Rifiuti ormai è diventato sinonimo di protesta e si provano tutti gli espedienti per attirare l’attenzione ma occorrerebbero piuttosto disponibilità e soluzioni, non proteste. Tant’è. Dunque i dimostranti hano occupato i binari della stazione di Villa Literno per oltre 9 ore e solo a sera hanno lasciato la stazione dando il via libera al traffico ferroviario che già normalmente fa ssommare ritardi, figurarsi ieri. Al grido di Non vogliamo le ecoballe tutti ad occupare stazione e binari, dunque, mentre qualche ben pensante diceva che qualcuno dovrà pure convincers che ognuno dovrà pensare a smaltire i propri rifiuti senza aspettare chissà cosa. Si è detto, però, che la situazione nelle due province calde di Napoli e Caserta potrebbe cambiare se alcune regioni accetteranno di prendersi la nostra mondezza. Intanto Aversa rientra dall’emergenza con un lavoro di netturbini di 24 ore continuate: ma è un’isola nel mare dell’immondizia circostante. Nelle altre tre province sale il malcontento. Non si pensa al viaggio via treno ma a dove mettere i rifiuti. Ma nessuno più parla di termovalorizzatori che, invece, sarebbero la strada più sbrigativa ed economica per uscire dall’emergenza. Solo che ancora le autorità sanitarie non riescono a dirla in modo chiaro: sono o non sono nocivi per la salute? Sono o non sono portatori di tumori? Sono o non sono l’unica via d’uscita?


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