Marina Capparelli: vacanze al mare, sì. Ma quale mare dopo i rilievi di Goletta blu?
Amici vacanzieri campani, voi che rientrate nell’esorbitante percentuale di quelli che prediligono il mare piuttosto che la montagna, che d’estate non vogliono sapere ragioni che tengano lontani dalle spiagge, toglietemi una curiosità…come avete fatto per farvi un bagno nelle zone marittime della Campania? Lo sapete quanti e quali sono i pochissimi, residui posti balneabili? Si contano sulle dita della mano, anzi, cinque dita sono troppe, stando al rapporto di Goletta blu, che ogni anno fa le pulci al mare blu della Campania e poi, immancabilmente e ormai da anni, ci invita a restarcene a casa. Non ci restano che le instancabili, ambitissime e costose isole ed il lontano Cilento. Capri, Ischia, Procida e località cimentane come Pioppi, sembrano, infatti, essere rimaste le uniche “baie”in grado di permetterci di fare un bel tuffo in mare. Delle zone vesuviane come Torre Annunziata, Torre Del Greco, Ercolano, come del litorale Domizio e di Bagnoli è meglio non parlare. Sono state definite assolutamente non balenabili. Eppure, le loro spiagge figurano per tutta la bella stagione strapiene di bagnanti. Bagnanti? Per modo di dire! Persone che fanno a gara per aggiudicarsi un lettino. Certo, non resta che quello! L’unica cosa che c’è ancora consentita è l’elioterapia. Ma come si fa a starsene tante ore distesi al sole, in attesa che la pelle diventi luminosamente dorata, senza bagnarsi? Ci sono le docce! Sarebbe la prima risposta che viene in mente. Ma una giornata al mare senza potersi tuffare in acqua che senso ha? Purtroppo, molti di noi ci hanno fatto l’abitudine. Altri, invece, saranno rimasti stupiti dallo scoprire di aver fatto tante volte il bagno in zone dichiarate non balneabili. Che dire, invece, della costiera amalfitana? Qui gli esperti non si pronunciano con chiarezza, sarà per non scoraggiare i turisti? Fatto sta che anche per Amalfi, Positano, Sorrento e dintorni si registra sempre il pienone, e con risultati soddisfacenti. Senza contare, però, il traffico in cui comunemente si resta imbottigliati per giungervi. Messa in questo modo, sembra che il quadro sia completamente nero, ma se resta l’ultima spiaggia, dobbiamo arrenderci a qualche compromesso. Oppure ci resta sempre e comunque la possibilità di spiccare il volo, che sia per altre località italiane o per l’estero. Almeno in attesa che chi di dovere faccia in modo che dalle nostre parti la situazione migliori. E poi non si lamentino che non apprezziamo mai abbastanza la nostra terra!


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