L’idea la lanciò Mirella Baracco, presidente di Napoli ’99: facciamo un museo per ciechi. Grandi entusiasmi e tanti sì. Fu fatto un concorso nazionale; ognuno mandò idee, progetti, lavori. Sembrava che la sede dovesse essere all’interno della Galleria Principe di Napoli, invece il tempo disse di no. I progetti furono inviati all’istituto per non vedenti Martuscelli, altri alle città di provenienza. E’ di questi giorni la notizia che Siracusa aprirà a breve quel museo. Uno schiaffo alla città e ai sognatori. La signora Baracco si è svegliata e ha toccato con mano quanto sia difficile lavorare sui sogni.
Napoli moderna cede il passo a Neapolis per dare il tempo a noi mortali di ammirare le sue vestigia che di tanto in tanto affiorano qua e là nel perimetro più antico della città. Che sotto terra vi fossero delle cose preziose, lo si sapeva da tempo, ma l’incanto che provoca la sia pur minima scoperta archeologica, è sempre cagione di un’emozione grande per la comunità. Non altrettanto per gli operai del metrò, che già paventano licenziamenti in massa, per l’inevitabile arresto dei lavori e la conseguente deviazione per permettere la fruibilità degli scavi, per la linea ferroviaria sotterranea. Per cautelarsi hanno occupato, più che altro presidiano, i cantieri a rischio. Dire che non devono preoccuparsi non basta. I lavori sono in ritardo di almeno 6 mesi, queste complicazioni rischiano di allungrarli ancora. Per di più, mancano i soldi per queste emergenze, tanto che le autorità cittadine stanno scrivendo al Ministro per avere una integrazione sostanziosa ai fondi già erogati. Però, quanto costa guardare il passato. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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