Il Comitato di difesa delle produzioni nazionali, l’A.S.A., Associazione Stampa Agroalimentare, in quanto associazione rappresentativa dei giornalisti dell’agroalimentare, vista l’imminente liberalizzazione dell’uso di alcune denominazioni tipiche dei nostri vini, ha sentito il dovere di far giungere a Bruxelles un segnale forte affinché la Commissione Europea abbia a recedere dall’adozione del regolamento comunitario N. 316/2004. Per assicurare un apporto ampio e costruttivo, l’A.S.A., d’intesa con Agrofood Italia e con l’Unione Nazionale Giornalisti Agricoli Agroalimentari e Ambientali, ha promosso il Comitato spontaneo di Difesa delle Produzioni Nazionali quale strumento apolitico, aperto a tutto l’associazionismo del comparto e quindi rappresentativo della vasta platea di soggetti potenzialmente danneggiabili, a vario titolo, dall’adozione del predetto regolamento. In pochissimo tempo il Comitato ha registrato le adesioni di 34 Associazioni del settore e le fila sono destinate ad ingrossarsi ulteriormente, segno evidente della inacettabilità della tesi della Commissione Europea, secondo la quale alcune denominazioni come Brunello, Gutturnio, Amarone, Morellino, Vin Santo e altre, essendo ormai divenute di uso comune in tutto il mondo, devono poter essere liberamente utilizzate da qualsiasi produttore di vini, seppure a certe condizioni.


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