Per una Regione a forte vocazione turistica come la Campania, gli arenili rappresentano una risorsa insostituibile per completare l’offerta in un settore trainante, che crea sviluppo, occasioni di lavoro qualificate ed inoltre costituiscono un sistema di tutela naturale per la difesa degli insediamenti abitativi e delle coste. L’assenza di “manutenzione”, l’incuria, ma anche il susseguirsi di eventi meteomarini hanno depauperato questo inestimabile patrimonio, erodendo, in particolare nel Litorale Casertano e nell’Isola d’Ischia, in maniera inarrestabile le spiagge. Sono queste le considerazioni dalle quali è partito il consigliere regionale Antonio Simeone, Presidente del Gruppo Consiliare Sdi alla Regione Campania, nella sua recente lettera, invita all’Assessore all’Ambiente De Flaviis, al Presidente del Consiglio Regionale Ing. Casamassa ed al Presidente della Giunta Regionale On. Bassolino, nella quale sollecita la discussione del Disegno di Legge Regionale che regolamenta il “ripascimento” che da tempo l’esponente politico Socialista ha elaborato.Questo il contenuto della missiva di Simeone: “Tramontata, speriamo per sempre, la stagione delle scogliere emerse, che hanno causato tanti danni all’ecosistema, unitamente a considerevoli sperperi di risorse pubbliche la Regione, cui la riforma del Titolo V° della Costituzione e recenti provvedimenti legislativi nazionali hanno attribuito specifiche competenze in materia, deve dotarsi di precise ed articolate leggi che regolino il ripascimento.” Questi interventi sono, infatti, estremamente delicati, interferiscono con un ecosistema già compromesso, che non deve essere sottoposto ad ulteriori insostenibili traumi. Le operazioni di ripascimento sinora portati a termine sono state attuate non in base ad una organica programmazione, ma dettate da pur comprensibili pressioni, dalla logica dell’emergenza, dall’usuale “somma urgenza”. In questo complesso settore non è pensabile continuare in questo modo, è necessario pianificare gli interventi, procedere con una celerità che non sia disgiunta da analisi puntuali, da garanzie per l’ambiente, per le ricadute sociali dei notevoli investimenti necessari . Sono questi i capisaldi che caratterizzano la mia proposta di legge, elaborata grazie a pregevoli contributi di esperti del settore ed aperta agli apporti delle forze politiche, delle Associazioni, delle parti sociali, di tutti i livelli istituzionali interessati. Purtroppo la proposta giace da mesi nei meandri del Palazzo e la Presidenza del Consiglio Regionale non l’ha ancora neppure trasmessa alle competenti Commissioni Consiliari. Nel frattempo ogni Comune, preoccupato per la grave situazione causata dall’erosione preme sui competenti livelli istituzionali per ottenere, sempre in base alla logica dell’emergenza, il suo ripascimento. Non intendo entrare nel merito delle polemiche che la ricostituzione della spiaggia dei Maronti sta causando, ma ritengo che occorra voltare pagina, programmare attentamente gli interventi, evitando il “fai da te” dei Comuni. Ho sollecitato al Presidente del Consiglio Regionale l’avvio della discussione della legge, auspicando che ciò avvenga in tempi rapidi, evitando il ripetersi di interventi scoordinati e disorganici”. E’ un auspicio che condividiamo, anche per evitare il riproporsi di interventi parziali, della sempre presente logica dell’emergenza, ma, sopratutto, che la Campania, Ischia ed il Casertano in particolare, vedano messa in discussione le proprie potenzialità turistiche.


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