Ogni provincia dovrà gestire da sola lo smaltimento dei rifiuti. Un po’ come l’uovo di Colombo. S’era detto 20 anni fa, 10 anni fa, un anno fa e oggi arriva come novità. Bene. Le ipotesi sono già in circolo e si parla di Difesa Grande per la sola provincia di Avellino; di Parapoti per quella di Salerno; di San Bartolomeo in Galdo per Benevento; di Santa Maria la Fossa per Caserta; di Settecainate a Giugliano per Napoli. Ma si pensa anche ad un Comitato di esperti che possa contribuire a cercare soluzioni alternative, anche se quella della ripartizione dei rifiuti per provincia appare la più garantista e oltre che la più possibile, data la situazione. Intanto viene fuori una situazione allarmante dai numeri della situazione rifiuti. La produzione giornaliera di rifiuti in campania è di 7.500 tonnellate di cui 4.200 prodotti a Napoli e provincia, 1300 a Salerno, 1.100 a Caserta, 450 a Avellino, 450 a Benevento. Leggendo i numeri degli scarti dei sette impianti Cdr della Campania si sa che ogni giorno si confezionano 2.800 tonnellate di combustile da rifiuti, ma ogni mese necessitano quattro ettari di suolo per stoccare le balle. Si producono 3.500 tonnellate al giorno di Frazione organica stabilizzata, Fos, e sovvalli. In sostanza la Campania ha bisogno di 10 milioni di metri cubi in 10 anni, per stoccare gli scarti dei 7 impianti Cdr. Chi voleva sapere il tempo occorrente a smaltire il tutto ora ha di che parlare.


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