MOSTRA DEL VINO E DEI DISTILLATI IN PROGRAMMA DA LUNEDI’ A FIERA MILANO
In Fiera uno stand anche per le acque minerali, promosso dall’Assessorato alle Attività produttive della Regione . Sono ottantanove le aziende vitivinicole campane (vedi allegati) partecipanti alla prima edizione del MiWine, manifestazione biennale, rivolta agli operatori professionali del mondo del vino e dei distillati, in programma da lunedì 14 a mercoledì 16 giugno al Portello di Fiera Milano. L’iniziativa è organizzata da Fiera Milano in collaborazione con l’Unione Italiana Vini, l’associazione che unisce i più importanti produttori di vini italiani. E’ prevista la presenza di oltre 25 mila operatori. La spedizione campana si realizza con il coordinamento delle Camere di Commercio di Avellino, Napoli, Caserta, Salerno e Benevento. La delegazione napoletana, in particolare, sarà guidata da Agripromos, l’Azienda speciale creata dalla Camera di Commercio di Napoli che realizza progetti per la promozione e lo sviluppo delle imprese campane del comparto agricolo e del settore agro-alimentare. La rappresentanza più cospicua, naturalmente, proviene dalla provincia irpina, nel cui territorio sono presenti gli unici tre Docg del Mezzogiorno d’Italia (Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo). Ma è tutta la Campania a meritare l’appellativo di regione leader del vino. Nelle altre quattro province, infatti, si rinvengono ben 17 vini doc. La Campania si colloca così al quarto posto in Italia, con più di 180 aziende del comparto, un terreno coltivato a vite per oltre 41 mila ettari, una produzione annuale di vino di poco meno di due milioni di ettolitri, di cui il 64% rosso. Sono risultati straordinari se si pensa che, solo una quindicina d’anni fa, la regione non andava al di là del sedicesimo posto nella graduatoria nazionale. Il rilancio della vite in Campania è stato attuato valorizzando la tipicità delle produzioni locali. Più di qualsiasi altra regione italiana, la Campania ha promozionato i suoi vini di pregio, Doc e Docg, puntando quasi esclusivamente sui vitigni storici del suo territorio, evitando così di rincorrere la moda dei vitigni internazionali, che altrove hanno contribuito a omologare gusto e caratteristiche dei prodotti moderni.La folta partecipazione delle imprese della regione al MiWine costituisce un’ulteriore riprova dell’ottimo stato di salute dell’enologia campana. “In una congiuntura difficile in cui gli altri settori in generale registrano una marcata flessione – spiega Costantino Capone, presidente di Unioncamere Campania – l’agroalimentare segna un trend decisamente positivo. Oggi il vino in Campania è una realtà più che mai florida”. “In mostra – continua Capone – impegneremo una superficie espositiva di oltre 1400 metri quadrati. L’Unioncamere intende così dare un ulteriore contributo per le piccole e medie imprese della Regione. Una strada che seguiamo da tempo. Abbiamo istituito il primo organismo regionale di tutela dei vini, il consorzio Irpinia. Inoltre cerchiamo di praticare un’attenta politica di controllo dei prezzi e soprattutto del rapporto qualità-prezzi, unica via possibile per fronteggiare sul mercato nazionale e su quelli esteri la sempre più agguerrita concorrenza dei nuovi produttori emergenti, californiani e cileni in testa”.Oltre agli operatori del vino, al MiWine saranno presenti anche quelli delle acque minerali. La Regione Campania, attraverso l’Assessorato alle Attività Produttive, ha infatti allestito uno stand entro il quale saranno rappresentate sette aziende del comparto (vedi allegato).”Intendiamo valorizzare il comparto dell’acqua presso un pubblico mirato di enoteche, ristoratori e altri operatori professionali – spiega l’Assessore alle Attività Produttive della Regione, Gianfranco Alois – puntando a rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati nazionali e internazionali operando in un’ottica di integrazione tra pubblico e privato. Un collegamento strutturato e duraturo fra tutti gli imprenditori del settore, grandi e piccoli, è infatti prioritario per rafforzare l’intero sistema”. “Intrecciando capacità progettuali, conoscenza del territorio, volontà di collaborazione, programmazione regionale, qualità delle imprese, bellezze naturali e risorse economiche – continua Alois – è possibile ‘fare sistema’ e aumentare il peso del settore. Anche e soprattutto all’estero, dove in molti casi il rapporto prezzo-qualità non appare così competitivo come quello che riescono a esprimere le nostre aziende”. Comunicato dell’Ufficio stampa:Roberto Race 333 9064533 (Nota inviata alle Arga)


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