Il rifiuto del porto turistico al lago Patria, nel comune di Giugliano, potrebbe essere la chiave di volta per il sindaco di fare mente locali ai tanti problemi che ha creato un territorio così vasto, che parte dalla campagna aversana e si allunga fino al mare, sviluppando una fascia costiera tra le più assalite di cemento d’Italia. Ormai gli abusi edilizi, proprio sulla fascia costiera, non si contano più. E con gli abusi il degrado, la mancanza di una qualsiasi regola per costruire, di una mappa stradale che è tutta da scrivere, di tasse comunali(e forse statali) evase, di furti di energia elettrica e dell’acqua, di riparo per clandestini, senza passaporto, senza permesso di lavoro, di spacciatori e bracconieri, di disperati e di rifugiati. Insomma un caos di anarchia e di violenza. Sì, perché in quel mondo, costruito senza regole, non entra il vigile urbano, e se vi arriva la polizia, bisogna che lo faccia sempre con un numero consistente di agenti. La gente vive così, nel più illegale dei modi. Urge un intervento massiccio di tutte le istituzioni pubbliche; questo è il classico caso in cui si può dire, senza tema di smentirta, che lo Stato è assente. E al Comune c’era chi voleva fare anche il porto turistico!


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