Agli inizi del mese di dicembre dell’anno scorso il presidente dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio, Amilcare Troiano, nel corso di una conferenza stampa illustrò il progetto di ripristino della stazione della funicolare per il Vesuvio per rimettere tutto a posto, cioè in movimento. L’Ente parco nazionale del Vesuvio, a metà gennaio ha firmato l’atto di cessione della vecchia stazione della funicolare del Vesuvio e dopo un progetto cui potranno partecipare anche soggetti esteri, si potranno avviare i lavori per rimettere in moto il trenino a cremagliera. Per la stazione sono stati spesi 450mila euro, (all’epoca tutta l’opera costà 435mila lire) e c’è da giurare che verso la fine del 2005 si potrebbero già fare escursioni con il trenino che fece la prima corsa il 6 giugno 1860 (ma solo il 10 le corse ebbero continuità) e fu anche la prima funicolare al mondo a scalare un vulcano attivo. Ma la sfida la perse nel 1943, data dell’ultima eruzione della montagna, che la fermò. Ora si ricomincia. Ed era proprio ora. Jamme, jamme, n’coppa jamme, ja! Funiculì, funiculà. E pensare che Luca Torre, editore napoletanissimo e pieno di belle pensate, qualche decennio dopo lo stop, intitolò un suo giornale proprio così: Funiculì, funiculà. Con la speranza che qualcuno, Troiano per la circostanza, accogliesse l’appello.


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