Carciofo, Cynara cardunculus scolymus, fam. Compositae(2).
Fioritura: le belle infiorescenze a forma di capolini sono molto appariscenti ed anche ornamentali per la tinta dei singoli fiorellini, azzurro-lavanda. Queste infiorescenze opportunamente essiccate si possono conservare a lungo, quali elementi di spicco nelle grandi composizioni di fiori misti secchi. Se raccolte invece quando sono ben ingrossate, ma ancora in boccio, tempestivamente, costituiscono un apprezzato ortaggio. Si tratta quindi di infiorescenze non sbocciate, commestibili; la raccolta dei boccioli fiorali, quando sono ancora ben chiusi e consistenti, si inizia secondo il clima locale e secondo le qualità delle cultivars, a settembre-ottobre; dura fino a gennaio e si effettuano più passate di raccolta a distanza di 4-5 giorni l’una dall’altra. Durante l’estate, i getti che hanno prodotto si eliminano tagliandoli alla base. I fiori ermafroditi hanno colore, come accennato, azzurro-lilla o azzurro-violaceo; la fecondazione avviene come per il cardo, per mezzo di insetti pronubi, normalmente per via eterogama. Il fusto eretto del carciofo, cilindrico e scanalato, può essere alto anche fino a 150 cm; è ramificato e sia l’asse centrale che le ramificazioni portano le infiorescenze a capolino di varia forma, globosa, ovale, allungata o conica. Sono circondate da brattee carnose, verdi o violette, spinose oppure inermi.Anche le foglie del carciofo possono presentare le spine agli apici dei segmenti e talvolta lungo la costola centrale. Come detto le piante di carciofo sono vigorose, però temono il gelo ed i rigori invernali delle regioni settentrionali. L?esposizione delle carciofaie deve essere a pieno sole. L’utilizzazione del carciofo in cucina è nota, costituisce un prelibato ortaggio, previa l’eliminazione delle brattee più coriacee esterne. I cuori del carciofo si conservano sott’olio e si possono consumare anche crudi se veramente teneri, affettati sottilmente e conditi con olio e limone. Il carciofo è dotato di notevoli proprietà terapeutiche che all’inizio di questo secolo sono state accertate, in tutto il loro valore, nella cura delle affezioni epato-biliari.. le foglie vengono usate in medicina, perché posseggono principi più attivi di quelli presenti n nei boccioli fiorali. Il carciofo è consentito anche nella dieta dei diabetici. Quano è cotto si altera rapidamente, perciò dopo la cottura deve essere subito consumato e per essere più digeribile è meglio che la cottura sia ridotta al minimo indispensabile. Il carciofo è colagogo, coleretico, depurativo, diuretico, tonico., antidiarroico ed ipoglicemizzante. Come ortaggio nel passato era molto raro le colture hanno preso via via sviluppo a partire dal secolo scors, benché il carciofo fosse già in coltivazione nel XVI secolo, quando era usato come diuretico come afrodisiaco. Nel secoloseguente ebbe impiego anche nella cura dell’itterizia. Oggi la fitoterapia lo consiglia come rimedio contro obesità, diabete, cellulite, arteriosclerosi.

Categorie: Il Contadino

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