MIRNA DORIS DA CICCIOTTO
Di Laura Caico
Un concerto straordinario. Nella gettonatissima cornice del ristorante napoletano “Il giardino di Cicciotto” a Marechiaro, l’Associazione Borgo Marechiaro – che si occupa della promozione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del fantastico scorcio paesistico posillipino – ha organizzato una Cena con spettacolo per omaggiare la celebre artista Mirna Doris, nativa di Marechiaro, che si è esibita nel repertorio delle più belle canzoni della tradizione partenopea.
Sin dal pomeriggio, un folto pubblico di amici ed estimatori dell’affascinante cantante si è radunato sulla discesa a mare di Calata Ponticello a Marechiaro 32 che conduce direttamente al noto ristorante – aperto da ben 15 lustri – gestito da Giovanni Capuano, figlio ed erede del vecchio Vincenzo (detto Cicciotto per i tratti carnosi e la fitta chioma riccioluta) e dai suoi figli Gianluca e Vincenzo: ad accogliere i graditi e numerosi ospiti, oltre al direttore di sala Ciro Starita, anche la garbatissima “padrona di casa” Maria Esposito, il cui tocco femminile attribuisce una nota di elegante dolcezza alla location e fa subito sentire a proprio agio.
Sulla punta estrema di Posillipo, il quartiere “chic” di Napoli, “Cicciotto” domina la costa dal 1942, mantenendo intatta nel tempo la sua fama di ottima cucina e di freschissimi ingredienti, tra pescato del giorno, verdure dell’orto, carni e latticini di primissima qualità, caratteristiche che ne fanno uno dei ristoranti più frequentati della città: a proposito dei suoi menu Gianluca Capuano afferma “noi proponiamo una cucina tradizionale, che i nostri clienti conoscono e amano, basandoci su un’ottima materia prima e cercando di contenere i costi quando è possibile: io sono alquanto incline, poi, a curare l’estetica ma senza eccessi di perfezionismo che potrebbero disorientare la mia clientela.
Per accontentare la richiesta di spazio – dato che le prenotazioni superavano di gran lunga la disponibilità originale di sessanta posti – ci siamo “allargati” con questa nuova sala che offre altri centosettanta posti a sedere, tutti al coperto, per ovviare al problema della stagionalità che ci limitava nell’accoglienza, una volta finita l’estate”.
Tra i primi ad arrivare e a gustare uno stuzzicante aperitivo, l’altra figlia di Cicciotto Raffaella Capuano, l’artista Romeo Barbaro, Ersilia Langella, Antonio Buonanno, Sergio Mannato e Giovanni Varriale che guidano con passione e dedizione l’Associazione Borgo Marechiaro, Maria Mannato, Peppe Manetti autore del libro “Quando a Marechiaro arrivava la motobarca”, Annamaria Lieto, Claudio Della Rocca, Nunzia ed Ernesto Scorzelli, la duchessa Silvana Proto amica storica della Doris, la dottoressa Marina Romano titolare del Centro Medico Romano, dedicato a servizi di Medicina Estetica, Giuseppe Recchia archivista personale della cantante, l’artista Pop rock Gennaro Sacco, l’avvocato Mario Esposito Corona con Maria, Erminia Fiore, Ira Ciccarelli, Luciana Corsale, Antonio Buonanno.
Inizia la cena mediterranea con una sequenza di assaggi; tra i “cavalli di battaglia” a base di prodotti ittici di Cicciotto – famoso per il crudo di pezzogna, gambero e scampo, gamberi e seppie scottati e spaghetti ai ricci di mare – ecco trionfare nel piatto di antipasti “spaghetti e gambero”, uno squisito rotolo di pasta fritta con al centro un favoloso crostaceo, affiancato da parmigiana di melanzane, fiore di zucca ripieno, crudo di sconcigli di mare e da un trancio della mitica Zizzona di Battipaglia che «caccia ‘o latt», ovvero la squisita Mozzarella di latte di bufala di 5 kg dalla forma simile ad un seno prosperoso. Seguono poi le linguine con granseola e il crudo di tonno e rucola che riscuotono il consenso generale: prima del dessert di zeppoline fritte e zuccherate e del dolce con fragoline, Mirna Doris arriva al centro sala e saluta gli ospiti, subito bersagliata da richieste di pezzi famosi che inizia ad eseguire. Prende il via così un concerto a 5 stelle in cui la meravigliosa voce di questa regina della canzone napoletana incanta i presenti, grazie alla sua eccellente interpretazione di melodie immortali come Reginella, Indifferentemente, Tutt’e sere, Sarracino, Tu sì ‘na cosa grande, Caruso, Voce ‘e notte: tocca poi a Dora Viscione (figlia di Antonio Vian) raccontare la storia di vari testi delle canzoni più note, frammiste ad annotazioni su personaggi e autori della canzone napoletana. Mirna, da vera mattatrice riprende la scena rievocando la sua infanzia trascorsa proprio a fianco al ristorante, da cui sua madre Giuseppina era costretta più volte a tirarla via per gli scherzi che lei, piccola scugnizza impertinente, combinava al povero Cicciotto: mentre il padre di Mirna pescava i polipi che Giovanni poi cucinava, infatti, la bambina toglieva i limoni dalle tavole o faceva dispetti raccontando ai clienti che le mozzarelle non erano buone poiché il latte vi veniva aggiunto dal ristoratore. Una “sceneggiata” che si ripeteva quotidianamente con la disperazione un po’ vera e un po’ finta di Cicciotto che adorava la piccola Mirna: lo spettacolo continua con l’applaudita esibizione di Romeo Barbaro con le sue Tammorre che ripropongono echi tribali e poderose sonorità.
Mirna riprende, fra applausi a ripetizione, a eseguire brani contemporanei tra cui “Mente, cuore”, Ancora, ‘A città ‘e Pulecenella, alternandole a motivi classici come Carmela, Guapparia, Canzone appassiunata, per concludere la serata con un’atmosfera sognante che avvolge magicamente la sala dalle vetrate affacciate sul Golfo di Napoli, illuminato dalla splendente luna di Marechiaro.
da: laura.caico@yahoo.it
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