A Napoli diecimila turisti, altrettanti nella Reggia di Caserta e una folla impressionante al Rione Terra di Pozzuoli hanno contrassegnato in modo positivo la Prima giornata dell’arte celebrata in ogni parte della penisola e indetta dal Ministero dei Beni culturali e archeologici. Ma folla anche in tutti gli altri siti archeologici della Campania che vanno da Pompei a Velia, da Paestum a Ercolano, e ai musei vari sparsi per tutta la Campania. Una festa dell’arte, decretata soprattutto dai giovani che si sono giovati dell’accesso gratuito ai siti, ma che in futuro potranno servirsi dell’Artecard, una tessera che potrà essere utilizzata facendo non poche economie. Da ripetere l’anno prossimo, magari anche tre o quattro volte. In fin dei conti, dove sta scritto che non si possano creare più occasioni per visitare i luoghi d’arte che, ricordiamolo, in altri paesi sono del tutto gratuiti ma non affolati come i nostri. Il successo, dunque, è assicurato quando nei musei e luoghi d’arte si entra gratis. Ma il successo è assicurato anche quando si va incontro alla domanda di cultura che viene dalla gente, praticando prezzi accessibili. L’artecard è il primo passo ma va rivista perché resta abbastanza cara, non per tutte le tasche. Insomma: sacrifici divisi a metà, sennò a che servirebbe una giornata di festa dell’arte? Opportunità nuove in Campania, per l’apertura del rione Terra a Pozzuoli che mette in mostra i suoi tesori, ma anche nel resto dei Campi Flegrei si sono aperti i forzieri che contengono perle bellissime di Baia, Bacoli, Cuma, Pozzuoli, S.Maria Capua Vetere, Arco Felice e via dicendo. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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