santa Rosalia, dove i rapaci venivano uccisi a centinaia nei giorni in cui soffiava questo vento africano. Uno dei bracconieri più accaniti che frequentava questi luoghi, uno di quelli che ci ha reso veramente difficile questa battaglia sin dal principio, si è avvicinato e ci ha salutato. Non era mai accaduto prima.
Poi mi ha chiesto se potevamo parlare, ho ovviamente riposto di sì. Mi ha detto: “Ti ricordi cosa ci dicesti 25 anni fa? Che un giorno avremmo imparato ad amare questi uccelli, che non li avremmo uccisi più ed avremmo imparato a rispettarli. Noi non ti abbiamo creduto, abbiamo pensato fossi pazza, vi abbiamo reso la vita difficile, non credevamo possibile che voi arrivaste ad impedirci di ucciderli. Oggi sono venuto per dirti che avevi ragione”.
Anche adesso che trascrivo queste parole, mi vengono i brividi. Di gioia. In quel momento ho capito che la fatica, la rabbia, il dolore, la solitudine, la frustrazione causati da anni e anni di rapaci visti morire, dalla vista della mia macchina che bruciava, dal rapace morto recapitatomi con un biglietto di avvertimento, da insulti, tentate aggressioni ed intimidazioni contro molti di noi, erano abbondantemente ripagate da quelle poche, semplici, sincere parole di amore verso questi animali, da parte di una persona che aveva passato primavere intere uccidendoli.
Sono quasi rimasta senza parole, mentre continuavano a passare tanti rapaci, bassi sulle nostre teste, belli come sempre quando c’è scirocco, e in quel momento mi sono sembrati ancora più belli, ancora più amabili. Li abbiamo guardati insieme, mentre lui aggiungeva altre meravigliose parole “a mio figlio non chiedo più, quando usciamo, se ha preso il fucile, gli chiedo se ha preso il binocolo”, ed ancora: “ma sono aumentati vero? Se ne vedono sempre di più”. Sì, sono aumentati, perché non li uccidete più mentre vanno a riprodursi, e anno dopo anno aumentano, fino a stabilizzarsi. Sono stati raggiunti risultati meravigliosi, che dobbiamo però mantenere. Il bracconaggio è quasi scomparso, bisogna però continuare a presidiare questi monti. Alcuni bracconieri vengono da fuori, altri non hanno lo stesso amore che quest’uomo ha trovato e se non saremo ancora sui Monti Peloritani, potranno ricominciare a sparare. Altri pericoli si affacciano sullo Stretto di Messina e abbiamo bisogno di continuare a sorvegliare questi monti e a contare questi uccelli. Il campo, organizzato dal WWF Italia e dall’Associazione Mediterranea per la Natura, in collaborazione con la LIPU e associazioni ambientaliste straniere, durerà dal 14 aprile al 21 maggio. Abbiamo bisogno di tutti coloro che vogliono dare una mano per mantenere questo importantissimo risultato, abbiamo bisogno di tutti coloro che vogliono vedere questi splendidi uccelli in questo scenario mozzafiato, garantendo, con la loro presenza, la loro salvezza.
I dati serviranno anche a contrastare i progetti che incombono su quest’area: un impianto eolico sulla dorsale dei Monti Peloritani, con pale alte 106 metri, laddove i rapaci fanno volo cieco nella nebbia e nelle nuvole, e il ponte sullo Stretto di Messina, dove, per i venti e la geomorfologia dei luoghi gli uccelli non riescono ad evitare il pericolo, fucili o cavi portanti che siano, un giorno che si spera non arrivi mai. Questa rotta migratoria, che è ormai universalmente riconosciuta, ha bisogno di tutti i nostri sforzi per evitare che le stragi del passato, quasi del tutto debellate, vengano sostituite da nuove e più silenziose minacce.
Anna Giordano (da wwf.it di maggio2006).

(Anna Giordano nel 1998 ha vinto il Premio Goldman, una sorta di “Nobel” per l’ambiente assegnato ogni anno a S. Francisco ai maggiori attivisti della natura.
Per saperne di più sulla migrazione sullo Stretto di Messina. I dati, anno per anno, dei rapaci avvistati e della presenza dei bracconieri, dal sito migrazione.it
Partecipa anche tu al campo di osservazione e tutela dei rapaci sullo Stretto di Messina da aprile a maggio!

Categorie: Ornitologia

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