Sì della regione al parco metropolitano di Napoli e al sistema dei parchi urbani
La legge regionale n.33 del 1 settembre 1993 individuò le zone per definire i parchi e le riserve naturali. Allo stato sono stati definiti due parchi nazionali: quello del Cilento-Vallo di Diano e quello del Vesuvio. I parchi regionali sono: Campi flegrei, Matese, Monti Lattari, Monti Picentini, Partendo, Roccamonfina e Foce del Garigliano, Taburno-Camposauro. Le riserve naturali: Foce Volturno-Costa di Licola, Lago di Falciano, Monti Eremita-Marzano, Foce Sele Tanagro, fiume Sarno. Queste ed altre notizie sono state l’occasione per far nascere una bella pubblicazione dell’assessorato alle politiche territoriali e ambiente della Regione Campania, che contiene, oltre all’elenco dei parchi e delle riserve predetti, un’ampia documentazione fotografica ed un’approfondita descrizione dei caratteri geomorfologici e cenni climatici, con ragguagli su flora, vegetazione e fauna. Inoltre fornisce ragguagli sulla composizioni degli organi di gestione dei parchi e riserve. Oggi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il disegno di legge istitutivo del Parco Metropolitano di Napoli e del sistema dei Parchi Urbani di interesse regionale. Nella prima seduta consiliare dopo la pausa estiva l’assemblea regionale, alla quale ha partecipato la Giunta regionale al completo e il presidente della Regione Bassolino, ha istituito il Parco urbano del Comune di Napoli ed approvato il sistema urbano del verde come insieme di aree con valore ambientale e paesistico o di importanza strategica per il riequilibrio ecologico delle aree urbanizzate, consentendo, in particolare, al Parco dei Camaldoli, di accedere ai finanziamenti europei in scadenza al 30 ottobre prossimo. L’argomento è giunto in Aula ai sensi dell’articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio regionale, la procedura di urgenza con la quale si consente di sottoporre all’assemblea regionale un provvedimento che non ha compiuto il suo iter nelle Commissioni competenti. “Una procedura alla quale Alleanza Nazionale è contraria perchè non consente il necessario dibattito in Commissione, ma che accettiamo solo in questa occasione per l’urgenza e l’utilità del provvedimento, purchè non diventi prassi” – ha spiegato il capogruppo di An Salvatore Ronghi, firmatario, insieme con i colleghi del Gruppo consiliare, di una serie di emendamenti al disegno di legge. .(Nota di Gianpaolo Necco, inviata elle Arga)


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