Marigliano, Mariglianella e Nola, ovvero orecchio-naso-gola di un territorio che è alla mercè di tutti per ogni sorta d’abusi: dalle discariche abusive a cielo aperto ei pascoli inquinati, alla diossina che ammazza il bestiame di interi allevamenti, alle falde acquifere inquinate. Il degrado ambientale, insomma, che più degrado non si può. I sindaci locali hanno detto stop a tutto ciò. Si sono attrezzato come potevano ed hanno cominciato una serie di interventi per ripulire il territorio con sequestri multe e bonifiche. Ma c’è un’altra emergenza in arriva: un piano cave interessa i comuni di Comiziano, Casamarciano, Tufino e Visciano per il ripristino dell’attività estrattiva. Oggi passano oltre 7mila automezzi al giorno per il casello di Tufino e non si sa cosa caricano o scaricano. Domani cosa succederà se si riaprono le cave? Ad Acerra piove sul bagnato: l’assessore all’ambiente si è dimesso prima di Natale e non ha nessuna intenzione di rientrare in Giunta. La crisi dovrebbe essere formalmente aperta, anche perché la delega è la più importante, visto il momento particolare dell’inquinamento ambientale, lamentato proprio da quell’amministrazione. Invece si fa finta di nulla. Fino a che non scoppia un altro bubbone ecologico di cui qualcuno dovà pure rispondere. E se uno più uno fa ancora due…


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