Che non fosse solo un fatto di organizzazione lo ha scoperto il neo commissario ai rifiuti, Corrado Catenacci: mancano i quattrini e bisognerà fare di necessità virtù. Chi è disposto a dare una mano economica non c’è. Si può rivedere il contratto con la Fibe, e si farà, per includere nei suoi compiti tutto il possibile per evitare di rivolgersi ad altre ditte e sborsare altri quattrini che non ci sono. Differenziata, discariche provvisorie e termovalorizzatori dovranno lavorare a pieno regime e si può cominciare da subito ma si deve essere determinati, dice il prefetto, altrimenti c’è il rischio di impantanarsi nuovamente. Ed è quello che chiedono dai cinque angoli della regione tutte le comunità campane. Ad Acerra si è fatto il punto della situazione dell’agro nolano: è la peggiore possibile da ogni punto di vista. Diossina, inquinamenti tossici dei pascoli, sversamenti abusivi, roghi notturni,allevamenti alla frutta, cementificazione selvaggia, e tanti servizi essenziali alla vita della comunità che mancano completamente. In più c’è tanta disoccupazione, con molti immigrati extracomunitari, il racket è sempre vivo e la vigilanza fa quello che può. Il punto è stato fatto per ribadire queste cose ma sarebbe ora che dopo aver scritto l’ennesimo libro nero su Acerra ci fosse una mobilitazione che prendesse in seria considerazione la soluzione di queste problematiche effettivamente troppe per una sola città.


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