La Campania partecipa alla 38° fiera del Vinitaly di Verona ed al Salone Internazionale degli Oli d’oliva che si svolge dal 1° al 5 aprile. Come ogni anno, ed è la quarta volta che accade, l’assessore regionale all’agricoltura, Vincenzo Aita, ha voluto presentare in anteprima i prodotti vinicoli campani con una conferenza stampa stampa, moderata da Ermanno Corsi, presidente dell’Ordine dei giornalisti, che si è svolta nei saloni dell’hotel Covo dei Saraceni a Positano, offrendo una degustazione dei vini che faranno da portabandiera alle due classificazioni Docg e Doc, denominazione d’origine controllata con 24 tipi, e d’origine garantita, ben tre, che per una regione sono veramente un bel traguardo. Di grosso spessore gli interventi dei partecipanti alla conferenza per l’evento che è coinciso con l’inizio della primavera e che lascia ben sperare per questa annata vinicola, com’è stato più volte sottolineato dai produttori e addetti ai lavori ai giornalisti della stampa specializzata. Naturalmente al sud non si tratta solo di godere del tempo ideale per avere un buon vino, occorrono molti altri sostegni e questo lo ha evidenziato, tra le altre cose, nel suo intervento l’organizzatore, l’assessore Aita. Che è dell’avviso che far partecipare i vini campani alla più grande mostra del settore, ormai assurta a evento mondiale, per numero di espositori e per le altissime qualità dei prodotti vinicoli presentate, è già un successo. Una vetrina che premia i nostri produttori di tutti gli sforzi realizzati in questi ultimi anni, ma gratifica anche la Regione, che ha creduto da subito nella potenzialità non ancora espresse in modo compiuto del comparto vinicolo, investendo risorse proprie ed europee e puntando a sostenere i produttori nella ricerca dei migliori vitigni e delle moderne tecniche, per ottenere le qualità che oggi sono molto più competitive nei mercati vinicoli. Insomma, ampio credito e tanto sostegno ai “grandi, piccoli vini campani” che, da quando Soldati li descrisse così, sono diventati “adulti oltre che grandi”, con qualità apprezzate ovunque. Sulla stessa linea l’altro assessore regionale, Gianfranco Alois che dirige i settori produttivi, e che con l’assessore al turismo (assente solo per motivi strettamente familiari, con tanti auguri posticipati al genetliaco della madre ..enne), hanno formato il motore che sta dando spinta ai tre comparti da quando procedono insieme. Alois, infatti, ha espresso la sua soddisfazione per il rinato interesse dei produttori agricoli e dei mercati per il vino campano. E’ convinto che lo sviluppo dei settori produttivi e del turismo, passerà sempre di più attraverso il comparto agro-alimentare e la produzione vinicola di questi ultimi anni ne è la prova, visto che ovunque sono presentati i vini campani riscuotono consensi e, soprattutto, cominciano a vendersi in modo più consistente che in passato, segno che le politiche regionali hanno programmato e investito nella direzione giusta. Il direttore dell’Ersac, Raffaele Beato, ha fatto una disamina della situazione agro-alimentare della Campania e del vino in particolare, che ha confermato come la partecipazione alla fiera di Verona non è più una novità per la Campania, ma l’occasione per presentare i nuovi vini ad un mercato nazionale ed estero che comincia a credere di più nella validità dei vini campani, mettendoli in diretta concorrenza con le regioni che da tempo spopolano nel settore e creando le premesse per ribaltare le percentuali di vendita che da due anni sono già favorevoli alla Campania. Alla direttrice dei Musei provinciali di Salerno, Matilde Romito, è toccato il compito di fare alcune riflessioni sul commercio ed il consumo del cibo nel mondo antico, interessando e anche divertendo i presenti su altri aspetti del prodotto, e tracciando la storia antica e affascinante del vino nei secoli. Una perfetta ricostruzione storica del viaggio del vino nelle varie epoche del nostro paese, corredata da foto di preziosi reperti archeologici, ma anche un momento di cultura che ha portato a conoscenza dei più, segreti finora noti solo ad archeologi e storici. Ma il vino parla da solo, non ama i segreti, ma solo la verità e quello dei nostri avi, probabilmente non era più buono di quello che beviamo al giorno d’oggi. Basta ricordare l’episodio del vino dato da Ulisse a Polifemo. Gli fece venire il mal di testa e poi lo addormentò. I nostri vini non sono sonniferi, vanno bevuti e gustati. Di ciò ha dato spiegazioni Francesco Landolfo, presidente dell’Associazione che riunisce i giornalisti campani che si occupano di agricoltura, l’Arga. Landolfo, dopo aver ricordato che fu proprio un giornalista locale, Luca Vespoli, a fargli scoprire che il vino da quelle parti aveva origini antichissime, ha espresso vivo compiacimento per l’organizzazione della conferenza che ha permesso un confronto tra produttori e giornalisti che si interessano del comparto agricolo in tutte le sue articolazioni. E’ dell’avviso che un forte incremento al consumo dei vini campani, si possa ottenere partendo dai ristoratori campani, i quali, così come accade in altre regioni, dovrebbero essere i primi a proporre alla clientela i vini locali, ormai non più secondi a nessuno, dopo i vari riconoscimenti Doc e Docg ricevuti in ciascuna delle cinque province e degli apprezzamenti venuti dalla penisola e dall’estero. Il benvenuto agli ospiti lo ha dato il sindaco di Postano, Fusco, in una giornata non proprio solare ma che ha fatto sì che i convegnisti non si distraessero da altre bellezze. (Nota di Gianpaolo Necco componente Arga della Campania, inviato alle Arga)


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