Napoli moderna cede il passo a Neapolis per dare il tempo a noi mortali di ammirare le sue vestigia che di tanto in tanto affiorano qua e là nel perimetro più antico della città. Che sotto terra vi fossero delle cose preziose, lo si sapeva da tempo, ma l’incanto che provoca la sia pur minima scoperta archeologica, è sempre cagione di un’emozione grande per la comunità. Non altrettanto per gli operai del metrò, che già paventano licenziamenti in massa, per l’inevitabile arresto dei lavori e la conseguente deviazione per permettere la fruibilità degli scavi, per la linea ferroviaria sotterranea. Per cautelarsi hanno occupato, più che altro presidiano, i cantieri a rischio. Dire che non devono preoccuparsi non basta. I lavori sono in ritardo di almeno 6 mesi, queste complicazioni rischiano di allungrarli ancora. Per di più, mancano i soldi per queste emergenze, tanto che le autorità cittadine stanno scrivendo al Ministro per avere una integrazione sostanziosa ai fondi già erogati. Però, quanto costa guardare il passato.


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