INTERVISTA AI DIRIGENTI ERSAC
E’ i nastri di partenza il 1° Concorso Enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud” che si svolge a Villa Campolieto a Ercolano dal 5 al 7 dicembre: organizzato dall’E.R.S.A.C. (Ente Regionale per lo sviluppo dell’Agroalimentare Campania), il Concorso mira a dare maggiore visibilità alle aziende vinicole del Sud, mettendo in luce l’impegno e lo slancio produttivo degli imprenditori del settore. Con la Regione Campania – leader dell’iniziativa- partecipano alle selezioni 104 aziende vinicole selezionate in Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna: intervistati dai media, il Direttore Generale dell’ERSAC Raffaele Beato e il Commissario Straordinario Gennaro Limone hanno illustrato le motivazioni dell’interessante iniziativa.
“Per la partecipazione al 1° Concorso Enologico sono stati prescelti i vigneti rossi autoctoni del Sud, giacchè riteniamo che i vini del Sud siano i padri dei vini nazionali, discendenti dai vitigni piantati anticamente da greci, latini e fenici: i vini rossi autoctoni, poi, assumono un’importanza particolare perché provengono da vigne presenti sul nostro territorio e irripetibili altrove, quantunque trapiantate” – ha affermato Beato che ha anche sottolineato le caratteristiche dei terreni del Sud che contengono sostanze come fosforo e potassio che contribuiscono a dare vigore alle viti e sapore alle uve.
A sua volta, il Commissario Limone ha evidenziato il rigore del Concorso in cui è garantita l’anonimizzazione delle case vinicole, attraverso la “vestizione” delle bottiglie, per coprire le etichette e consentire ai doppi turni delle due Commissioni di valutazione (composte da 40 membri scelti tra enologi, sommelier, giornalisti enogastronomici ed esperti del settore) di svolgere un esame assolutamente scevro da influenze esterne.
Il Direttore Generale Beato ha poi precisato che – relativamente alla produzione vinicola del territorio campano – su 2000 ettolitri di vino prodotto, circa il 60% è costituito da vino rosso e che fra i 208 campioni ammessi alle selezioni si annoverano molti gloriosi vitigni del Mezzogiorno da cui si ricavano vini forse poco noti al grande pubblico ma ben conosciuti dagli esperti: tra le varietà tipiche delle regioni in gara, l’Aglianico, il Piedirosso, il Taurasi, il Gaglioppo calabrese, il Greco Nero, il Canino di Puglia, il Primitivo con uve di Troia, il Rosso di Manduria, la Malvasia nera di Brindisi e Lecce, il Bombino Nero di Castel del Monte, il Susumaniello di Puglia (antenato del Sommerello del Beneventano), il Rosso di Cerignola, la Malvasia di Basilicata, le Terre dell’Alta Val d’Agri, il Cannonau sardo, il Carignano della zona di Sulsic, il Bovale di Cagliari, il Farnasco, il Monica di Sardegna, il Cagnulari di Sassari e Alghero, il Nero d’Avola siciliano, il Nerello Mascalese, l’Etna Rosso, il Nerello Cappuccio del Messinese, il Rosso d’Alcamo, il Perricone d’Agrigento, Trapani e Palermo.

Categorie: Il Contadino

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