IRPINIAWINE ALLA SESTA EDIZIONE: NOVITA’ E ATTESA PER LE NUOVE ANNATE NEL BANCO D’ASSAGGIO DEI VINI D’IRPINIA PROMOSSO DA GO WINE
IrpiniaWine, Manocalzati, 4-5 luglio.

Si svolge nel primo fine settimana di luglio la sesta edizione di “IRPINIAWINE”, il banco d’assaggio che presenta le aziende vinicole irpine ed una selezione di prodotti tipici del territorio.
Venerdì 4 e sabato 5 luglio, presso i locali del Bel Sito Hotel di Manocalzati alle porte di Avellino, si rinnova questa felice esperienza che ha mostrato nel tempo di incontrare il favore del pubblico e dei media e di rappresentare sul territorio un significativo momento promozionale d’incontro fra consumatori e uomini del vino di questa terra.
Sono previste alcune novità: a fianco dei tradizionali desk con i produttori presenti direttamente ad incontrare il pubblico sarà allestita un’enoteca dei vini irpini.
Inoltre, e per la prima volta, sarà presentata la Grande Enoteca dedicata agli Autoctoni Italiani, un banco d’assaggio esclusivo dove scoprire in un unico momento circa 50 vini di territorio e rarità enologiche italiane: in segno di omaggio e di confronto allo straordinario patrimonio viticolo di cui dispone l’Irpinia e, più in generale, la Regione Campania.
Si sta intanto definendo il programma degli incontri professionali, con alcune degustazioni guidate che contribuiranno a qualificare la manifestazione e che verranno annunciate nei prossimi giorni.
Go Wine guarda in particolare al consumatore che ama viaggiare alla scoperta dei territori del vino di qualità e si propone di costruire un progetto che possa dare voce a questa figura qualificata di consumatore.
“Nel corso delle prime edizioni IrpiniaWine ha riscosso un crescente successo – commenta Teobaldo Acone, socio promotore e delegato del Club Go Wine di Avellino – e siamo convinti di quanto sia importante realizzare un evento promozionale dei vini delle aziende irpine all’interno del territorio e comunicare la crescita e la qualità della viticoltura irpina”.
“Questo tipo di manifestazioni – aggiunge Massimo Corrado, presidente di Go Wine – vengono promosse dalla nostra Associazione proprio al fine di far incontrare gli uomini del vino con il pubblico dei consumatori e degli appassionati e creare un clima che è al contempo di festa e di cultura”.
Avellino è il capoluogo di un territorio che vanta un’importante storia legata alla vinicoltura: qui ha sede da oltre cento anni una scuola enologica, i tre principali vitigni del territorio – fiano, greco ed aglianico – sono l’anima di tre vini che hanno tutti ottenuto la docg: un risultato che rappresenta un grande motivo di orgoglio per il territorio e un fatto unico in tutta la viticoltura del Sud Italia.
INFO
Date e orari: venerdì 4 e sabato 5 luglio 2008, dalle ore 18 alle 23
Dove: Bel Sito Hotel “Le Due Torri” di Manocalzati alle porte di Avellino (si trova sulla S.S. 7/bis, in prossimità del casello autostradale di Avellino Est).
Per informazioni: Associazione Go Wine tel. 0173364631 – fax 0173 361147
mail: info@gowinet.it
sito web www.gowinet.it
Teobaldo Acone 348 7466963
stampa.eventi@gowinet.it
(dal sito www.lucianopignataro.it)

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Vini Buoni d’Italia 2009, note di assaggi
di Gaspare Pellecchia.
Riporto le mie note personali, relative ai riassaggi a Paestum: tante conferme e qualche novità…

Prima batteria
Fiano d’Avellino 2007.
Di Urciuolo ho riassaggiato il base, viaggia alla grande così come il fratello maggiore, ha occhio chiarissimo, naso magnifico e bocca molto convincente, i Fiano 2007 di Urciuolo sono quindi da comprare a casse, per goderseli con gli amici durante lunghe cene in terrazza.
Vinosia: complimenti! Bel Fiano dal naso lunghetto e semi-aromatico (in questo mi ricorda quello di Colli di San Domenico), l’esuberanza però si perde un po’ in bocca;
Aminea propone un paglierino più scuro e più carico, la sua versione ha un naso internazionale ma, tutto sommato, abbastanza coerente e tipica.

Seconda batteria, un po’ di rossi campani. Aia dei Colombi 2004, davvero un eccellente lavoro sull’Aglianico in versione sannitica, freschissimo pur se a quattro anni dalla vendemmia! Naima 2005, un capitolo a parte per la grande, epica concentrazione visiva, olfattiva e gustativa di questo Aglianico cilentano: il “dosaggio” del legno è, per me, da manuale; emergerà, soprattutto in retrolfatto, una nota tendente a un fruttato verde, che lo caratterizza. Va assolutamente bevuto oggi e tra dieci anni…
Ottimo lavoro quello sull’Aglianico dei Telaro, il Galluccio doc 2006 è rispettoso del varietale, ha un sorso fresco ma appena legnoso (la caramella al mou però mi piace, in genere); Vinosia, il Marziacanale 2005 esprime un naso molto elegante e ricco di note umide di terreno, in bocca è coerente e perciò molto ricco (ma allora Ercolino è in grado di riconquistarmi?); purtroppo ha un finale amaro, credo per un lavoro impreciso sui tannini.
I Taurasi: ho riassaggiato il Di Prisco 2004, l’ho ritrovato legnosetto, meno fresco e abbastanza allappante… stranezze delle degustazioni coperte?
Meglio mi è parso, a distanza di meno di un mese, Perillo. Perfettamente riconoscibile, anche a bottiglia coperta, il Taurasi
“griffato” dei Molettieri, il 2004: da provare, super estratto, fruttone, humus, legnone eppure elegante.

Infine tre passiti 2005:
il Mel ha un occhio ambrato, naso molto intenso e suadente, forse c’è dentro una punta di Moscato, ma in bocca la delusione, troppa stancante dolcezza (la materia prima è ottima, ma andava lavorata prima).
Poco piacevole mi è parso un campione pluripremiato, l’Eleusi, Villa Matilde sembra come se avesse imbottigliato una marmellata di albicocche, per giunta troppo zuccherata.
Mi è piaciuto molto, invece, il lavoro di Nifo, la Falanghina Serrana si conferma vitigno versatile, dalla spumantizzazione al passito: questa di Nifo è una versione dorata carica, ha naso scarico ma fine, bocca ricca e fresca (insieme al Meditandum è uno dei pochissimi passiti campani convincenti).

Un caro saluto a Diodato Buonora e a tutti i commis dell’Explanade, per l’accoglienza, la professionalità e la simpatia dimostrata anche in questa occasione. W i Vini Buoni della Campania!
04/07/2008

(dal sito www.lucianopignataro.it)


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